Fincantieri, Cisl e Fim: "Serve un tavolo istituzionale"

I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti in prefettura. Intanto dal 22 giugno al cantiere partirà la lavorazione di una nuova commessa che impiegherà tutti i lavoratori a pieno regime fino a maggio 2017

“Un fronte comune, sindacati Regione ente porto comune di Palermo, prefetto e azienda, affinché si mettano in moto tutti gli interventi politici-istituzionali con il solo scopo di rilanciare finalmente il cantiere navale di Palermo con l’arrivo di commesse di alto valore che possano saturare anche il bacino dell’indotto, da tempo senza lavoro ormai e con gli ammortizzatori in scadenza”. A chiederlo durante l’incontro che si è tenuto in Prefettura, a margine del sit in unitario dei lavoratori dell’indotto di Fincantieri, sono Ludovico Guercio segretario Fim Cisl Palermo Trapani e Nino Clemente Rsu Fim Fincantieri. La Prefettura si è assunta l’impegno di attivarsi per la convocazione del tavolo.

“Abbiamo sollecitato alle istituzioni locali - dicono i sindacalisti - un tavolo nazionale al Mise anche durante gli incontri dei giorni scorsi al comune di Palermo e alla Regione. La cassa integrazione per i lavoratori di Fincantieri scadrà ad agosto, l’azienda si è assunta l’impegno di garantire per i prossimi quattro anni l’arrivo  nel capoluogo siciliano di commesse, la costruzione di tronconi di navi,  che già da settembre impiegherebbero a pieno regime tutti i circa 450 operai, ma bisogna pensare anche all’indotto. Per questo - aggiungono Guercio e Clemente – chiediamo un impegno in più a Fincantieri affinché questo rilancio delle commesse annunciato coinvolga anche l’indotto. A Palermo operano alte professionalità da tutelare, se l’azienda ha annunciato a livello nazionale commesse fino almeno al 2020, faccia in modo che nel capoluogo siciliano si possa occupare anche il bacino dell’indotto”.  

Dal 22 giugno al cantiere partirà la lavorazione di una nuova commessa, il taglio del primo troncone che impiegherà tutti i lavoratori a pieno regime da settembre di quest’anno fino a maggio 2017. Sul progetto presentato ai sindacati dalla Regione, la ristrutturazione del bacino da 52 mila per adattarlo agli 80 mila al posto della nuova infrastruttura inizialmente prevista, la Fim Cisl aggiunge “si proceda presto ma intanto vorremo conoscere il parere di Fincantieri , se su questo piano c’è stato confronto con la Regione e se rientra nei piani dell’azienda”.  “Il tavolo istituzionale anche nazionale al Mise, per fare fronte comune ormai è necessario .- conclude Daniela De Luca, segretario Cisl Palermo Trapani - , bisogna colmare infatti i ritardi del passato sul fronte delle infrastrutture strategiche per il rilancio del cantiere palermitano, che resta una delle principali realtà economiche e professionali del nostro territorio da preservare tutelare e rilanciare.  Non siamo più disposti ad attendere, ad agosto termina il periodo di cassa integrazione ci aspettiamo che l’azienda mantenga gli impegni assunti alla firma dell’accordo sugli ammortizzatori con l’arrivo di nuove commesse che occupino tutti, indotto compreso”.

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