Tari, la commissione tributaria: "Alberghi devono pagare come le civili abitazioni"

La soddisfazione di Federalberghi: "Auspichiamo che il Comune voglia rivedere la tassazione ad oggi applicata all'intero sistema ricettivo riportando la stessa all'aliquota"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

In relazione alla sentenza della 1° sezione della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia del 15 ottobre scorso, che rifacendosi al principio "chi inquina paga" ha sancito che non esiste un motivo plausibile che giustifichi la differente imposizione del tributo Tari per le aree Alberghiere deputate al soggiorno degli ospiti, le quali, a detta del collegio decidente, devono essere tassate esattamente come le civili abitazioni, la Federalberghi Palermo auspica che il Comune di Palermo voglia rivedere la tassazione ad oggi applicata all'intero sistema ricettivo riportando la stessa all'aliquota della civile abitazione. Facendo ciò il Comune si uniformerebbe ad altri ben più virtuosi comuni italiani (Milano per esempio) che già da anni applicano, in tale misura, l'imposta alle strutture ricettive.

Preme ricordare che una diversa tassazione, non più giustificabile, non fa altro che impoverire gli operatori e l'intero comparto ricettivo, mortificando gli sforzi e drenando liquidità che verrebbe altrimenti usata per migliorare l'offerta su piazza. "Il sostegno alle attività turistiche di un territorio si concretizza attraverso una molteplicità di azioni che non possono non contemplare anche una corretta imposizione tributaria", afferma Nicola Farruggio. "La nostra Federazione - aggiunge - si è sempre dimostrata collaborativa e portavoce di iniziative volte allo sviluppo delle imprese e della destinazione tutta. Riteniamo questo un atto dovuto e di buon senso dell'amministrazione attiva che deve guardare allo sviluppo turistico come bene della città".

Ulteriore criticità del regolamento attuale é quella che riguarda il settore extra-alberghiero "i nostri associati, pur volendo ottemperare al dovere di pagare i tributi non si riconoscono in nessuna categoria attuale”- lo dichiara Francesco Ponte, portavoce del coordinamento Extra di Federalberghi- “Siamo stanchi di continuare a fare ricorsi anno per anno e auspichiamo - conclude Ponte- un punto di incontro che tuteli sia la res pubblica che chi ha deciso di investire nella nostra città”.

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