Palermo epicentro dell'emergenza rifiuti, Musumeci: "Fra un mese Bellolampo sarà satura"

"Se nulla cambia, buona parte della Sicilia occidentale non avrà più dove conferire i rifiuti". Così il governatore, che chiederà al presidente del Consiglio lo stato di emergenza ambientale per la discarica palermitana: "Servono poteri speciali"

La discarica di Bellolampo

"Bellolampo è il problema dei problemi". Il presidente della Regione, Nello Musumeci, non ha dubbi: l'epicentro dell'emergenza immondizia è a Palermo. Con la discarica gestita dalla Rap prossima alla saturazione, "fra un mese, se nulla cambia, buona parte della Sicilia occidentale non avrà più dove conferire i rifiuti".

"La sesta vasca di Bellolampo è già colma - ha aggiunto il governatore -. Bisogna intervenire subito per trovare un po' di spazio e per attivare la settima vasca per la quale, mi dicono i tecnici, ci vorranno almeno sei-sette mesi. Questa situazione straordinaria non può essere affrontata con strumenti ordinari. Solo con poteri straordinari i tempi si potrebbero accorciare a due mesi. E circa un anno e mezzo per fare il resto". Ecco perché Musumeci chiederà domani al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, lo stato di emergenza ambientale limitatamente alla discarica palermitana ed ai Comuni che conferiscono nel sito: "Ho bisogno di scongiurare il collasso di Bellolampo".

Le difficoltà di smaltimento dei rifiuti sono cmunque estese al resto della Sicilia. Una crisi "cristallizzata" nei numeri forniti dal dipartimento Acque e Rifiuti: "Tutte le discariche esistenti sono prossime al collasso. Esclusa Bellolampo, abbiamo una disponibilità di due milioni di metri cubi in discarica. Se pensiamo che ogni giorno arrivano in discarica 5mila tonnellate di rifiuti, è facile capire che a settembre non avremo più dove metterli". I numeri di quella che Musumeci definisce "un'emergenza strutturata" sono legati a doppio filo allo scarso livello raccolta differenziata. "Noi portiamo in discarica l'80% dei rifiuti, la Lombardia il 4%, il Veneto il 10%. In Sicilia siamo al 15% di differenziata". Il presidente della Regione ha anche evidenziato come sono "un centinaio i Comuni che superano il 50% di differenziata, ma ne restano altri 290. La cosa più grave è che a non fare la differenziata sono le città metropolitane di Palermo, Messina e Catania".

La via d'uscita, secondo il presidente della Regione, passa dalla riforma della legge 9 del 2010. E dall'affidamento della competenza in materia di rifiuti alle ex Province. "La nuova legge va fatta entro la primavera - dice Musumeci scandendo i tempi - la Giunta sta predisponendo un suo ddl. Le Province devono prendersi la gestione dei rifiuti: in Sicilia ci devono essere solo 9 riferimenti sul territorio. Nel frattempo bisogna elaborare un nuovo piano regionale dei rifiuti, autorizzare nuove strutture per il compostaggio e potenziare quelle esitenti, ma soprattutto aumentare la raccolta differenziata". I termovalorizzatori? "Ho sempre detto che non ne sono innamorato - risponde Musumeci - ma non sono un integralista e non li demonizzo. In Italia ce ne sono 41 e funzionano. Con la raccolta differenziata al 15% però ora in Sicilia non servirebbero. L'ipotesi termovalorizzatori in questo momento si allontana".

Il cronoprogramma degli interventi che la Regione intende mettere in campo per scongiurare che a settembre le discariche nell'Isola siano al collasso partirà quindi da Palermo. "Andrò a Bellolampo per verificare la situazione, poi ci occuperemo dello stralcio di dieci piattaforme per la raccolta differenziata, compostaggio e trattamento. Faremo un bando per il trasferimento dei rifiuti in discarica dai porti di Palermo, Catania, Messina e Augusta. Entro aprile ci sarà la nuova legge sui rifiuti, poi la liquidazione delle società d'ambito e misure di fiscalità di vantaggio per le imprese che investono su prevenzione, riuso e riciclo". Andando ai tempi il governatore dice che servirà "almeno un anno mezzo". Per Musumeci, che lavora anche a portare i rifiuti fuori dalla Sicilia (Francia e Germania le ipotesi), "occorre puntare sulla differenziata, mentre i termovalorizzatori dovrebbero servire a bruciare circa il 10% di frazione residua dei rifiuti".

