"La Sicilia non si Lega", in città lenzuoli e striscioni di "benvenuto" per Salvini

L'ex vicepremier parteciperà a un evento pubblico al teatro Al Massimo, in contemporanea il movimento delle Sardine ha organizzato un flash mob di protesta. Polemica per la visita del leader del Carroccio a Ballarò. L'attacco dell'associazione Sos Ballarò: "La sua presenza è una provocazione..."

"La Sicilia non si Lega". E' lo slogan comparso su alcuni striscioni affissi in più parti della città. Inizia così la "contromossa" del movimento delle Sardine e alcune associazioni cittadine per l'arrivo del leader del Carroccio Matteo Salvini. L'ex vicepremier è atteso per domani pomeriggio, quando interverrà a un evento pubblico al teatro Al Massimo. In contemporanea le Sardine si riuniranno davanti al teatro per quello che definiscono un "silent flash mob". "Citofona a Salvini per regalargli una copia della Costituzione" il nome dato all'evento che, ribadiscono su Facebook gli organizzatori, "deve essere assolutamente pacifico".  Intanto dalla zona della stazione al quartiere Malaspina compaiono i lenzuoli contro l'ex ministro.

Flash mob e una copia della Costituzione in regalo: le Sardine pronte ad accogliere Salvini

Sembra però che Salvini intenda anche fare tappa a Ballarò. Notizia accolta non bene, per usare un eufemismo, da alcune associazioni che operano nel quartiere. Sos ha Ballarò ha organizzato l'evento "Ballarò non si Lega", rilanciato su Facebook.

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I divieti alla circolazione

"Ballarò non ha paura ed accoglie (quasi) tutti - si legge in un lungo post con il quale si spiega il senso dell'iniziativa - La visita del segretario della Lega Salvini a Ballarò è una provocazione: anti-meridionalismo, intolleranza, razzismo sono concetti che il nostro quartiere, con la sua storia, non può che rifiutare con forza. E se, una parte dei nostri concittadini, gli offrirà fiducia sarà frutto della paura, delle diseguaglianze, dell’assenza della politica nell’occuparsi di chi è partito in una situazione di svantaggio, ed in Italia, in questi anni, ha ottime possibilità di esserci rimasto. Noi - proseguono - a Ballarò ci stiamo tutto l’anno, i leghisti invece li vediamo alla tivù a dire che 'ballarò è un laboratorio per l’integrazione delle criminalità da ogni capo del mondo'. Noi organizziamo attività sociali, culturali, difendiamo il mercato storico, orientiamo gli investimenti pubblici verso il rilancio del quartiere, facciamo il possibile per sostenere chi, a causa degli infami decreti sicurezza, si trova a non poter più condurre un’esistenza serena alla luce del sole e libero di crearsi la propria fortuna. Lo facciamo da anni, dentro e fuori dai social, anche riqualificando spazi pubblici che erano discariche e ora sono diventati luoghi di vita e di interesse: piazza Ecce Homo, Piazza Mediterraneo, Piazza Peppe Schiera sono solo alcuni degli esempi, in un quartiere che negli ultimi anni è finalmente stato raccontato come luogo di cultura e socialità e non come luogo di criminalità". E ancora: "Salvini parla di sicurezza mentre, in realtà, investe sulla paura e sull’insicurezza di comunità che vuole impaurite e ignoranti. Noi difendiamo un quartiere culturalmente e anche socialmente vario, difendiamo un’idea di sicurezza basata sulla fiducia e sulla condivisione degli spazi pubblici. Noi pensiamo che il nostro vicino di casa sia un amico e non un nemico di cui diffidare, da cui difendersi. Noi a Ballarò ci stiamo tutto l’anno, i leghisti li vediamo invece speculare come avvoltoi sui guasti che loro stessi hanno creato con i decreti sicurezza ed il loro devastante messaggio culturale. Difendiamo il nostro quartiere dalla squallida propaganda di chi solo pochi anni fa andava in giro a parlare di secessione ed ora si è riscoperto nazionalista. Difendiamo un quartiere vario, colorato, con tantissimi problemi da affrontare e risolvere tutti insieme e non l’uno contro l’altro. Ballarò, insomma, accoglie (quasi) tutti".

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