Prosegue la protesta degli operai Blutec, l'azienda: "Confermiamo impegno ma attendiamo burocrazia"

Per il secondo giorno le tute blu stanno occupando il Municipio di Termini. I sindacati lamentano il disinteresse del governo nazionale. L'azienda intanto conferma il suo impegno ma attende "che vengano completati i passaggi burocratici noti a tutti"

La protesta degli operai della Blutec

Prosegue la protesta degli operai dell'azienda Blutec, che stanno occupando per il secondo giorno il municipio di Termini Imerese. I sindacati Fim, Fiom e Uilm  - che avevano chiesto più volte un incontro urgente ai ministeri del Lavoro e  dello Sviluppo economico , ma non hanno avuto risposta - proclamato uno sciopero di due ore.

Termini, cassa integrazione a rischio: operai Blutec occupano il Comune

“Ancora nessuna risposta dal Governo nazionale sul rinnovo della cassa integrazione - spiega Enzo Comella, segretario della Uilm Palerm -. Inaccettabile il silenzio calato sul piano di rilancio dell’area industriale. Siamo insieme al primo cittadino Francesco Giunta e altri sindaci del comprensorio. Chiediamo un incontro urgente al Mise, bisogna subito sbloccare il rinnovo della Cig e gli ammortizzatori in deroga per l’indotto. Senza risposte continueremo a protestare”.

Intanto interviene anche Blutec, che in una nota precisa: "Ad oggi non ci risulta alcun rilievo ufficiale al nostro piano di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese, sul quale stiamo continuando a lavorare con il massimo impegno. Siamo in attesa che vengano completati i passaggi burocratici noti a tutti. Ancora una volta Blutec conferma il suo impegno su Termini Imerese, che rimane sito di primaria importanza nella strategia industriale di sviluppo del nostro gruppo per i prossimi anni".

Intanto la Cgil ha reso noto che è stata concessa la mobilità in deroga ai lavoratori delle aree di crisi complessa di Termini Imerese e di Gela che godevano del trattamento fino al 31 dicembre del 2016 e che erano rimasti senza alcuna forma di protezione sociale. Si tratta di 33 ex dipendenti dell’exFiat e di 40 del petrolchimico. Il segretario regionale Monica Genovese sottolinea che “pur trattandosi di un risultato è sempre una goccia nell’Oceano rispetto a una situazione occupazionale grave, come dimostra la protesta di queste ore dei lavoratori Blutec per i quali il ministro Di Maio veva garantito che dal 2019 ci sarebbe stata la mobilità in deroga”. Invece per i 700 lavoratori diretti e i 62 dell’indotto “non si è ancora visto il decreto - ricorda Genovese – e sono fuori da tutto dal momento che Blutec non è in grado di rispettare gli impegni presi”. L’esponente della Cgil, sostiene che “ a questo punto occorre riaprire il tavolo con Fiat, perché – sottolinea- non abbandoniamo l’idea di dare una prospettiva all’area. Il governo nazionale - aggiunge - da canto suo deve rispettare gli impegni presi con i lavoratori”.

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