L'incubo di Lidia Vivoli: "Il mio ex ai domiciliari senza braccialetto elettronico, ho paura"

Dopo le brutali aggressioni la donna - madre di due gemellini - si è rifatta una vita ma ora è terrorizzata perchè il suo stalker potrebbe essere senza controllo tecnologico: "Ho pensato di andare via dalla Sicilia. Ma non è giusto, perché devo essere io a scappare?"

Lidia Vivoli

Quella che arriva da Bagheria è una storia che non può lasciare indifferenti. Il braccialetto elettronico non è disponibile e così uno stalker, che aveva quasi ucciso la ex compagna, rischia di finire agli arresti domiciliari senza alcun controllo tecnologico. Potrebbe tornare a farle del male. Sono anni che Lidia Vivoli è prigioniera di un incubo. E lo racconta al Giornale, che con un articolo dedica ampio spazio alla vicenda.

L'ex compagno la colpì più volte con una padella in ghisa e delle forbici. Ferita, si salvò solo perché gli promise che non lo avrebbe denunciato. Ora lei, madre di due gemellini, si è rifatta una vita ma è comprensibilmente terrorizzata: "Ho un nuovo compagno, un'altra vita e credo di dovermi meritare quella serenità che lo Stato non riesce a garantirmi".

I fatti: l'ex compagno era stato condannato in via definitiva a 4 anni e sei mesi per tentato omicidio e sequestro di persona. "Dopo 5 mesi - racconta Lidia - uscì e fu messo ai domiciliari. All'epoca la persona offesa non veniva avvisata. Nonostante il provvedimento a suo carico usava tranquillamente internet. Mi contattò su Facebook prosegue - e poco dopo me lo ritrovai davanti. Per un anno mi ha cercata, presentandosi ovunque".

Da allora è finito nuovamente in carcere per stalking. l giudice che però segue ora il caso a Palermo, dove il processo si è spostato da Termini Imerese, ha emesso nei giorni scorsi un'ordinanza, modificando la misura del carcere con quella dei domiciliari con braccialetto elettronico. In Italia, però, di braccialetti elettronici ce ne sono pochi a disposizione, per cui l'aggressore non ne potrà avere uno. 

"Il giudice - continua la donna - ha allora rappresentato che se non ci fosse stato il braccialetto avrebbe comunque potuto decidere per i domiciliari senza altre misure restrittive. L'altro ieri al mio legale, l'avvocato Vincenzo Greco, è arrivata una mail in cui si conferma che vi è stata un'istanza ulteriore da parte dei difensori dell'imputato per i domiciliari senza braccialetto elettronico. Insomma, visto che in passato lo ha già fatto, temo potrà nuovamente venire a cercarmi. Abbiamo anche pensato di andare via dalla Sicilia. Ma non è giusto. Perché devo essere io a scappare invece che essere tutelata?".

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