Caso Miccoli: "Chiedo scusa ma indietro non posso tornare", e Orlando non va allo stadio

L'ex Capitano, atteso per la partita con le vecchie glorie al Barbera, su Instagram: "Mi auguro ci sia ancora spazio per il perdono. Tornare ogni volta a Palermo è il mio non sottrarmi al giudizio della gente". Il sindaco diserta polemicamente l'appuntamento

Fabrizio Miccoli - foto Ansa

"Mi spiace avere creato una polemica sulla mia partecipazione alla gara delle vecchie glorie del Palermo. E' un evento sportivo al quale io partecipo e avrei partecipato come uomo di sport che, credo, ha in qualche modo contribuito, insieme agli altri presenti e no, ai risultati e successi del Palermo". Così Fabrizio Miccoli suo suo profilo Instagram è intervenuto sulle polemiche relative al suo invito alla Notte dei Campioni che stasera vedrà il debutto al "Barbera" del nuovo Palermo contro una selezione di vecchie glorie. "Riguardo i miei errori - continua Miccoli - per i quali sono pronto a pagare il conto che la giustizia, eventualmente, riterrà di dovermi presentare, mi auguro ci sia ancora spazio, tra di noi e nella nostra società, per il perdono. Un perdono, e non una giustificazione, dunque, che ho chiesto e che chiedo ancora, nella speranza di poter essere riabilitato davanti agli occhi di tutti gli sportivi". 

Orlando nuovo Palermo-2Ma nonostante ciò il sindaco Leoluca Orlando non sarà presente allo stadio Renzo Barbera per la partita tra il Palermo e le vecchie glorie rosanero (“La notte dei campioni”). E la sua assenza sarebbe legata proprio alle polemiche relative alla presenza dell’ex attaccante all’evento. Anche se il motivo non è specificato chiaramente, la comunicazione lascia pochi dubbi. "Il sindaco - si legge nella nota - che era stato presente al primo allenamento della nuova squadra di calcio di Palermo a Petralia Sottana e che sarà presente alla prima partita ufficiale interna allo stadio Barbera il prossimo 8 settembre, non sarà presente questa sera allo stadio per la partita amichevole fra la squadra e le "vecchie glorie" rosanero".

Ieri invece c'era stata  Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone e presidente della Fondazione Falcone, criticando la posizione di Dario Mirri in merito alla scelta di invitare Miccoli all’evento. "Sostenere che lo sport, il pallone - ha dichiarato Maria Falcone - non c'entri nulla con certi temi è un errore, soprattutto se viene da un palermitano che dovrebbe sapere cosa la mafia e la mentalità mafiosa abbiano rappresentato e rappresentino per questa città e quanto certe scelte nella nostra terra possano essere lette come segnali. Esistono questioni come la morale che dovrebbero riguardare tutti i cittadini, imprenditori compresi. Affermare la neutralità dello sport rispetto a certi argomenti è un errore, soprattutto considerato che alcuni personaggi per molti giovani diventano un modello di comportamento". La sorella del magistrato però è molto orgogliosa "della reazione di tanti cittadini che, evidentemente, non hanno dimenticato le parole offensive che l’ex giocatore pronunciò nei confronti di Giovanni Falcone".

stadio barbera nuovo palermo-2

Il Palermo ha affidato a un comunicato del club la replica alle parole di Maria Falcone. “Il Palermo è chiaro e netto nel condannare la mafia e la malavita – scrive il club in una nota – nonché il mancato rispetto della legalità in genere, quale che esso sia e in qualsivoglia forma si presenti. Le condotte di Miccoli per quanto caratterizzate da postume scuse o non ancora soggette a condanna definitiva fanno parte di una cultura che, non solo non è della realtà del nuovo Palermo, ma sono da questa società e da tutti coloro che la rappresentano e vi operano nettamente combattute, avversate e contrastate”. Per la società rosanero che la presenza di Miccoli tra le vecchie glorie "è solo una scelta dovuta al rispetto della storia calcistica della città, scelta lungamente dibattuta all'interno della società e presa nel timore che, la decisione opposta, avrebbe significato falsare una verità storica sportiva (che di questo e di niente altro si tratta). Nessun dubbio e nessuna ambiguità possono esserci sulla vicenda”.

L'ex capitano del Palermo sottolinea come ogni suo ritorno in città è un modo per non scappare davanti alle sue responsabilità. "So bene che noi campioni siamo spesso presi da esempio da ragazzi e tifosi - conclude su Instagram - e proprio per questo voglio essere chiaro nel dire loro che il rispetto della legge e la legalità sono valori da difendere sempre e comunque, come pure il lavoro di tutti gli uomini che nelle istituzioni e nella società civile si battono perché questi valori vengano sempre rispettati. Tornare ogni volta a Palermo - sostiene - è il mio non sottrarmi al giudizio della gente. Ogni volta è una consapevolezza ed il mio personale calvario e se qualcuno pensa diversamente sbaglia. Mi dispiace poi, per chi viene colpito per colpa mia. Il mio è un continuo dolore. Indietro non posso tornare. Chiedo ancora scusa".

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