Sequestrato scarico abusivo che finiva nell'Oreto: "Tracce di coliformi e ammoniaca"

Le prime analisi dell'Arpa confermano i sospetti nati dopo l'intervento della polizia municipale: "Per noi sono acque reflue urbane". L'Amap invece ha voluto gettare acqua sul fuoco: "Solo acque miste, è uno scarico censito nel piano delle reti fognarie"

Il sopralluogo che ha portato al sequestro dello scarico ritenuto abusivo

Sequestrata una condotta fognaria abusiva vicino al fiume Oreto. A mettere i sigilli sono stati gli agenti del Nucleo operativo di protezione ambientale della polizia municipale. L’intervento è stato eseguito proprio mentre si svolgeva un sopralluogo da parte dei comitati civici "Salviamo l'Oreto" e altri esponenti delle istituzioni. L’Amap, l’azienda che gestisce le reti idriche cittadine, ha voluto però fare una precisazione: "Non si tratta di uno scarico fognario abusivo ma di un collettore di acque miste regolarmente censito nel Piano di attuazione delle reti fognarie della città”.

Al loro arrivo gli agenti hanno trovato la condotta che versava liquami direttamente sul fiume e da qui a mare. Per questa ragione è stato chiesto l’intervento dei tecnici dell’azienda municipalizzata e dell’Arpa che ha effettuato dei campionamenti per verificare i livelli di contaminazione dell’acqua e lo stato d’inquinamento della zona. I primi dati non lasciano presagire nulla di buono: “Secondo gli accertamenti da noi effettuati - spiega a PalermoToday il direttore di Arpa Sicilia, Giovanni Abbate - si tratta di acque reflue urbane. Abbiamo trovato tracce di coliformi, ammoniaca e altro. Ne sapremo di più nei prossimi giorni”. Ma prima di lanciare l'allarme bisognerà comprendere il livello di concentrazione degli elementi inquinanti.

Il video pubblicato sulla pagina Facebbok di "Salviamo l'Oreto"

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La stessa Amap, nella sua nota, precisa che si tratta di un collettore misto di prossima eliminazione, “in attuazione della realizzazione del progetto di rete fognaria a sistema separato in via Messina Marine (dal fiume Oreto a piazza Sperone) e del relativo impianto di sollevamento a Romagnolo. La gara per la realizzazione - si legge ancora nella nota - è stata già bandita dal Comune ed è prossima ad essere aggiudicata entro il corrente anno”. E di collettori simili ne esisterebbero altri, come in via Diaz e via Galletti. Il termine “misto”, però, nasconde un segreto: “Significa che parliamo di acque piovane e acque fognarie. Va da sé - conclude Abbate - che in assenza di pioggia vengono scaricate solo acque nere".

Della vicenda si sono interessati l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro e il professore Florin Florineth dell'Università di Vienna che ha ha studiato un piano per il recupero dell’Oreto presentato oggi pomeriggio in assessorato. “La Regione - ha dichiarato Cordaro al Tgr - farà per intero la sua parte, la stiamo già facendo mettendo insieme scienziati della materia Abbiamo lavorato a una forma giuridica in Sicilia, mai attuata, che è il ‘contratto di fiume’. E il primo che vogliamo realizzare è proprio quello dell’Oreto”.

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Commenti (3)

  • L'AMAP la prende troppo con leggerezza..

  • in questo caso non esiste il disastro ambientale?

  • nel frattempo gli anni sono passati e questo canale a distrutto pesci e costa vergogna!!!!

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