Seminario Cgie, 115 giovani a Palermo: "Sicilia punto di riferimento per l'accoglienza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Nell’ambito delle varie ed intense attività che si sono svolte durante il Seminario di Palermo, l’evento internazionale che ha visto  protagonisti ben 115 ragazzi italiani provenienti da tutto il mondo, è stato firmato, presso la Sala Piersanti Mattarella di Palazzo dei Normanni, un protocollo d’intesa tra l’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, l’Ersu di Palermo ed il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che impegna in un percorso di attività comuni volte a promuovere la conoscenza della cultura italiana nel mondo e la costruzione di una rete nel mondo.

Il Seminario, ricordiamo, è stato promosso ed organizzato proprio dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), con la finalità di creare una rete di giovani italiani nel mondo. Tutti i partecipanti sono stati selezionati dai Comitati degli Italiani all’Estero (Com.It.Es.) e dalle Consulte regionali per l’emigrazione, aderenti all’iniziativa, con l’intento di mobilitare le comunità d’italiani all’estero e rafforzare le reti istituzionali di rappresentanza di base. Tra gli interventi quello di  Giuseppe Amodei, commissario straordinario Ersu Palermo: “Come Ersu, abbiamo colto l'opportunità di firmare il protocollo di collaborazione con il CGIE e con l'assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla, per contribuire ai processi di internazionalizzazione dei percorsi didattici degli studenti da noi assistiti e, contemporaneamente, dare l'opportunità, anche agli studenti italiani all'estero ma appartenenti alla nostra comunità, di ritornare a studiare nel Paese di origine e di costituire una rete dei giovani italiani di tutto il mondo. L'accoglienza a loro riservata, in questi giorni, dall'Ersu e dagli studenti universitari rappresenta anche un abbraccio di chi è rimasto in Sicilia a chi è stato costretto a emigrare, ma è pur sempre appartenente a questa terra”.

“Sono convinto che il CGIE possa fornirci buoni elementi di contatto e di scambio - ha spiegato l’assessore Roberto Lagalla - per poter radicare ancora di più la tradizione delle culture provenienti da ogni parte del mondo con la nostra, che è italiana e internazionale insieme. Durante la mia esperienza di Rettore ho firmato tanti protocolli d’intesa ma sono convinto che la proposta del CGIE sia oggi più che mai importante per poter valorizzare lo scambio culturale e le opportunità che possono derivarne per il nostro Paese. È in questa direzione che vedo possibili occasioni per costruire un reticolo di conoscenze e alleanze che possono modificare in senso adeguato mentalità e cultura, perché solo attraverso una profonda modificazione visionaria della mentalità e della cultura che si possono superare gli steccati del passato”.

Lagalla ha ricordato anche la figura di Piersanti Mattarella: “Un presidente della Regione volitivo e visionario, portatore di un cambiamento che mirava a sconvolgere una realtà incistita e stratificata. Un atteggiamento, il suo, che lo portò ad una morte orrenda ma ricordare il passato non è solo esercizio di memoria, significa attualizzare quel messaggio, mantenerlo vivo rispetto alle scelte possibili del presente ed operare affinché queste scelte siano sempre di più coerenti e conformi non solo a quel pensiero, ma a ciò che è giusto per questa Sicilia e per questo governo”.

A prendere la parola e concludere i lavori il segretario generale del CGIE  Michele Schiavone, segretario generale del Cgie, che ha parlato di un momento di “incontro tra culture, in un luogo, la Sicilia, che è un punto di riferimento per l’accoglienza. Fare questo seminario a Palermo è stata la scelta più giusta. Non poteva esserci luogo migliore”. Un ringraziamento particolare, è stato espresso verso l’operato di Maria Chiara Prodi, che, da presidente della Commissione VII del Cgie, ha voluto fortemente realizzare il Seminario, ottenendo ottimi riscontri e successi da parte di tutti i partecipanti, compreso la redazione della Carta del Seminario di Palermo.

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