Le reazioni

Giuseppe Lupo (Pd) - “Musumeci fotografa l’emergenza che è sotto gli occhi di tutti, ma non fa proposte convincenti e credibili: critica la gestione emergenziale del settore dei rifiuti in Sicilia e la richiesta di poteri speciali dei presidenti della Regione degli ultimi vent’anni ma, contraddicendosi, come soluzione indica proprio lo stato di emergenza. E oltretutto non avanza una soluzione programmatica in grado di dare stabilità e certezze al sistema”. Lo dice Giuseppe Lupo, presidente del gruppo Pd all’Ars. “Trovo oltretutto ingiusto - conclude - che in questa fase si addossino responsabilità ai comuni, invece di sostenerli. Chiediamo al presidente della Regione di riferire in Aula sul programma che intende attuare per la gestione dell’assessorato all’Energia”.

Giampiero Trizzino (M5S) - "Se non fosse che non si somigliano per niente, sembrerebbe di vedere la stessa persona della scorsa legislatura al governo delle Regione". Il M5S all'Ars commenta in questo modo le dichiarazioni di Musumeci rilasciate nel corso della conferenza stampa sull'emergenza rifiuti. "'Stato di emergenza' gridava Crocetta cinque anni fa, 'stato di emergenza' grida adesso Musumeci 'colpiremo i Comuni che non differenziano' minacciava Crocetta, 'colpiremo i Comuni che non differenziano', minaccia oggi Musumeci", afferma il deputato Giampiero Trizzino. "Quantomeno – continua Trizzino - Crocetta era capace di tenere i suoi assessori per almeno un mese, Musumeci nemmeno questo. Il suo assessore ai rifiuti ha lasciato la poltrona dopo una sola settimana dall’insediamento dell’Assemblea. D’altronde era evidente che i rifiuti non fossero un problema del governo Musumeci, altrimenti il neo presidente avrebbe fatto scelte più sagge, e invece, come da buona vecchia politica, la poltrona dell’assessore ai rifiuti è stata, come tutte le altre, oggetto di spartizione tra chi lo ha sostenuto in campagna elettorale. La strada per la risoluzione del problema dei rifiuti – conclude il deputato cinquestelle - è tracciata: aprire gli impianti di compostaggio, molti dei quali pronti ad essere messi in esercizio, e attuare una politica di incentivi per chi investe nelle piattaforme di recupero. Le discariche devono diventare un ricordo”.

Giusto Catania (Sinistra Comune) - “Finalmente la Regione Siciliana si è accorta che la saturazione della sesta vasca della discarica di Bellolampo non è un problema esclusivo della città di Palermo". Lo afferma Giusto Catania, capogruppo al Comune di Sinistra Comune. Secondo Catania "Palermo in questi anni, per scelta della Regione, si è fatta carico delle difficoltà di numerosi comuni della Sicilia, dimostrando senso di responsabilità nell’affrontare la crisi. A Bellolampo sono stati conferiti rifiuti provenienti da decine di comuni siciliani. Oggi è da considerare positivamente ogni opzione che contribuisca ad accelerare le procedure per l’ampliamento della discarica e per evitare l’acuirsi dell’emergenza - conclude Catania - tuttavia rimangono irrisolti alcuni nodi: abbiamo la necessità a Palermo di ampliare i numeri della raccolta differenziata".

Cisl - “Condividiamo l’annuncio del presidente della Regione Musumeci sull’esigenza di una dichiarazione di stato di emergenza ambientale per la discarica di Bellolampo che consenta con poteri commissariali e straordinari la costruzione della settima vasca. Del resto come Cisl sollecitiamo da anni la nomina di un commissario straordinario per la gestione dei rifiuti in Sicilia, per dotare in tempi brevi l’Isola di impiantistica, non solo discariche ma tutto ciò che serve per avviare finalmente un ciclo normale dei rifiuti degno dei paesi europei”. Ad affermarlo sono Mimmo Milazzo segretario Cisl Sicilia, Amedeo Benigno segretario Fit Cisl e Dionisio Giordano segretario Fit Cisl Ambiente. “Da anni - aggiungono - chiediamo i poteri straordinari per la costruzione degli impianti alla luce anche dell’esperienza fatta nella nostra regione dove solo l’ex capo Dipartimento Rifiuti Marco Lupo attraverso poteri commissariali riuscì in poco meno di due anni a costruire a Bellolampo la sesta vasca e l’impianto di Tmb e ad avviare tutti gli iter oggi in punto di arrivo per le discariche di Gela ed Enna. Siamo d’accordo inoltre sullo scioglimento dei comuni inadempienti come del resto prevede la legge regionale 9 del 2010, che va, però, non solo annunciato come fatto anche dai precedenti governi, ma praticato anche quando non vengono rispettate le norme di legge sul transito dei lavoratori dagli Ato alle Srr”

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