Cemento depotenziato al porto, blitz e sette arresti a Balestrate

Ordinanze di custodia per frode in pubbliche forniture, truffa e falso per i tecnici che avrebbero dovuto vigilare sulla corretta esecuzione dell'opera. Ai domiciliari è finito pure un funzionario del Genio civile di Palermo

Il porto di Balestrate

Doveva essere il vanto della provincia, un porticciolo al centro del golfo di Castellamare. Invece dopo i ritardi e le polemiche sono arrivate le indagini e gli arresti: per costruire il porto di Balestrate sarebbe stato utilizzato cemento depotenziato. Almeno secondo un'indagine dei carabinieri che hanno notificato a sette persone un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per frode in pubbliche forniture, truffa, e falso materiale e ideologico.

I provvedimenti, emessi dal Gip di Palermo, sono stati eseguiti anche a Enna e a Roma. Coinvolti tecnici impegnati nei lavori per il porto. L'attività investigativa, si collega all'indagine "Benny" che esattamente tre anni fa, il 4 giugno del 2009 aveva portato all'arresto di Benedetto Valenza, imparentato con esponenti del clan di Borgetto e precedentemente indagato per mafia e poi prosciolto, e di quattro imprenditori ritenuti suoi prestanome e operanti nel settore della produzione e trasporto di calcestruzzo. Ai domiciliari è finito pure un funzionario del Genio civile di Palermo.

IL PROGETTO. L’idea di costruire il porto nel comune di Balestrate, intesa come scogliera foranea, risale al 1956. Nell'ottobre del 1998 veniva inserito nel P.O.P. 94/99 Mis. 2.2. “Interventi per lo sviluppo turistico” il progetto esecutivo per la realizzazione del citato porto, cantierabile e realizzabile in 18 mesi. L’opera è stata compiuta con il finanziamento dell’Assessorato Regionale Turismo Comunicazioni e Trasporti, per un importo complessivo ridotto di € 9.748.244,11 di cui € 8.918.642,57 per Lavori a Base d’Asta, € 178.372,85 per Oneri di Sicurezza ed € 651.228,69 per Somme a Disposizione dell’Amministrazione. Il complesso strutturale è stato realizzato a seguito del progetto dell’Ufficio del Genio Civile Opere Marittime di Palermo.

L’impresa appaltatrice è stata l’Ira Costruzioni a seguito della cessione di un ramo d’azienda dell’Ira Costruzioni Generali S.r.l., il Consorzio stabile infrastrutture è subentrato all’appalto dei lavori in argomento, ma in definitiva i lavori vengono eseguiti dalla Mediterraneo Scarl. Il Consorzio Stabile Infrastrutture, subentrante nell’appalto, richiedeva al Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche  Sicilia/Calabria – Ufficio 9° Opere Marittime Sicilia – di Palermo l’autorizzazione di avvalersi della ditta “Camilli Flora” per la fornitura di calcestruzzo occorrente per l’esecuzione dei lavori. Il Provveditorato, esaminata  la documentazione trasmessa dalla “Camilli Flora” e valutato che la fornitura rientrava tra quelle previste dal contratto di appalto, concedeva la richiesta autorizzazione. I lavori in esame, consegnati alla ditta appaltatrice nel maggio del 2004, sono stati ultimati nel maggio del 2008.
 

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