Jethro tull's thick as a brick, la performance dei Monnalizard sul palco del Teatro Golden

Pubblicato nel 1972, Thick as a Brick è generalmente considerato il primo album strettamente progressive dei Jethro Tull, pur mantenendo, secondo lo stile del gruppo, forti connotazioni rock, blues e folk. La struttura delle tracce è inedita: il disco presenta infatti un unico brano, suddiviso in due parti (senza una reale soluzione di continuità) solo per le esigenze tecniche del vinile. 

I testi sono stati inizialmente presentati come opera di un bambino prodigio, il poeta Gerald Bostock che vinse un concorso di poesia presentando appunto il testo di Thick as a Brick, salvo poi venire squalificato per aver detto una parolaccia in diretta; In realtà Gerald Bostock non è altro che un personaggio inventato dallo stesso Ian Anderson. Pare che l’idea di realizzare un concept album sia venuta a Ian Anderson in reazione ai critici che avevano etichettato come tale il precedente album del gruppo, Aqualung. Con Thick as a Brick Anderson volle prendere ironicamente le distanze dalla “moda” stessa dei concept album tipica del rock progressivo, portando l’idea al suo eccesso (un singolo, monolitico brano). Gli ascoltatori che padroneggiano la lingua inglese potranno anche apprezzare i numerosi elementi di sarcasmo e umorismo che caratterizzano i testi di quest’opera. Nonostante l’intento ironico della band il risultato fu un disco elaborato e innovativo. Per questo Thick as a Brick viene generalmente considerato uno dei momenti più alti della carriera dei Jethro Tull e una pietra miliare nella storia del rock.

Chi sono i Monnalizard

Il progetto “Jethro Tull Tribute” da parte di MonnaLizard nasce nel 2007 con debutto presso l’Agricantus di Palermo. Nonostante negli anni la Monnalizard si sia cimentata in altri repertori tematici, su tutti il progetto Rino Gaetano, la band ha sempre tenuto in piedi il “Jethro Tull Tribute Project” con un paio di concerti l’anno finalizzati a tenere viva l’atmosfera live dei capolavori della band britannica capitanata dall’estro creativo del mitico Ian Anderson, folletto del flauto unico ed inimitabile. Capolavori come A song for Jeffry, Locomotive Breath, Aqualung, Hunting Girl sono l’esempio di come la band di Ian Anderson & soci sia stata e sia tuttora un gruppo formidabile nel suo stile, uno stile unico che non sembra poter essere accostabile ad altro genere musicale, e che si preferisce quindi chiamare “Stile Tull”. Per l’occasione la band si presenterà con una formazione allargata a ben sette elementi: Andrea Bellante – voce; Benedetto Basile – flauto traverso; Stefano Siragusa – chitarra acustica; Francesco Ribaudo – chitarra elettrica; Alessio Romeo – piano ed hammond; Luca Giuffrida – basso; Ferdinando Piccoli – batteria e percussioni. 

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