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Un ragazzino in viale del Fante: 16 anni fa Palermo scopriva Rafa Nadal

E' il 28 settembre 2004, un martedì pomeriggio. Quando Ernesto Farias segna e ribalta la Salernitana, il vento porta il boato del Barbera fino ai margini di viale del Fante e si accomoda tra le tribune del Circolo del Tennis

Nadal nel 2006

Quando Ernesto Farias segna e ribalta la Salernitana, il vento porta il boato del Barbera fino ai margini di viale del Fante e si accomoda tra le tribune del Circolo del Tennis. Là c'è un ragazzino spagnolo che profuma già di futuro e leggenda. E' il 28 settembre 2004, 16 anni fa esatti. Cronaca di un pomeriggio apparentemente ordinario ma che normale non è. A Palermo sono gli ultimi scampoli di estate. E' un martedì. Ci sono i prodromi della storia. Rafa Nadal è in campo contro Nicolas Almagro. Urla, salta, colpisce, esulta. 

E' un pomeriggio di campioni in viale del Fante. Guidolin sfida la Salernitana di Ammazzalorso in Coppa Italia: deve rimontare l'1-2 rimediato all'Arechi all'andata (doppietta di Mendil). Grosso va in panchina, in campo ci sono gli altri futuri campioni del mondo Barzagli e Barone. Ma soprattutto c'è Farias, il vice Toni, oggetto misterioso venuto dall'Argentina che trova quel 28 settembre l'unico giorno di gloria. Con un gol per tempo stende i campani. Il grande ex, Bombardini, si inchina. 

A neanche 400 metri di distanza c'è il piccolo Nadal che demolisce il connazionale Almagro, futuro numero 9 del mondo. E c'è chi fa la spola come faceva Pippo Franco in quel famoso film, tra un impianto e l'altro. Al Circolo del Tennis finisce 6-1, 7-5 per il predestinato. Il pubblico intravede le stimmate del campione ma si spella le mani per l'esordio vincente dei due azzurri di Davis, Filippo Volandri e Andreas Seppi. Sul campo centrale della Favorita, il ventitreenne livornese strapazza un altro, l'ennesimo spagnolo, Albert Montanes. Il ventenne Andreas Seppi invece nobilita la 'wild card' concessa dagli organizzatori, battendo al terzo set il francese di origini siciliane Arnaud Di Pasquale, vincitore a Palermo nel '99. Applausi anche per il russo Davydenko, futuro top 4, che supera in scioltezza il suo ostacolo. 

Ma le luci dei riflettori sono tutte per Rafa Nadal, numero 50 del ranking mondiale. Gioco aggressivo, dritto potente e talentuoso, rovescio incrociato da applausi, il baby maiorchino è un martello da fondocampo. E dire che a causa di una frattura da stress al piede sinistro, Nadal era stato costretto a saltare praticamente tutta la stagione sulla terra rossa, incluso il Roland Garros. Anche per questo aveva accettato l'invito di partecipare al torneo di Palermo, l'ultimo della stagione sulla sua superficie più amata. Ad assegnargli la wild card è il direttore del torneo, il compianto Cino Marchese, che lo presenta così: "E' un astro nascente nel firmamento tennistico mondiale". Aveva ragione. Nadal avrebbe dovuto giocare a Palermo già l' anno prima, quando di anni ne aveva 17, ma venne fermato in extremis da un infortunio. 

Nadal è invece una delle stelle dell'edizione 2004 del torneo palermitano insieme al cileno Massu (attuale allenatore di Thiem e all'epoca fresco vincitore delle Olimpiadi di Atene), Verdasco, che batte subito il beniamino di casa Francesco Aldi, Davydenko, Ferrer e il baby prodigio francese Gasquet, coetaneo di Rafa.

Il futuro Re della terra battuta tornerà in campo in viale del Fante il giorno dopo. Sarà una delle peggiori prove sul "rosso". Oliver Mutis lo strapazza con un doppio 6-3. Una batosta storica per Nadal che da quel momento diventa imbattibile sulla terra. L'anno dopo infatti vince tutto, compreso il primo dei suoi 12 titoli al Roland Garros (primatista assoluto). Sono queste le uniche tracce di Nadal a Palermo. Anzi, no. Perché pochi mesi dopo, ad agosto, il Maiorca gioca al Barbera la classica amichevole di lusso e tra gli spagnoli c'è anche lo zio del tennista, Miguel Angel Nadal, che a 38 anni inizia la sua ultima stagione da calciatore. Giocherà 7 minuti. Cartoline dalla Favorita, giardino in cui sbocciavano fenomeni o appassivano campioni. Oggi, a distanza di 16 anni, Rafa inizierà la sua avventura a Parigi. Chissà se ripenserà a quel pomeriggio palermitano.

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