Furti e rapine in serie in centro, giovane incastrato dalle telecamere e da un bracciale

In manette un diciannovenne libico portato in carcere e accusato di essere l'autore di tredici colpi. E' ritenuto responsabile anche del furto alla moschea di vicolo Gran Cancelliere dalla quale erano spariti i soldi delle offerte e due casse acustiche

(foto archivio)

E’ accusato di cinque rapine e otto furti messi a segno nel centro storico ad ottobre scorso. A incastrarlo l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e un braccialetto in gomma di colore arancione che indossava quasi sempre. La polizia ha eseguito un fermo emesso dalla Procura di Palermo nei confronti del diciannovenne libico Ben Jelloune Mohamed che, secondo gli investigatori, sarebbe anche il ladro entrato in azione nella moschea di vicolo Gran Cancelliere. Per lui si sono aperte le porte del carcere Pagliarelli dove resterà sino alla data del processo.

Il provvedimento convalidato dal gip è arrivato al termine delle indagini eseguite sulla scorta di alcune immagini video e delle descrizioni fornite dalle vittime che hanno portato gli investigatori sulle tracce di Ben Jelloune. “Il giovane, a piedi o a bordo di motociclo, individuava le vittime in zone isolate o in ore notturne. Poi - spiegano dalla Questura - approfittando di un loro momento di distrazione, con destrezza e talvolta con violenza, si impossessava del loro smartphone dileguandosi rapidamente”.

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Gli elementi raccolti e le analogie nelle modalità esecutive dei colpi hanno arricchito il quadro indiziario consentendo di giungere al profilo criminale dell’autore dei reati. Gli agenti di polizia hanno quindi concentrato le loro attenzioni su alcuni soggetti che frequentavano assiduamente il mercato di Ballarò, restringendo via via il campo e identificando il giovane quale autore di furti e rapine. Tra questi anche il furto alla moschea dalla quale sono stati i soldi delle offerte (circa 150 euro) e due casse acustiche.

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