Avvisi Tari errati, Federconsumatori al Comune: "Troppi disagi, si riaprano gli uffici"

Le uniche due sedi operative, dopo la chiusura di piazza Giulio Cesare, prese d'assalto in vista della scadenza del saldo, fissata il 31 ottobre. D'Agostino: "L'autoliquidazione del tributo si può calcolare online, gli anziani si facciano aiutare da figli e nipoti"

Palazzo delle Aquile

Federconsumatori sollecita l’immediata riapertura di tutti gli uffici Tributi del Comune "almeno sino al 31 ottobre, data di scadenza per il pagamento del saldo Tari". Lo chiede il presidente Lillo Vizzini, che parla di "code inverosimili ed estenuanti" negli unici due uffici operativi - via Monte San Calogero e via Fileti - dopo la chiusura di piazza Giulio Cesare, disposta dal nuovo dirigente Maria Mandalà per consentire al personale di smaltire le circa 40 mila pratiche arretrate.

"Stanno arrivando al centralino di Federconsumatori tantissime chiamate di cittadini inferociti per aver trovato gli uffici chiusi - dichiara Vizzini -. Una nostra ricognizione presso gli uffici di una delle due delegazioni ci ha dato conferma del disagio cui sono costretti quei cittadini che hanno ricevuto l'F24 con importi errati, ma anche chi ha cambiato o venduto casa e ogni anno si vede recapitare sistematicamente il tributo per il vecchio immobile. Potrei citare tanti altri esempi che i cittadini ci raccontano, mi limito ad aggiungere che se le istanze dei contribuenti fossero lavorate nei modi e nei tempi giusti, certamente non ci sarebbero così tante persone che dovrebbero fare la fila per riaffermare quanto già dichiarato mesi, se non anni, addietro. E' giusto che tutti paghino la tassa sui rifiuti, ma la lotta agli evasori deve essere fatta senza creare disagio a chi la paga regolarmente". 

Che l'ufficio Tributi del Comune sia disorganizzato non è storia nuova. Dopo l'avvicendamento tra Leonardo Brucato e Maria Mandalà al vertice burocratico, si sta provando a mettere un po' di ordine nell'arretrato. Le pratiche da smaltire riguardano agevolazioni, riduzioni, aggiornamento anagrafico dei nuclei familiari (fondamentale per il calcolo della quota variabile della Tari) e cancellazione di contribuenti che non vivono più a Palermo. 

Avviso affisso a Piazza Giulio Cesare-3"Si tratta di una scelta organizzativa - dice l'assessore comunale al Bilancio Roberto D'Agostino - che abbiamo comunicato un mese fa. Di fatto il lavoro degli sportelli di piazza Giulio Cesare è stato trasferito in via Monte San Calogero e via Fileti, dove i dipendenti si occupano della digitalizzazione delle pratiche. Vogliamo allargare il numero di circoscrizioni che si occupano di tributi, per avvicinarci di più ai cittadini, ma prima dobbiamo completare la formazione dei dipendenti".

Difficilmente però il Comune ci riuscirà prima della scadenza del saldo Tari. La domanda a questo punto sorge spontanea: perché non rinviare la chiusura dell'ufficio Tributi centrale dopo il 31 ottobre? "Non sarebbe cambiato niente - sostiene D'Agostino - ciò che prima si faceva a piazza Giulio Cesare ora viene fatto nelle due circoscrizioni. Se c'è un contribuente che riceve un avviso di pagamento sbagliato, e non vuole fare la fila in ufficio, può calcolare l'autoliquidazione online sul sito del Comune. Se non ha le necessarie competenze per farlo telematicamente, penso ad esempio agli anziani, si faccia aiutare da figli e nipoti"

L'assessore al Bilancio precisa che "gli avvisi di pagamento della Tari non sono delle cartelle" e spinge i contribuenti ad usare gli strumenti informatici messi a disposizione dal Comune, come il cassetto tributario. "Ciò consente - sottolinea - di avere una corsia preferenziale nella trattazione della pratica. Il nostro obiettivo è incentivare sempre più le pratiche online, per non sovraccaricare gli uffici e migliorare i servizi resi ai cittadini".

Non la pensa così il consigliere Marcello Susinno (Sinistra Comune), secondo cui "è inconcepibile che la chiusura degli uffici avvenga in prossimità scadenza saldo Tari. In una città come Palermo - conclude - le uniche due postazioni attualmente attive non sono sufficienti per fronteggiare tutta l’utenza. Risulta quindi imprescindibile riattivare subito, anche temporaneamente, in funzione della prossima scadenza del tributo, le postazioni recentemente chiuse. Le oggettive difficoltà di molti cittadini, soprattutto anziani senza conoscenze informatiche, si traducono di fatto nella negazione dell’esercizio di un servizio, alle fasce più deboli e meno tutelate".

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