Mastro di Campo, la festa per il tradizionale Carnevale di Mezzojuso

Domenica 26 febbraio dalle 14.30 arriva il Mastro di Campo, la grande festa popolare celebrata a Mezzojuso a Carnevale. E' rappresentata da almeno due secoli e ha luogo l'ultima domenica di Carnevale nella Piazza Umberto I.

Nello splendido e pittoresco scenario di Piazza Umberto I a Mezzojuso si svolge, a Carnevale, da oltre due secoli, la festa popolare del Mastro di Campo, unica nel suo genere che in nessun altro luogo si può ammirare. Si tratta di una tragicommedia interamente mimata che coinvolge circa cento personaggi abbigliati con costumi d’epoca. Protagonista principale è il Mastro di Campo, ovvero uno strano personaggio col volto coperto da una bizzarra maschera rossa che cerca di conquistare la sua amata Regina. La sua origine non è un invenzione del tutto ideale del popolo di Mezzojuso ma è legata, come testimoniano il marchese di Villabianca e Giuseppe Pitrè, ad una rappresentazione popolare del ‘700 che si svolgeva a Palermo durante il periodo di Carnevale chiamata “L’Atto di Castello” che a sua volta, probabilmente, si ispirava ad un fatto storico realmente accaduto: l’assalto del Conte di Modica, Bernardo Cabrera, alLO Steri di Palermo, avvenuto nel 1412, per costringere la regina Bianca di Navarra, vedova del Re Martino il Giovane, ad accettare la sua proposta di matrimonio. Nella rappresentazione del Mastro di Campo il fatto storico, che si conclude con la fuga della Regina verso il castello di Solanto e la cattura del Gran Giustiziere, è stato completamente travisato e il popolo l’ha voluto trasformare a suo modo: il Mastro di Campo non è sprezzato dalla Regina che non lo fugge ma al contrario lo ama, corrisponde il suo amore e sviene quando questi è ferito.

PROGRAMMA

Ore 14,30 il Re e la Regina con il corteo reale fanno il loro ingresso, avviano le danze in piazza e poi salgono su un palco che funge da Castello. Intanto appaiono le maschere legate alla tradizione: u Rimitu, i Maghi, le Giardiniere, in piazza arrivano gli Ingegneri armati di strumenti di agrimensura e iniziano a misurare la distanza da un punto ipotetico della piazza in cui il Mastro di Campo potrà piazzare l’artiglieria. Arriva il Mastro di Campo al ritmo marziale del tamburo, con al seguito: il Tammurinaru, l’Ambasciatore, Garibaldi con i Garibaldini, il Capitano d’artiglieria, il Barone e la Baronessa seguiti dai loro uomini: Camperi, Soprastanti, Vurdunaru, Curatulu, Sfacinnatu, infine la Cavalleria. Il Mastro di Campo invia con l’Ambasciatore una lettera di sfida al Re, alla risposta del Re il Mastro di Campo inizia le ostilità seguite da una danza guerresca, ritmata dal tamburo, a cui si aggiunge la carica di Garibaldi e i suoi Garibaldini, il Foforio, oltre a mantenere l’ordine pubblico, sequestra i benestanti e li rilascia dietro pagamento di un riscatto (dolci o liquori). Nel primo tempo il Mastro di Campo sale la scala (due volte) del Castello del Re con il quale si scontra in un duello, nel duello centrale il Mastro di Campo viene ferito in fronte, il tamburo suona “a rullo”, il Generale tutto tremante allarga le braccia e si lascia cadere nel vuoto: termina la prima parte della rappresentazione. I Maghi scavano sotto il Castello e trovano la Trovatura (un cantaru di maccheroni e salsiccia) che, al grido di “foriu”, offrono alla folla; il Mastro di Campo, guarito dalle ferite, rientra in piazza con il suo esercito e riprende la battaglia. Le scene dei vari personaggi si ripropongono uguali al primo tempo. Il Re, tradito dall’Artificiere, viene sopraffatto e incatenato dal Mastro di Campo penetrato furtivamente nel Castello, il Mastro di Campo si smaschera e corona il suo sogno d’amore abbracciando l’amata Regina. Si conclude la pantomima del Mastro di Campo e si avvia il corteo che si snoderà per le vie del paese.

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