Dalla "Magna Via" ai cammini francigeni: tre i percorsi che attraversano il Palermitano

A distanza di poco più di un anno fa dalla rinascita dell'antica strada solcata per millenni da pellegrini e viaggiatori si allunga la lista dei Comuni siciliani interessati dagli itinerari a piedi. L'ultimo, in ordine di tempo, ad entrare a far parte della via Francigena Mazarense è Montelepre

Poco più di un anno dopo la rinascita della Magna via Francigena cresce la rete dei "cammini di Santiago" siciliani e si allunga di conseguenza la lista dei Comuni del palermitano interessati dai percorsi. L'ultimo, in ordine di tempo, ad entrare a far parte di uno degli attuali quattro itinerari, la via Francigena Mazarense, è il Comune di Montelepre. A darne notizia - con grande soddisfazione - è l'amministrazione: "Montelepre è stato ufficialmente inserito nell’itinerario che si estende per circa 900 chilometri e che passa dai paesaggi montani alle valli coltivate a grano dell’interno. Un cammino che rispecchia il sapiente intreccio di culture che ancora oggi forma la società siciliana". Ecco nel dettaglio i cammini di Santiago siciliani rinati grazie all’impegno dell'Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia” nata nel 2009 con l’intento di studiare e rimettere a percorribilità il sistema di sentieri e “trazzere” di tutta la Regione.

La via Francigena Mazarense

L'itinerario da Mazara del Vallo risale verso Marsala e verso la direttrice per Palermo, che permetteva il collegamento della cuspide più occidentale della Sicilia, Marsala antica Lilibeum con la città di Palermo e con la via Palermo-Messina per le montagne. Tra le affascinanti piane coltivate a vigneto del trapanese, la via si snoda percorrendo i centri che dalla costa conducono verso Alcamo, la zona archeologica di Segesta e le creste di San Giuseppe Jato per giungere a Palermo, seguendo i passi collinari che portano alla Conca d’Oro. Tre in tutto i paesi del palermitano interessati dal cammino. Oltre a Montelepre ci sono anche Carini e Partinico.

La Magna via Francigena 

Il cammino che si estende per ben 160 chilometri alla scoperta delle perle rurali di tre province siciliane è stato inaugurato nel mese di giugno del 2017. Tre i Comuni palermitani interessati dall'itinerario: Prizzi, Santa Cristina Gela e Castronovo di Sicilia. A questi si  aggiungono tre comuni secondari: Palermo, Monreale e Piana degli Albanesi. La Magna Via Francigena permetteva, in origine, il collegamento dei porti principali con i centri di maggior grandezza: Palermo, prossima Capitale della Cultura per il 2018, come riferimento per la Spagna catalana e aragonese e per l’Italia continentale. Mazara del Vallo e Agrigento per l’Africa Settentrionale, Messina per quella centrale, l’Oriente e la Terra Santa. Negli atti e nei diplomi normanni appaiono indicati confini poderali, limiti territoriali o lasciti e donazioni alle varie abbazie e santuari che riportano il toponimo di megale odos, basilike odos, magna via, via regia. Un diploma normanno del 1096, scritto in greco, recita “Ten odon, ten megalen ten Fragkikon tou Kastronobou”, un’indicazione che ritroviamo in latino qualche decennio dopo come “magna via francigena castronobi”: una traduzione latina ordinata dall’Imperatrice reggente Costanza d’Altavilla, madre del futuro Imperatore Federico II di Svevia e Sicilia. Sono i Normanni quindi a definire nei propri documenti questa via, una via ‘francese’ chiamata ‘francigenam’ e allo stesso tempo ‘magnam’ per importanza e grandezza.

La Sicilia ha il suo cammino di Santiago: recuperata la "Magna Via Francigena"

La “Palermo – Messina per le montagne”

Un cammino unico e continuo, di circa 370 km, in 20 tappe, che unisce le cime innevate delle Madonie ai paesaggi montani dei Nebrodi fino alle vette dei Peloritani, per giungere alla città dello Stretto. Dalle bellezze della capitale della Cultura Arabo-Normanna alle spiagge di Aspra; dai borghi più belli d’Italia di Gangi e Montalbano ai castelli normanni arroccati tra le Madonie di Caccamo, Caltavuturo, Polizzi e Petralia; dai paesi immersi nei boschi dei Nebrodi come Foresta, Capizzi e Cesarò, alla prima capitale del Gran Conte Ruggero, Troina. A queste si aggiungono altre 3 tappe che da Randazzo portano, lungo la valle del fiume Alcantara e dentro il Parco Fluviale omonimo, a Taormina. Le tappe che attraversano il palermitano sono nove: Palermo-Bagheria (19,3 km); Bagheria-Eremo di San Felice (26,6 km); Eremo di San Felice-Caccamo (12 km); Caccamo-Montemaggiore Belsito (16,6 km); Montemaggiore Belsito - Caltavuturo (19,3 Km); Caltavuturo - Polizzi Generosa (12,6 km); Polizzi – Petralia Sottana  (12 km); Petralia Sottana- Gangi (15,5 km); Gangi – Nicosia (22,6 km).

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La via Francigena Fabaria 

Non attraversa la provincia palermitana. Il percorso da Gela lascia l’antica via Selinuntina e punta all’abbazia di Santa Maria di Maniace, ai piedi dell’Etna.

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