Coronavirus, accordo regione-sindacati: sì alla cassa integrazione in deroga

Ammortizzatori sociali ai dipendenti di tutti i settori e di tutte le tipologie contrattuali in servizio sino al 23 febbraio. Il provvedimento, sulla scorta del "Cura Italia", in Sicilia dovrebbe riguardare 250 mila lavoratori. Cgil, Cisl, Uil e Cisal: "Boccata d'ossigeno, ma risorse insufficienti"

Governo regionale e sindacati hanno raggiunto l’accordo per la cassa integrazione in deroga da erogare ai lavoratori colpiti dalla riduzione o dal fermo delle attività in conseguenza del Coronavirus.

Il provvedimento, in applicazione del decreto "Cura Italia", riguarda in Sicilia 250 mila lavoratori di tutti i settori e di tutte le tipologie contrattuali, anche quelle "atipiche" e i lavoratori degli appalti. L'accordo prevede anche un percorso per garantire l’accelerazione dei pagamenti da parte dell’Inps.

"Si stima - dice Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia - che nell’immediato le domande delle aziende saranno 40 mila, per circa 150 mila lavoratori interessati. Si tratta di una misura di sostegno al reddito importante in questo momento difficile. L’inevitabile acuirsi della crisi ci lascia comunque prevedere la crescita delle domande e del fabbisogno economico, attualmente attestato a 300 milioni. Il fondo del Cura Italia dovrà quindi necessariamente essere implementato e anche il governo regionale dovrà fare la sua parte con l’utilizzo a questo fine dei fondi di coesione residui".

La cassa integrazione in deroga sarà concessa a tutti i dipendenti in servizio in forza presso il datore di lavoro alla data del 23 febbraio 2020. Dopo la consultazione con le sigle sindacali, le domande dovranno essere inviate dal datore di lavoro al Centro per l’impiego competente e per via telematica all’Inps. I datori di lavoro che in ottemperanza alle disposizioni del governo hanno sospeso la propria attività, potranno richiedere trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga dandone comunicazione alle organizzazioni sindacali. Ai lavoratori verrà riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori. Le domande, dopo la consultazione con le sigle sindacali,  dovranno essere inviate dal datore di lavoro al Centro per l’impiego competente per territorio e per via telematica all’Inps.

"È un’importante boccata d’ossigeno - commenta  il segretario generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio - per decine di migliaia di lavoratori i quali potranno avvalersi di quest’ammortizzatore sociale in un momento di estrema difficoltà. Stiamo lavorando senza sosta come sindacato “per evitare che l’epidemia sanitaria abbia come conseguenza diretta l’epidemia economica. Servono interventi di sostegno ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese. Prioritariamente va garantita la salute e la sicurezza di tutti, a partire da chi in prima linea ogni giorno assicura servizi indispensabili ai cittadini, negli ospedali, nei trasporti, nei supermercati, in ogni presidio essenziale per il nostro quotidiano. Nessuno deve essere lasciato solo".

Secondo il segretario della Uil Sicilia, Caludio Barone, "gli uffici della Regione devono attrezzarsi per procedere con celerità e massima efficienza onde evitare ulteriori ritardi. Non sappiamo stimare se le risorse per la Sicilia saranno sufficienti, ed è giusto chiederne altre, ma certo dobbiamo cominciare a spendere subito e bene quelle già destinate. Per questo il confronto è fondamentale". E il leader della Uil continua: "Questo sindacato vigilerà affinché ci sia la massima sollecitudine verso imprese e lavoratori. Importante, infine, che nel provvedimento siano stati inseriti nuovi settori come pesca, edilizia e commercio".

"La firma dell’accordo sulla Cassa integrazione in deroga per i lavoratori siciliani - dice Nicola Scaglione, segretario regionale della Cisal Sicilia - è una buona notizia per migliaia di persone, ma è solo il primo passo: i 108,1 milioni di euro, frutto della ripartizione nazionale, basteranno a coprire solo una parte della domanda prevista, pari a circa 250 mila dipendenti. Per salvaguardare tutte le aziende della nostra Regione, infatti, ci vorranno almeno altri 300 milioni di euro. Grazie alla sensibilità e all’impegno dell’assessore regionale Antonio Scavone - conclude Scaglione - abbiamo raggiunto un’intesa snella e di facile applicazione, che consentirà di tutelare migliaia di famiglie in un momento di grave emergenza per l’economia. La Sicilia però non può essere lasciata sola: servono nuovi interventi da Roma".

"Accogliamo con soddisfazione la notizia dell'accordo - dicono in una nota congiunta, il segretario della Filca Cisl, Paolo D'Anca, quello della Fillea Cgil Sicilia, Mario Ridulfo e della Feneal Uil Sicilia, Francesco Di Martino -. Riteniamo però necessario e urgente che ci si attivi per snellire la burocrazia e soprattutto per accelerare l'iter per l'erogazione del trattamento di cassa integrazione, potenziando l'organico dei centri per l'impiego e dell'Inps. Sono migliaia i lavoratori siciliani che, in seguito al blocco dei lavori nei cantieri di tutta la Sicilia per l'emergenza Covid-19, rischiano di non poter sbarcare il lunario e che sperano di poter usufruire al piu presto dell'erogazione del trattamento della cassaintegrazione. Quello che più ci preoccupa fortemente è il timore della mancata tempestività dell'applicazione dell'accordo e per questo vigileremo sulla celerità delle procedure e sull'incremento del personale regionale e dell'Inps che si dovrà occupare delle pratiche"

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci parla di "un risultato soddisfacente che permette, grazie a procedure più semplificate e concertate con tutti gli interessati, di accelerare la corresponsione di un sostegno al reddito ai lavoratori sospesi e a rischio di espulsione dai processi produttivi a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Tra le novità più significative l’accesso alla Cassa integrazione degli operatori del Terzo settore".

I datori di lavoro che hanno sospeso la propria attività potranno richiedere trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga per la durata della sospensione del rapporto di lavoro. A beneficiare del sussidio i lavoratori subordinati - anche i pescatori delle acque interne - esclusi i dirigenti e i lavoratori domestici. Il trattamento di Cigd, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo per le ore di riduzione o sospensione delle attività, è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola. Limitatamente ai lavoratori del settore pesca si farà riferimento alle ore non lavorate o alle giornate di mancata pesca. I periodi per i quali verrà richiesto il trattamento in deroga potranno essere anche non continuativi.

"Il trattamento può essere riconosciuto - spiega l'assessore Scavone - per un massimo di nove settimane, a decorrere dal 23 febbraio e limitatamente ai dipendenti già in forza a  quella data . Eventuali maggiori periodi dovranno essere autorizzati dal governo nazionale".

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