Carini, concluso il progetto Pon dell’istituto comprensivo Renato Guttuso

Presentato il volume "Laboratorio di Sentieri di scrittura emozionale e creativa. Poesie da drammatizzare per sognare e per conoscersi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Presentato, presso l’istituto comprensivo Renato Guttuso di Carini, il volume "Laboratorio di Sentieri di scrittura emozionale e creativa. Poesie da drammatizzare per sognare e per conoscersi" curato da Antonio Fundarò e da Titti C. Cancelliere, con la prefazione della professoressa Anna De Laurentiis, dirigente scolastico dell’istituto, stampato per i tipi di “TiPubblica” di Milano.

Nel corso dell’incontro, avvenuto nell’aula magna dell’Istituto, alla presenza anche di numerosi genitori e docenti e dello stesso direttore dei servizi generali e amministrativi Donatella Tudisca, la preside Anna De Laurentiis ha sottolineato come "i grandi cambiamenti in atto impongono che gli studenti siano dotati di un bagaglio di conoscenze e competenze adeguate ad affrontare le sfide che lo attendono in una società complessa. Oggi grazie anche ai progetti Pon della Unione europea possiamo offrire agli studenti strumenti alternativi al fine di avviare i cambiamenti positivi nel mondo". E complimentandosi con gli alunni che, durante la cerimonia di consegna dei volumi a ciascuno di essi, hanno avuto l’occasione di leggere alcuni loro componimenti, il dirigente scolastico ha tenuto a precisare che "i docenti, sia il tutor che l’esperto in particolare, hanno condotto gli alunni in un viaggio magico attraverso il gioco delle parole formando piccoli scrittori e educandoli ai valori fondamentali per la nostra società: ai temi dell’amore, dell’amicizia, della speranza per un mondo migliore. Grazie alle potenzialità infinite dei ragazzi, i docenti hanno fatto emergere le emozioni, le paure trasmettendo al lettore l’entusiasmo e l’intraprendenza necessari per superare ogni difficoltà. Il laboratorio di scrittura creativa ha fatto comprendere agli alunni che la scuola non è una “gabbia” ma il luogo dove si possono superare le ansie e le paure. Anzi diventa lo spazio migliore per il confronto e le condivisioni. L’esperto Prof. Antonio Fundarò vi ha già condotti in questa bella avventura e, con vivace maestria, vi ha permesso di sentire vibrare, dentro ciascuno di voi, l’io autentico e la vera voce dell’anima".

Perché, come conferma il tutor del progetto, l’insegnante Titti Cancelliere "la dimensione creativa ha un valore terapeutico, perché permette: di migliorare la comunicazione, di essere disponibili al dialogo, di abbattere le barriere tra docenti e studenti, di migliorare la relazione di gruppo, di favorire un ambiente rilassante e piacevole, di sdrammatizzare le situazioni, di approcciarsi alla didattica, di stimolare la formazione del senso critico, di cogliere gli aspetti multiformi della realtà".

Una realtà complessa, talvolta, difficile da narrare. E sono lo scrittore, il poeta, il giornalista, a "cercare le parole migliori per narrare il disagio e per aiutare a definirlo, a comprenderlo, a creare compassione, cioè vicinanza, solidarietà. Lo scrittore - continua il professore Antonio Fundarò, esperto del progetto -ci tiene, e allora insegna, come il mister nel calcio, ad allenarci tutti i giorni. Gli piace l’empatia, la capacità di mettersi nei panni degli altri. È incredibile come riesci a stare nella testa di tutti, quando scrivi. E' una cosa quasi magica. Lo scrittore sa bene che lavorare sul linguaggio significa dare nome alle emozioni, sa bene che ogni lettore vuol essere chiamato per nome e sa che a volte scrivere significa prendere su di sé almeno un frammento della pietra che tanti portano sul cuore. Ma allo scrittore piace anche l’utopia, ossia la capacità di creare luoghi che ancora non esistono ma che prima o poi potrebbero esistere, e che per esistere hanno bisogno di essere immaginati da qualcuno. Così come i bambini bisogna immaginarseli per quello che saranno, per come potranno diventare. Lo scrittore sa bene che nessuno cresce se non viene sognato. E sa che nel mondo dell’infanzia e in quello del disagio, come nella cultura magica, il dire corrisponde al fare, non c’è nessuna differenza: quello che si dice è, quello che si inventa, diventa. C’è una bellissima parola che lo spiega benissimo, questo: Abracadabra, che in ebraico biblico significa 'Mentre parlo creo, creo con le parole'. Proprio come fa lo scrittore, no? Con le parole puoi fare qualsiasi magia".

Al termine dell’incontro il dirigente scolastico che ha consegnato personalmente i volumi, ha ringraziato i docenti, l’esperto e il tutor, gli alunni, e la segreteria con tutto il personale amministrativo. Un plauso particolare è stato formulato agli alunni Sofia Adelaide Aronica, Giulia Baiamonte, Giada Bonura, Giorgio Maria Carioti, Giuseppe Antonio Cascio, Aurora Cipolla, Aurora Chilà, Rosario Conigliaro, Antonino Crucillà, Alessia D’Accardo, Nadia Ferrante, Denise Garofalo, Mattia Genova, Salvatore Giambanco, Sofia Giambona, Gabriele La Mantia, Alberto Lo Duca, Gabriele Machado, Serena Maltese, Anita Mastrilli, Samuele Gaetano Mazzola, Gabriele Mosca, Sara Palmisano e Elisa Vancheri.

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