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Sindaco di corleone incontra i "Servi dei poveri" per "combattere il pensare mafioso"

Lea Savona presso i "Servi dei poveri" a Vercurago (LC)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Corleone, 5 gennaio 2015. Il sindaco di Corleone Lea Savona lunedì 4 gennaio ha incontrato i responsabili di una delle case famiglia per minori situate in Lombardia gestite dalla fondazione dei padri somaschi.  Al centro dell'incontro il rispetto delle regole e l'educazione alla legalità.  

"Ringrazio padre Giuseppe per avermi fatto conoscere questa eccellenza del nostro sistema educativo", afferma Lea Savona sindaco di Corleone, "Non posso certo paragonarmi a voi religiosi, ma anch'io ho una missione da compiere a Corleone. Il modo con cui voi padri somaschi portate avanti il sogno di San Girolamo Emiliani è per me una testimonianza preziosa che si inserisce sul cammino che ho intrapreso da quando sono sindaco: combattere il pensare mafioso".

"Leggendo le lettere di San Girolamo, fondatore dell'ordine", commenta Lea Savona, "Ho trovato degli spunti di estrema attualità, per esempio San Girolamo scriveva legittimamente 500 anni fa Chi non lavora non mangi, oppure, Chi ha l'ufficio d'insegnare si impegni ancor di più, oppure rivolgendosi agli addetti alla vigilanza della casa: che non solo faccia rispettare le norme, correggendo chi sbaglia, ma che sappia prevenire anche le occasioni del male, che nascono dallo stare in ozio. Oggi queste esortazioni sono altrettanto legittime,e lo sono a Corleone (ma non solo), e vorrei declinarli e riassumerli così: chi non fa il proprio dovere è un mafioso: ognuno ha un ruolo che gli compete e non deve essere di peso per la società, deve essere onesto con se stesso, e le istituzioni devono essere all'altezza della sfida, creare le condizioni per mettere ognuno nella condizione di potersi guadagnare da vivere onestamente, non vi è altra educazione alla legalità che fare il proprio dovere".

Alcune strutture a disposizione dei padri somaschi sono beni confiscati alla mafia. Nella loro missione di accoglienza si prendono cura delle persone che hanno bisogno. Offrono una casa ai bambini e i ragazzi che non possono stare con le loro famiglie. Mettono a disposizione uno spazio sicuro per le donne vittime di violenza e le donne vittime della tratta. Per maggiori informazioni www.fondazionesomaschi.it



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