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Terremoto al Comune di Bagheria: indagato il sindaco Patrizio Cinque

Inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti: le ipotesi di reato a carico del primo cittadino sono rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio e turbativa d’asta. La replica: "No a strumentalizzazioni"

Terremoto al Comune di Bagheria. Il sindaco Patrizio Cinque (Movimento 5 Stelle) è indagato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti. Le ipotesi di reato a carico del primo cittadino sono rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio e turbativa d’asta.

A Cinque i carabinieri, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale termitano, Michele Guarnotta, hanno notificato la misura cautelare dell’obbligo di firma. Una misura, quest’ultima, motivata dal pericolo di reiterazione del reato.

L’inchiesta della procura di Termini Imerese riguarda una ventina di dipendenti del Comune di Bagheria oltre al sindaco Patrizio Cinque. A sedici indagati è stata notificata la misura dell’obbligo di firma. L’inchiesta ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare del sindaco. Relativamente a questa seconda vicenda Cinque sarebbe indagato per violazione del segreto d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Nessun assessore comunale risulterebbe tra gli indagati. L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio.

In una nota, Cinque parla di "un attacco ad arte, un attacco a orologeria si mette dentro di tutto per attaccare un sindaco e un'amministrazione Cinque stelle a meno di due mesi dalle elezioni regionali. Siamo sereni, abbiamo sempre fatto ogni scelta alla luce del sole e per il bene della comunità e della città. Voglio assicurare che tutti i dipendenti che sono coinvolti nell'inchiesta sono tutte ottime persone, ligie al dovere, stavano solo espletando le consuete procedure e stiamo valutando di mettere a disposizione di tutti i dipendenti coinvolti l'avvocato comunale dal momento che questo è un attacco al Comune tutto. Dimostreremo non solo la totale estraneità ai fatti contestati - sottolinea il sindaco - ma dimostreremo con atti, verbali e documenti come abbiamo compiuto ogni gesto alla luce del sole, nell'interesse dell'amministrazione".

Qualche ora dopo la precisazione: "Non ho mai pronunciato le parole: 'Giustizia ad orologeria'. Quanto circolato oggi, a mio nome, non rispecchia il mio pensiero né tanto meno quello del Movimento 5 Stelle. La magistratura fa il proprio dovere e ha tutta la nostra fiducia, dispiace certamente che queste contestazioni avvengano alla vigilia di un importante appuntamento elettorale perché saranno oggetto di ampie strumentalizzazioni politiche come sempre avviene quando di mezzo c’è il Movimento 5 Stelle. Nel merito - continua il primo cittadino - confermo la fiducia negli uffici comunali, composti da professionisti seri, e sono certo della buona fede degli atti compiuti nel solo interesse dell’amministrazione e dei cittadini di Bagheria. E i risultati ottenuti, ad esempio sul fronte della raccolta differenziata, ci confortano. Dimostrazione siano le dichiarazioni del pentito Pasquale Di Salvo al processo 'Panta Rei', a Milano, che ha affermato che ero inavvicinabile".

Le reazioni

Davide Faraone (Pd) - “Speriamo che almeno la firma a cui il sindaco pentastellato viene obbligato dalla magistratura come misura cautelare venga rispettato con firme vere e non con le solite firme false”. E’ sarcastico il commento del Sottosegretario Davide Faraone, che aggiunge: “il nostro garantismo ci impone di aspettare che la magistratura faccia la sua indagine ma che i 5 stelle siano impreparati per amministrare le nostre città non deve certo dircelo la magistratura, lo vediamo tutti i giorni. Ovunque governino i cinque stelle si dimostrano quantomeno impreparati”. Ma Faraone sottolinea anche la reazione "scomposta" di Cinque che parla di "inchiesta ad orologeria": "Dopo aver urlato ai quattro venti ‘onestà onestà’ e avere dichiarato appoggio alla magistratura, ora cambiano idea anche su questo e attaccano la magistratura che indaga su di loro. Un po’ la stessa cosa che hanno fatto ieri attaccando la ‘stampa da vomito’ sol perché racconta le loro faide interne, gli incidenti giudiziari, la scarsa capacità perfino di organizzare una elezioni primaria on line o di studiare le nome elettorali per la candidatura. Ancora una volta  una dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, quantomeno della inadeguatezza dei 5 stelle – conclude Faraone - ad amministrare perfino un semplice condominio”.

Vincenzo Fumetta (Prc) - "Indagato sul tema dell’abuso edilizio e per la gestione della raccolta dei rifiuti a Bagheria, esattamente come qualsiasi politico facente parte del sistema che i grillini dicono a parole di voler combattere". Dice Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista . "L’elezione del sindaco di Bagheria Cinque - aggiunge - è stata la prova generale del governo dei Cinque Stelle in Sicilia, il primo grande Comune che hanno conquistato e i risultati dopo tre anni di governo sono sotto gli occhi di tutti i bagheresi. Un’amministrazione incapace della gestione della normale amministrazione e che per di più vede il suo sindaco sotto inchiesta su due delle tematiche che sono da sempre tra le principali piaghe in cui si nasconde il malaffare e il clientelismo in Sicilia. Se queste sono le premesse, i siciliani che vogliono davvero cambiare il marcio del sistema di gestione del potere in Sicilia il prossimo 5 novembre hanno una sola scelta, quella di votare per la Lista di Claudio Fava".
 

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