Singapore a portata di startup, un'idea palermitana dedicata al Made in Italy

Per il progetto nato da un'idea Marco Scaglione e Valerio Bordonaro i due trentenni puntano a una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Per finanziare il progetto, ideato da Marco Scaglione e Valerio Bordonaro, è stata lancia una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela.

Debutta pubblicamente “Italia Store”, l’innovativo progetto di una start-up italiana attiva nel settore dell’internazionalizzazione e dell’export, Nearco. Per finanziare il progetto, che porterà per un anno 25 eccellenze del food & beverage made in Italy a Singapore, è stata lanciata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela, grazie alla quale sarà possibile effettuare la prima missione esplorativa nella città-stato del sudest asiatico.

Il team di Nearco è partito dalla considerazione che per le piccole e medie imprese i costi di una mirata e efficace internazionalizzazione sono insostenibili, soprattutto in un mercato geograficamente e culturalmente lontano. Secondo le stime di Nearco, un’azienda che voglia realizzare un percorso di test di mercato, brand and product awareness e networking con i distributori locali, deve investire tra i 180 e i 230.000 euro per un anno. Con la soluzione Italia Store ne basterà un ventesimo.

Italia Store sarà, insieme, una bottega e un ufficio di rappresentanza temporaneo e condiviso per aziende italiane del settore agroalimentare. Non si tratta di un semplice punto vendita ma del centro operativo di una serie di operazioni complesse: attraverso lo store, infatti, Nearco testerà per le aziende i loro prodotti e rimanderà regolarmente alle case produttrici feedback di mercato. Contemporaneamente, Nearco si occuperà di creare per le aziende presenti nello store contatti con i canali della distribuzione locale e di far conoscere e raccontare i prodotti italiani ai clienti singaporiani.

Altri aspetti innovativi del progetto riguardano il finanziamento dell’idea. Nearco ha, infatti, proposto alle aziende partecipanti di accedere al progetto cedendo parte dei propri prodotti in cambio del lavoro di promozione. La formula è quella del media bartering, o baratto pubblicitario. Il crowdfunding attraverso la piattaforma online Eppela, con la quale si finanzierà la prima missione del team di Nearco a Singapore, si inserisce in questa prospettiva di autonomia e di coinvolgimento dal basso delle tante realtà potenzialmente interessate.

I fondatori di Nearco, e ideatori di Italia Store, sono due trentenni palermitani, che all’export e all’internazionalizzazione hanno dedicato gran parte dei propri studi e delle proprie esperienze professionali. “Dopo aver lavorato alcuni anni in diverse istituzioni europee nel settore della politica commerciale - racconta Valerio Bordonaro, uno dei due soci fondatori e managing partner di Nearco - ho pensato fosse il momento di mettere in pratica tutta la teoria, la conoscenza delle dinamiche e anche la rete di contatti sviluppata in questo percorso. Confrontandomi con Marco Scaglione, l’altro socio di Nearco, che ha invece si è fatto le ossa in studi legali d’affari, abbiamo condiviso il desiderio di essere più efficaci nel lavorare per il tessuto produttivo del nostro Paese. Entrambi crediamo che la globalizzazione sia un fenomeno dirompente ma orientabile, per far sì che benefici anche le piccole e medie imprese, salvaguardi le tradizioni e abbia ricadute positive non solo in termini economici, ma pensiamo ad esempio all’innalzamento degli standard sociali e ambientali. Abbiamo lasciato il certo per l’incerto e non ce ne pentiamo. Volevamo essere artefici al cento per cento dei nostri successi e responsabili dei nostri errori”.

Nearco, con un intenso lavoro di coalition-building, si è dotata di un’importante rete di collaborazioni e partnership. Sono membri dell’advisory board la parlamentare europea Alessia Mosca, docenti universitari, start-upper e dirigenti di grandi aziende del calibro di Pwc, SpencerStuart e Unicredit. Inoltre, l’iniziativa Italia Store è sostenuta dall’Associazione Italia-Asean di Enrico Letta.

Singapore rappresenta la porta principale per tutta l’area Asean, dal 2015 divenuta un’area di libero scambio di 630 milioni di abitanti, con tassi di crescita costanti del 5% annuo. La città-stato del sud est asiatico detta le mode in tutta l’area e ha un reddito medio pro-capite e un livello di istruzione secondi, in Asia, solo al Giappone. Le condizioni per buone performance del made in Italy sono dovute anche al fatto che a Singapore cresce l’attenzione per la qualità e il benessere.

I singaporiani sono consumatori sofisticati che ricercano continuamente prodotti innovativi ad alto valore aggiunto. L’Italia è già il primo Paese fornitore di Singapore per olio d’oliva extra-vergine e per pomodori in scatola; al terzo posto per acqua naturale e minerale in bottiglia. Ai primi posti per l'aceto, per i formaggi e la pasta. Per quanto riguarda il vino, l’Italia si colloca al terzo posto come fornitore del mercato locale, dopo Francia e Australia.

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