Omicidio Fragalà, la miniera di Pasquasia al centro delle indagini

La Procura ha acquisito l'audio di una conversazione con il consigliere provinciale Regalbuto. Nel 2002, quando era parlamentare, il penalista aveva presentato un interrogazione su una società che gestisce la cava

Enzo Fragalà, assassinato nel 2010

Le indagini sull’omicidio dell’avvocato Enzo Fragalà si concentrano attorno alla miniera di Pasquasia. Il penalista palermitano fu assassinato nel febbraio del 2010 all’uscita del proprio studio e da allora gli inquirenti hanno seguito diverse piste. Adesso le attenzioni sarebbero incentrate attorno alla cava di sali potassici, gestita in parte dalla Regione e dalla società Italkali. Nel 2002, infatti, lo stesso Fragalà aveva presentato un'interrogazione parlamentare sui “danni arrecati dalla durata del procedimento giudiziario nei confronti del presidente e del consiglio d'amministrazione dell'Italkali”, società che opera nel settore minerario ed è tra le principali aziende europee per l’estrazione, la lavorazione e l’esportazione del salgemma. L’avvocato palermitano, si legge sul sito del Corriere della Sera, puntava l'attenzione sull'aspetto giuridico che fa da contorno alla storia di Pasquasia e dei suoi gestori, affermando nella sua interrogazione che la vicenda era stata caratterizzata dal ruolo svolto dalla Procura di Palermo, “ruolo che bisogna capire anche per i risvolti politici”.

Secondo il penalista palermitano - si legge su Corriere.it - influenze e condizionamenti esteri riguardavano anche l'assetto industriale italiano. Un dato, questo, che Fragalà sottopose direttamente al governo Berlusconi con il riferimento preciso all'archivio Mitrokhin, commissione che lo vide componente fra il 2002 e il 2006. “Qui c'è un condizionamento che è venuto certamente dagli altri due protagonisti dell'oligopolio – scrive Fragalà - soprattutto dalla Germania che aveva a Palermo referenti e riferimenti in ambienti politici e istituzionali”. Un vero e proprio giallo che si materializzerebbe attraverso una lettera che il penalista palermitano avrebbe scritto un mese prima di essere ucciso al vice ministro Adolfo Urso, proprio in merito a Pasquasia. Intanto i magistrati che indagano sulla vicenda hanno sentito per la seconda volta il consigliere provinciale Giuseppe Regalbuto, che ha consegnato un audio, una conversazione avuta con l'avvocato in cui discutono della miniera.
 

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