Perricone, Acli Terra: “Calo dei consumi del -11.3% al Sud"

La ricetta del presidente regionale di Acli Terra Sicilia: "Ripartire dal settore agroalimentare”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“In questo periodo di forte recessione per l’economia meridionale, occorre ripartire dal settore agroalimentare. L’unico in grado di determinare una crescita considerevole del Pil, se va considerato non solo come produttore di prodotti tipici  di qualità, ma anche come erogatore di servizi e funzioni in sintonia con il territorio e le sue risorse”.

A dirlo è Nicola Perricone, presidente regionale di Acli Terra Sicilia in merito all’ultimo Rapporto Svimez 2013 che ha evidenziato il pericolo per il
Mezzogiorno di una “desertificazione” dal punto di vista economico e industriale. “Si assiste ad  un calo della spesa – evidenzia Perricone – al Sud del -11,3% per i consumi alimentari, a fronte del -8,8% del Centro-Nord; e di ben del -19,2% per il vestiario e calzature, quasi doppio che nel resto del Paese (-11,4%); e di un vero e proprio crollo degli investimenti dell’industria in senso stretto, ridottisi tra il 2007 e il 2012 di quasi il 47%.
Per questo – prosegue – è necessaria una programmazione di medio periodo, che utilizzando al meglio le risorse della PAC, renda utile gli interventi
finanziari. Formazione, impresa, innovazione e sociale – conclude il presidente delle Acli Terra – sono gli elementi su cui basare le future politiche per il
recupero della competitività e il rafforzamento dell’attività economica del Sud Italia”.

Ecco i dati:
Nel 2012 il PIL (prodotto interno lordo) è calato nel Mezzogiorno del -3,2%, appesantendo la flessione già registrata l’anno precedente (-0,6%). Il calo è
stato superiore di oltre un punto a quello rilevato nel territorio nazionale (-2,1%). Dettaglio assolutamente non trascurabile, ancora, che dal 2007 il tasso di crescita del PIL meridionale risulta negativo. La crisi quindi colpisce tutta l’Italia ma che grava in maniera assai marcata sul Mezzogiorno, accentuando così il noto divario tra economia del Centro-Nord e del Sud.

Nel 2012 anche i consumi finali interni hanno segnato al Sud un calo del -4,8%, di un punto percentuali maggiore rispetto a quello del Centro-Nord (-3,8%), differenza determinata dalla dinamica dei consumi delle famiglie ed è riconducibile al un calo dell’occupazione di quasi quattro volte maggiore che al Nord (-4,6% contro -1,2%).

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