Dalla Zisa a Caracas, il record del palermitano Di Piedi: bomber dei 3 mondi

Cresciuto nella Panormus, l'attaccante ha giocato nella Fiorentina ai tempi del Trap, poi Inghilterra, Cipro, Lituania, Norvegia, Myanmar e ora Venezuela (primo italiano): "Ma sogno una chiamata da Zamparini..."

Michele Di Piedi (a destra) con l'ex stella olandese Wim Jonk

Dicono che dalle nostre parti siamo "bamboccioni", ma c'è chi si è staccato subito da "mamma Palermo" e ha deciso di sbranare il mondo, piantando ovunque gol e bandierine. Lui si chiama Michele Di Piedi, radici alla Zisa, presente in Venezuela, curriculum infinito: a 35 anni ha già militato in 26 squadre diverse. Giramondo del pallone, bomber globetrotter, emigrante da record: ha assaporato la Premier e fatto gol in 3 continenti diversi. Dalla Panormus alla serie A venezuelana, passando per Fiorentina e la Champions League asiatica. Di Piedi, attaccante veloce, capelli al vento e discreto fiuto del gol, adesso segna nei "peggiori campi" di Caracas: è il primo italiano a giocare da quelle parti.

CRESCIUTO CON MISTER CERRO - "Scusate che ora è da voi? Qua è quasi notte...". La voce arriva squillante, direttamente da Caracas. A PalermoToday il bomber palermitano racconta la sua incredibile carriera, un po' un romanzo, un po' un libro d'avventura. Sicuramente unica. Dai primi passi, alla Panormus, fino al calcio che conta, con Batistuta e Di Canio. "Sono della Zisa e tutto è nato nei campi polverosi palermitani. Ero alla Panormus con Calaiò e Perna. Ho avuto tanti allenatori e ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Ricordo con piacere Ferrante, Trapani, ma anche l'indimenticabile mister Cerro e il presidente, il signor Luna. Di loro ho un bellissimo ricordo".

BATISTUTA, TRAP E RUI COSTA. Un inizio quasi normale, da persona comune. Giovanili a Palermo, poi l'assaggio col mondo dei grandi: Di Piedi vince un campionato di Eccellenza con il Siracusa ("sono stato l'unico dilettante ad essere stato convocato nella nazionale di mister Berrettini e questo è stato l'orgoglio più grande"). E' il 1997-98. Passa il primo treno importante. "Sono stato acquistato dalla Fiorentina che per me era ed è uno dei settori giovanili più importanti d'Italia. Giocavo nella Primavera, ho disputato il Viareggio, ho fatto qualche gol e ho annusato la prima squadra. C'erano Trapattoni e altri colossi del calcio mondiale come Batistuta, Rui Costa, Edmundo".

GLI APPENNINI (PRIMA DELLE ANDE). Da Firenze a Perugia: gli Appennini in attesa delle Ande. "Mi volle il Perugia, andai dal mitico Carlo Mazzone e lì conobbi il mio grande amico e capitano palermitano come me, Giovanni Tedesco. C'erano anche Materazzi e Nakata". Un'esperienza lampo, come lo saranno tante altre nella sua carriera. "Ben presto il ds d'allora, Pieroni, insieme ai Gaucci hanno pensato bene di vendermi allo Sheffield Wednesday che mi aveva notato in una partita con la nazionale in Svezia".

LO SBARCO IN PREMIER. E' l'estate del 2000: a nemmeno 20 anni, nella vita di Di Piedi bussa l'Inghilterra. La valigia del bomber inizia ad assaporare l'estero. "Mi ritrovo in Premier, quattro anni di contratto, trovo in squadra Paolo Di Canio, Benny Carbone, l'ex Sampdoria Des Walker e poi un giocatore da cui ho appreso tanto e che mi ha impressionato per la sua umiltà e per il suo essere forte, l'ex Inter Wim Jonk". E qua scatta la scintilla: "Il calcio inglese mi ha formato in tutti i sensi. Per me è il calcio più bello al mondo. Sono stato benissimo e da qui si è aperta la mia mentalità e la voglia di esplorare altre terre". 

