Insulti e minacce sul web al Presidente Mattarella, indaga la Procura

La decisione dopo la pubblicazione, su alcuni social network, di offese e riferimenti espliciti alla morte del fratello, Piersanti, ucciso dalla mafia nel 1980. La polemica è esplosa dopo il "no" alla nomina di Paolo Savona a ministro dell'Economia

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

La procura di Palermo ha aperto un fascicolo per offese e vilipendio ai danni del presidente della Repubblica. La decisione è arrivata dopo la pubblicazione, su alcuni social network, di offese e riferimenti espliciti alla morte del fratello di Mattarella, Piersanti, ex presidente della Regione ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980.  

L'inchiesta è stata delegata alla Digos, che sta cercando di accertare se i nomi degli autori dei post Facebook e Twitter incriminati corrispondano a persone vere o siano dei fake. In esame al momento ci sono gli scritti di tre palermitani. Tutti hanno postato messaggi che facevao riferimento all'uccisione del fratello di Mattarella. I pm titolari dell'inchiesta, l'aggiunto Marzia Sabella e il sostituto Gery Ferrara, ipotizzano il reato di attentato alla libertà del presidente della Repubblica, offesa all'onore a e al prestigio del presidente della Repubblica, puniti fino a 15 anni di reclusione. Non si esclude l'ipotesi di istigazione a delinquere.

Il Capo dello Stato è finito nella bufera dopo il "no" alla nomina di Paolo Savona a ministro dell'Economia con il conseguente fallimento di un ipotetico governo Lega-M5S. M5S e Fdi hanno chiesto l'impeachment, mentre Salvini ancora non si è pronunciato.

A sostegno del palermitano più illustre si è schierato il Pd, che ha organizzato un sit in davanti alla Real Fonderia mettendo da parte, almeno per qualche ora, le divisioni emerse dopo la pesante batosta elettorale. Un'altra iniziativa è in programma per venerdì 1 giugno, dalle 15 in via Magliocco, quando i partigian dem regaleranno una copia della Costituzione. "Agli attacchi sguaiati e ai comportamenti eversivi di Salvini e Di Maio - dice Antonio Rubino a nome dei PartigianiDem - occorre reagire con fermezza e con iniziative in tutto il territorio a cominciare dalla città del presidente della Repubblica. Noi ci saremo e faremo la nostra parte a difesa della Costituzione e della libertà. Anche in quell'occasione - conclude - sventoleremo solamente il tricolore simbolo di unità nazionale e non di divisione come nella concezione grillina".

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"Il fatto che al coro della destra italiana - afferma il sindaco Leoluca Orlando - si stiano unendo in queste ore nell'insulto al Presidente Mattarella e all'Italia personaggi del calibro di Steve Bannon, Marine Le Pen e Nigel Farage, la dice lunga su cosa stava e stia davvero avvenendo. La destra più violenta, razzista, xenofoba e guerrafondaia si è unita per proseguire il proprio attacco ai sistemi democratici in Europa. Se non stupisce la posizione della destra leghista, lascia perplessi la facilità con cui anche il Movimento 5 Stelle si sia subito omologato, silenziando quelle voci e quelle storie che nulla hanno a che vedere con chi non nasconde le proprie simpatie fasciste e naziste. La scompostezza e violenza delle posizioni assunte dai rappresentanti del partito a 5 stelle è augurabile - per i suoi tanti elettori antifascisti e non xenofobi - che siano soltanto l'ennesima conferma di ingenuità e frutto della tardiva comprensione di essere caduti in una trappola. Al di là della ovvia considerazione che il Presidente Mattarella ha agito e sta agendo nel pieno rispetto della nostra Carta Costituzionale, ed in particolare delle proprie prerogative e dell'articolo 92, non si può non sottolineare che egli sta compiendo quanto di più alto è richiesto ad un Presidente della Repubblica: tutelare i valori ed il sistema democratico fondanti della nostra Repubblica, da qualsiasi attacco interno o esterno che sia".

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