"A porte chiuse", l'opera di Jean-Paul Sartre ai Cantieri Culturali della Zisa

In scena ai Cantieri Culturali della Zisa - il 15,16 e 17 febbraio - lo spettacolo "A Porte Chiuse" di Jean-Paul Sartre a cura della neonata compagnia teatrale “Camera lucida”, che verrà presentata nell'occasione. Lo spettacolo ha il patrocinio dell'Institutfrançais di Palermo, del Liceo Artistico Catalano e del Comune. Gli orari sono i seguenti: 15 febbraio ore 21; 16 febbraio ore 18 e 21. 17 febbraio ore 19. Per Info e prenotazioni scrivere a cameralucidassociazione@gmail.com.

"A porte chiuse"

Due donne e un uomo. Niente boia, né fuoco, né graticola o demonio. Non un luogo di orrori e torture inenarrabili, ma un salottino Secondo Impero, senza specchi né finestre, con una scultura in bronzo e un tagliacarte, è il contesto in cui si trovano ad interagire tre persone, introdotte a turno da un cameriere. Garcin, un giornalista donnaiolo, Ines, un'impiegata delle poste omossessuale ed Estelle, una ricca e mondana borghese, si incontrano in quel luogo per un disegno che nessuno conosce. Pian piano si sviluppa fra i personaggi, messi a nudo rispetto alle proprie colpe, una situazione sempre più carica di tensionein cui, si irritano sempre di più, aggredendosi a vicenda. Tre individui, ciascuno condannato a subire lo sguardo colpevolizzante, le parole accusatorie, il rifiuto, e a ricevere al contempo il desiderio non corrisposto dell'altro. Tutto si svolge come in una catena chiusa, un "circuito triangolare" senza via d'uscita dove tutto potrebbe accadere.

Un trio inseparabile dove l'altro è sia una benedizione sia una maledizione. Garcin, l'unico uomo di questo "triangolo infernale", realizzerà che l'inferno più insopportabile è la relazione con i "prossimi", i "vicini", "gli altri". Laddove si fugge alla solitudine, grazie alla presenza dell'altro, la presenza dell'altro può essere una condanna: "Il boia è ciascuno di noi per gli altri due". I tre si trovano all'inferno, un inferno fuori dalle aspettative convenzionali, luogo di tortura e desiderio reciproco, lungo un intenso rapporto fatto di scontri e approcci, interrotti dalle apparizioni mentali che baluginano sulla scorta della narrazione delle memorie personali.

In "A porte chiuse", Sartre arriva a trasmettere il suo messaggio ultimo: "L'enfer c'est lesautres", la forma più intensa di tortura si traduce in un contesto reale, e quest'ultimo è determinato dal rapporto con gli altri. Attraverso la tortura psicologica provocata e subita dalle persone, Sartre ci dice che l'inferno non è il luogo della tortura fisica eterna dettata dal giudizio divino, ma quello del giudizioimplacablile degli altri su di sé.

Regia: Franco Reina e Chiara Torricelli. Assistenza alla regia: Angelica Lauria. Traduzione italiana rivista da Franco Reina. Scenografie: Franco Reina con la collaborazione di Davide Di Liberto e realizzate dall’indirizzo Scenografia - sez. E del Liceo Artistico Catalano. Personaggi e Interpreti:
Garcin - NanajiShakya
Ines - Chiara Torricelli
Estelle - Alessia Boncimino
Cameriere - Lorenzo Davì

Presentazione della compagnia teatrale “Camera lucida”

A porte chiuse 2-2La compagnia teatrale prende il nome “Camera lucida” dall’autunno del 2018, e da gennaio 2019 opera all’interno dell’Associazione culturale omonima di nuova costituzione. La storia della sua gestazione, tuttavia, risale al 2016, anno in cui due docenti dell’indirizzo Scenografia del Liceo Artistico Catalano di Palermo, a seguito di una comune esperienza legata alla progettazione ed alla realizzazione delle scenografie di un lavoro teatrale  liberamente tratto da “Le storie di Erodoto”, si rendono conto di condividere una comune idea di teatro come forma d’arte che nasce dalla contaminazione tra linguaggi differenti e differenti istanze di carattere tecnico, artistico, estetico, di forte impatto comunicativo, in grado di trasformare in modo incisivo l’approccio alle conoscenze, in quel caso formative, e la visione della realtà. Un processo complesso che richiede di affinare sempre più competenze tecniche (lettura, analisi, recitazione, scenografia, canto, musica, pittura, scultura, fotografia, video) e che incarna un’idea di “didattica” la cui valenza poteva dare esiti che esulano dall’ambito strettamente scolastico.

Da qui la realizzazione di opere come “Manfred”, da Byron-Schumann-Bene (in scena al Teatro Biondo di Palermo il 19/10 e 20/10 2016), lavoro originale sotto la regia di Franco Reina; “Josef K.”, riduzione teatrale de “Il processo” di F. Kafka, sotto la regia di Franco Reina e Lucia Corsaro (in scena al Teatro Biondo di Palermo il 26/05 ed il 27/05 2018). Il periodo in cui sono stati realizzati i due lavori teatrali vede il gruppo, che intanto si va arricchendo di ex studenti con un percorso specifico nell’ambito del video e multimedia, della recitazione, della pittura e della scultura, a sperimentare le capacità di una piccola comunità in fieri, nella realizzazione di allestimenti: “Avant de Jouer”, vincitore del secondo premio della Prima Biennale italiana dei Licei Artistici (presentato a Palazzo Venezia a Roma, in mostra da dicembre a gennaio 2016 2017, e  al Palazzo del Miur di viale Trastevere, in mostra da aprile a giugno 2017) ed “Il caso Josef K.” (al Wegil di Roma da aprile a giugno 2018). 

Al tempo stesso la comunità si è aperta alla collaborazione con un’attrice professionista, Chiara Torricelli, la quale ha curato tutta la parte attoriale ed ha svolto un ruolo di fondamentale importanza come assistente alla regia durante la realizzazione di “Josef K." L’esito positivo ed i riconoscimenti, anche in termini di pubblico, l’inserimento dell’opera “Josef K.” sul sito del Teatro Biondo, che ha partecipato alla diffusione dello spettacolo nel territorio, la consapevolezza del fatto che il gruppo comprende ormai professionalità specifiche che esulano dall’ambito strettamente scolastico, l’avere sperimentato la nascita di una comunità d’intenti in grado di operare nel territorio, ha portato alla decisione di dare vita ad una compagnia teatrale impegnata nella realizzazione di un proprio cartellone da proporre, intanto, nell’ambito della città di Palermo in cui opera.

Al momento, infatti, la compagnia sta lavorando su “A porte chiuse” di Jean-Paul Sartre, che andrà in scena a febbraio nella Sala Perriera dei “Cantieri Culturali alla Zisa”, e su “Il panico” di Rafael Spregelburd, in scena ad aprile presso lo spazio “Le tre navate”, sempre ai “Cantieri Culturali alla Zisa”. Entrambi gli spazi sono stati concessi dal Comune di Palermo che, assieme al Liceo Artistico Catalano ed all’InstitutFrançais, ha concesso il patrocinio.

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