Asp e ospedali ancora senza direttori, elenchi pronti: la Regione scrive ai manager

Complessivamente sono 226 gli aspiranti selezionati, 141 per il ruolo di direttore sanitario e 85 per quello di direttore amministrativo, già suddivisi dall'assessorato regionale alla Salute in categorie. Le elezioni Europee però rischiano rallentare le nomine

L'Asp di Palermo di via Cusmano

In un cassetto degli uffici regionali dell’assessorato regionale alla Salute c’è un dvd per ogni azienda ospedaliera in cui sono salvati tutti i documenti e i curricula degli aspiranti direttori sanitari e amministrativi. Già suddivisi per liste. Dalla imminente firma dei loro contratti i nuovi direttori generali avranno 15 giorni per esaminare la documentazione e procedere alle nomine a carattere fiduciario, garantendo così negli ospedali la presenza di due figure fondamentali per garantire l'efficienza dell'azione sanitaria e amministrativa.

Lo ha disposto l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza con un atto d’indirizzo inviato agli ormai ex commissari di Asp e ospedali lo scorso 29 aprile.  "All’atto di nominare i direttori amministrativi e sanitari, ancorché non obbligatorio sotto il profilo formale, - si legge - sarà in ogni caso opportuno tener conto di un nucleo minimo di principi, a loro volta espressione del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa, sintetizzabili nella trasparenza delle scelte e nell’adeguata motivazione delle nomine, tenuto conto della ripartizione in quattro species delle aziende sulle quali è articolato il sistema sanitario regionale".

Negli uffici del dipartimento Pianificazione strategica ci sono quindi i nomi dei candidati "oggi ricompresi nei distinti elenchi formatisi a seguito di procedura a evidenza pubblica", si legge ancora nell’atto d’indirizzo firmato dall’assessore Razza. Complessivamente sono 226 gli aspiranti selezionati, 141 per il ruolo di direttore sanitario e 85 per quello di direttore amministrativo, già suddivisi - dopo il lavoro fatto in assessorato - per categorie. Una per ogni tipologia di aziende sanitarie da gestire: territoriali delle aree metropolitane, territoriali residue, ospedaliere e quelle con vocazione da ricerca.

“La responsabilità adesso è nelle mani dei direttori generali, non c’è più tempo da perdere. Purtroppo però - dichiara il vicesegretario del sindacato dei medici Cimo Sicilia, Angelo Collodoro - lo sanno pure le pietre che adesso subentra il gioco della politica che deve spartire le poltrone. Ritardando così il processo di stabilizzazione del governo delle aziende sanitarie e mantenendo uno stato di paralisi che si protrae da 17 mesi, con ricadute sulla governance e quindi sulla qualità dell'assistenza ai cittadini e sul lavoro degli operatori”. Il timore è che l'appuntamento con le elezioni europee del 26 maggio possa rallentare le procedure.

Con le ossa rotte sulle barelle da giorni, l'Sos dal Civico

Dopo quattro mesi nelle vesti di commissari straordinari, sono diventati direttori generali Daniela Faraoni (Asp), Roberto Colletti (Civico) e Walter Messina (Villa Sofia-Cervello). Ancora da sciogliere il nodo per l’ospedale universitario del Policlinico, attualmente guidato dal manager piemonte Carlo Picco in attesa che si trovi, a Catania, l’accordo tra la Regione e il rettore Francesco Basile.

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