Popolo della famiglia Palermo: "Si smetta di attaccare i medici obiettori"

Contro i manifesti dell’UAAR apparsi in città, difesa del Popolo della Famiglia di Palermo nei confronti dei medici obiettori.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Innanzitutto ci mettano la faccia e confrontiamoci” dichiara Carmelo Catalano coordinatore per la Sicilia occidentale del PDF, “stare nascosti dietro le sigle e i manifesti è comodo, saranno pure atei ma si vede che la loro anima sente la mancanza del crocifisso perché è sempre nei loro pensieri. La scelta di ritrarre i medici obiettori vestiti da prete appare assai fuori luogo, anche perché ci sono parecchi medici obiettori che non ne fanno una questione di fede ma di rispetto del giuramento di Ippocrate, che veniva prestato da ogni medico prima di intraprendere la professione e che recita: “Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo”, mentre nel giuramento moderno i medici giurano di “perseguire la difesa della vita”, quindi non solo una remora cattolica ma un principio valido anche per gli atei e per tutti, che l’UAAR se ne faccia una ragione. La legge 194, - continua Catalano-, prevede sia l’obiezione di coscienza sia l’accompagnamento della donna in un percorso finalizzato a rimuovere le cause che l’hanno portata a chiedere l’aborto, orientandosi a consentire alla donna di scegliere la vita del figlio, solo alla fine, come extrema ratio, il ricorso alla soppressione, se ne ricordino quando ne chiedono la piena applicazione.”

Pare che l’UAAR voglia fare una battaglia contro i credenti – conclude Catalano – utilizzando ogni tema a disposizione, mettendo alla gogna i medici obiettori quasi come se fossero una setta da ghettizzare mentre, al contrario, sono la maggior parte dei clinici italiani, addirittura due su tre, non tutti necessariamente cattolici, perché la morale ed il buon senso possono anche prescindere dal credo religioso, la frase poi in calce ai manifesti, “Testa o croce, non affidarti al caso”, offende la professionalità dei medici italiani e vorrebbe insinuare che quelli obiettori non siano veri medici e non preparati alla stregua degli altri. Ufficio Stampa Popolo della Famiglia Sicilia

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