Altra grana giudiziaria per il Palermo, Maresca fa causa al club per mobbing

Nel 2015 dopo una sconfitta in Coppa Italia Zamparini decise di mettere fuori rosa il centrocampista (insieme a Daprelà e Rigoni). "Non è degno di indossare questi colori”, dichiarò allora. Tra i testimoni anche il ds della Roma Monchi, amico di Maresca

Enzo Maresca

Dopo l’istanza di fallimento avanzata dalla Procura, per il Palermo arriva un'altra grana giudiziaria. L’ex centrocampista del Palermo Enzo Maresca (1 gol in 49 presenze rosanero) ha deciso di citare in giudizio per mobbing il club rosanero. 

I fatti in questione - a cui fa riferimento l’ex allenatore dell’Ascoli - risalgono all’ anno 2015, precisamente dopo il match giocato e perso dal Palermo in coppa Italia contro l’Alessandria (2-3). Una vera e propria disfatta, increduli i tifosi così come Zamparini che dopo aver visto il Palermo perdere contro una squadra di Lega Pro decise di mettere fuori rosa Rigoni, Maresca  e Daprelà accusandoli di non aver onorato la maglia. “Maresca non è degno di indossare questi colori”, dichiarò Zamparini definendolo perfino un “giocatore ignorante” per aver provato a difendere Beppe Iachini, allenatore che quell’anno fu esonerato, richiamato e poi nuovamente fatto fuori dall’imprenditore friulano.

Le parole di Zamparini avevano subito fatto rumore, talmente tanto che l’agente di  mercato di Maresca, Candido Fortunato, iniziò subito a parlare di mobbing, prendendo le difese del suo assistito. Detto, fatto. A distanza di due anni Maresca e Zamparini si ritroveranno l’uno di fronte all’altro ognuno pronto a prendersi le proprie rivincite. L’arma in più di Maresca si chiama Monchi. L’attuale ds della Roma - ex Siviglia - squadra con cui il centrocampista originario di Pontecagnano ha giocato per ben quattro stagioni, ha deposto ieri in suo favore sopratutto in virtù della forte amicizia maturata durante l’esperienza spagnola. Monchi testimonierà in favore dell’ex centrocampista rosanero. 

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