IL SAPORE DELLA CHAMPIONS. Di Piedi non si ferma più. A 22 anni la carriera è in rampa di lancio: "Fuggo in Norvegia, all'Odd Grenland, dove ho vinto una coppa di lega e poi 'scopro' Cipro: qua ho avuto la fortuna di giocare in un grande club, l'Apoel Nicosia. Ho disputato i preliminari di Champions e anche qui ho vinto la coppa nazionale. Un'esperienza meravigliosa con un unica nota dolente, la rottura dei legamenti crociati che mi ha costretto a terminare in largo anticipo la stagione. Poi sono ritornato di nuovo in Inghilterra, questa volta a Doncaster, con i Rovers". 

UN PALERMITANO IN LITUANIA. Gol, in tutti i modi, e valigia sempre aperta perché non si sa mai. Di Piedi cresce, matura, torna in Italia. Gioca un po' dappertutto, segna in C ma non si diverte, così riprende il passaporto e vola in Lituania. "Sono andato al Tauras, e ho scoperto la cultura baltica. Un altro calcio, qui ho sofferto molto il freddo: se devo essere sincero preferisco i Paesi più caldi. Quindi torno per qualche altro anno in Italia e improvvisamente mi arriva la proposta dall'altra parte del mondo: Myanmar".

SEGNARE A SINGAPORE. Siamo nel Golfo del Bengala, tra India, Cina e Thailandia. "Non ci ho pensato due volte e sono partito. Vado a giocare nel Naypitawa, che disputava la Champions asiatica". Cibo nuovo, bacchette da incrociare, lingua diversa e traffico. "Sono di Palermo, sono abituato a fare due chilometri in 20 minuti...", queste le parole del bomber appena sbarcato in Asia. "E' stata una delle esperienze più belle della mia vita. Ho avuto la possibilità, grazie alla loro Champions, di andare in posti come India, Cina,Vietnam. E chi dimentica quando abbiamo passato il turno a Singapore? È stata una stagione memorabile tatuata nel mio cuore".

FAMIGLIA E VENEZUELA. Valigia sempre in mano, anche alla soglia dei 35 anni. Con buona pace di Veronica, la moglie che gli ha regalato Francesco. "Dopo la stagione in Asia ecco che mi arriva un'altra chiamata. Volo in Indonesia, poi si aprono le porte del Sud America: mi vogliono i Metropolitanos, Caracas. Accetto, firmo e ho la fortuna di conoscere l'allenatore, Hugo Savarese, una persona straordinaria. E' stata una stagione difficile, abbiamo rischiato la retrocessione ma alla fine ci siamo salvati: come aver vinto un campionato". Una carriera unica, ma l'avventura non è finita, perché il bomber palermitano ha ancora voglia di sorprendere. "Tutto questo è stato possibile grazie anche alla grande donna che ho accanto. Veronica, calabrese, mi ha dato la gioia più grande della mia vita, mio figlio Francesco che oggi ha 12 anni. Anche lui gioca a calcio, nel Real Cosenza. Veronica e Francesco mi hanno seguito fino a un certo punto, poi Francesco aveva 'necessità scolastiche' e così ci siamo staccati, ma ci ricongiungiamo nel periodo delle vacanze".

ORIZZONTI ROSA. L'entusiamo di un ragazzino, la voglia di esplorare nuovi mondi prendendo a calci un pallone. Michele Di Piedi è il globetrotter dal curriculum più lungo: ha giocato in 7 Paesi diversi ma il record verrà ritoccato presto: "Sto valutando due proposte importanti per andare degli Stati Uniti. Però il sogno rimane sempre Palermo. E' la mia città e la porto sempre nel cuore. L'unico rammarico della mia vita è stato non poter calcare il tappeto verde della Favorita. Appena è possibile torno laggiù, anche perché mia moglie ama tutto di Palermo e in futuro vorrei tornare a vivere nella mia città. Certo, se Zamparini volesse darmi una possibilità, io sono pronto. Saprei farmi valere...".

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