"Palermitani, appendete i lenzuoli della legalità": l'appello di Maria Falcone per il 23 maggio

La sorella del giudice Giovanni Falcone, ucciso con la moglie e gli agenti di scorta a Capaci con una carica di tritolo il 23 maggio 1992, si rivolge alla città in vista delle manifestazioni organizzate per l'anniversario della strage

Maria Falcone

"Cari concittadini palermitani, il 23 maggio sarà il ventisettesimo anniverario della strage di Capaci. Sappiamo tutti cosa ha significato quel giorno tremendo. Dobbiamo dimostrare come Palermo è cambiata, come voi siete partecipi e quanta attenzione avete posto al tema della mafia e della lotta alla mafia". E' l'appello che Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni ucciso nella strage di Capaci del 23 maggio 1992 con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, rivolge alla città in vista delle celebrazioni in memoria delle vittime.

"Mi auguro - prosegue Maria Falcone - che siate tutti presenti nei cortei, nelle piazze dove i ragazzi si riuniranno, e dimostriate la vostra attenzione e l'amore per Giovvanni, Paolo, Francesca e i ragazzi delle scorte stendendo nei vostri balconi i lenzuoli e le tovaglie. Tutto ciò che, di colore bianco, significa la voglia di cambiare".

I lenzuoli bianchi sono, per Palermo, molto più che pezzi di stoffa. Pochi giorni dopo la strage di Capaci in tanti stesero dei lenzuoli bianchi in segno di protesta. Era un modo per dire "Basta" e chiedere giustizia, verità e legalità. Il drappo bianco diventò il nuovo simbolo di lotta contro la mafia. Lo scorso anno le commemorazioni delle vittime sono state "macchiate" proprio dal rifiuto di alcuni residenti di Passo di Rigano a esporre lenzuoli bianchi e i cartelloni realizzati dagli alunni della scuola Emanuela Loi. Simboli che sono poi stati adottati dal comando della polizia municipale e altri enti pubblici.

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