Funerali di Stato per Rizzotto, a Corleone c’è anche Napolitano

Il presidente della Repubblica alle esequie del sindacalista della Cgil assassinato dalla mafia nel '48. Medaglia d'oro alla sorella Giuseppa. Presenti anche il neo Sindaco Orlando, il ministro Cancellieri e Susanna Camusso

C’è anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Corleone per partecipare ai funerali di Stato del sindacalista della Cgil Placido Rizzotto. Accolto dagli applausi della folla, il Presidente si è soffermato a stringere le mani e a salutare prima di dirigersi verso la Chiesa Madre, con la signora Clio (guarda il video). A riceverlo, il ministro dell'Interno Anna Cancellieri.

Al suo arrivo a Corleone il Capo dello Stato ha reso omaggio al busto del sindacalista ucciso dalla mafia 64 anni fa. Deposta una corona di fiori, il presidente si è soffermato in silenzio. Tra i presenti la leader della Cgil Susanna Camusso, la vice presidente della Camera Rosy Bindi. Napolitano ha consegnato la medaglia d'oro al valore civile alla sorella di Rizzotto, Giuseppa, con la quale ha parlato brevemente. Poi si è recato nel duomo per i funerali di Stato ai quali hanno partecipato anche il ministri della Difesa Pierpaolo Di Paola e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Tra gli altri presenti alle esequie solenni, il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, l'esponente del Pd Valter Veltroni, il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, e in rappresentanza della Regione siciliana l'assessore alle Infrastrutture, Pier Carmelo Russo. In chiesa anche la segretaria regionale della Cgil, Mariella Maggio, altri dirigenti nazionali e locali del sindacato, il sindaco di Corleone e quelli dei Comuni del comprensorio. Con loro il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà e il segretario generale della Cgil, Susanna Camuso. Partecipano anche i bimbi delle elementari con i loro grembiulini blu.

I resti di Rizzotto, che venne sequestrato e ucciso dalla mafia 64 anni, sono stati ritrovati alcuni anni fa in una foiba di Corleone e solo recentemente si sono conclusi gli esami del dna che ne hanno accertato l'identità. Sono stati racchiusi in un'urna di marzo screziato sui toni del marrone, posta sul
sacrato della Chiesa madre di Corleone. La cerimonia è stata concelebrata dall'arcivescovo di Monreale, monsignor Salvatore Di Cristina, e da don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera. Montati due maxi schermi per seguire la messa, uno in piazza Garibaldi e uno in piazza Falcone e Borsellino.
 

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