Alimentazione

"Matte", selvatiche o false: come riconoscere le castagne non commestibili

Non è difficile riconoscere le castagne buone da quelle matte. Ingerirle può portare ad avere un'intossicazione. Tra i sintomi più comuni disturbi digestivi, dolori addominali, nausea, vomito o irritazione della gola

Non tutte le castagne sono uguali. In questo periodo dell'anno è molto facile trovare per terra lungo i viali di Palermo castagne più grosse e lucide del normale; queste castagne, in realtà, sono i semi degli ippocastani e non sono commestibili. Vengono soprannominate in tanti modi, come matte, selvatiche o false e si differenziano da quelle commestibili in numerosi aspetti. Non bisogna mangiarle per evitare pericolose intossicazioni.

Come riconoscere le castagne matte 

Non è difficile riconoscere le castagne buone da quelle matte. Se si conoscono le principali differenze è impossibile sbagliarsi, diversamente da quanto può succedere con i funghi che spesso sono talmente simili.

Le castagne commestibili sono il frutto dell'albero del castagno e si raccolgono nei boschi, ad un'altitudine che può variare dai 300 ai 1200 metri. Sono contenute in "gruppo" all'interno di un riccio, che si trasforma da verde a marrone durante la maturazione e che è ricco di aculei. Nei ricci del castagno si trovano solitamente 2 o 3 castagne, una grande e le altre più piccole e schiacciate. Inoltre le foglie del castagno, a differenza di quelle dell'ippocastano, sono singole, più piccole e seghettate.

Le castagne matte, invece, si trovano nelle strade, nei giardini e nei parchi di città, in pianura o in altura. Queste castagne sono infatti i semi dell'ippocastano, una pianta utilizzata soprattutto a scopo ornamentale e per creare ampie zone d'ombra. Il riccio è verde, con piccole punte distanziate e corte, e di solito racchiude un solo frutto, che si presenta rotondo, grosso e molto lucido.

Infine, le castagne e le castagne matte si differenziano anche per grandezza e colore: le prime infatti sono più piccole, meno arrotondate e presentano un ciuffo apicale caratteristico, cosa che le castagne matte non hanno.

Cosa succede se si mangiano le castagne matte

Mangiare castagne matte provoca intossicazione, che se sottovalutata può sfociare in problemi più seri come lesioni intestinali e renali. Le castagne dell'ippocastano infatti contengono saponine, sostanze che hanno un effetto irritativo e che causano vomito e diarrea, in base alla quantità che è stata ingerita. Tra i sintomi più comuni dell'intossicazione troviamo disturbi digestivi, dolori addominali, nausea, vomito o irritazione della gola. Le castagne matte, inoltre, se mangiate cotte o crude hanno un sapore amaro e l’acqua di bollitura emana cattivo odore.

Cosa fare in caso di intossicazione 

Nel caso si verifichino i sintomi di una intossicazione, cerca di fotografare l'albero e i frutti mangiati, in modo che uno dei pronto soccorso di Palermo o il centro antiveleno abbiano dati il più dettagliati possibile per poter intervenire.

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