Malore durante l'audizione, decisione rinviata: giovane marocchino torna al Cpr

Il 26enne che ha seminato il panico all'Università ha chiesto un permesso di soggiorno per motivi umanitari per le sue delicate condizioni psicofisiche. La Commissione si esprimerà nelle prossime settimane. L'avvocato: "Struttura non idonea per lui"

Rinviata la decisione della Commissione territoriale per i richiedenti protezione internazionale di Caltanissetta che si sarebbe dovuta esprimere sul rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di salute a S., il giovane marocchino che qualche settimana fa venne fermato dalle forze dell'ordine nella mensa del Santi Romano, all'interno dell’Università, dopo aver seminato il panico pronunciando frasi sconnesse che ad alcuni hanno fatto pensare ad un atto terroristico.

E’ stata sospesa e posticipata alle prossime settimane l’audizione che si è svolta ieri presso il Cpr di Caltanissetta, l’ex Cie. Il ragazzo di 26 anni si trova lì ormai da 28 giorni e proprio mentre veniva ascoltato dai quattro componenti della Commissione (composta da un membro della Prefettura e uno individuato tra i funzionari della Questura, un rappresentante del sistema delle autonomie e un rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiatil - Unchr), ha accusato un malessere.

“E’ evidente che quella struttura non è adeguata alla sua situazione. Non credo - spiega a PalermoToday il suo avvocato, Ilenia Grottadaurea - che possa seguire correttamente la sua terapia e ciò potrebbe avere delle pesanti ricadute sulle sue condizioni”. Sabato il marocchino ha formalizzato l’istanza per il riconoscimento della protezione internazionale. Due giorni fa, invece, si è svolta l’udienza al termine della quale il giudice ha convalidato il trattenimento del giovane per 15 giorni, rispetto ai 60 previsti per i casi ordinari.

“Abbiamo letto questa circostanza in maniera positiva - conclude il legale difensore - perché vuol dire che hanno capito l’urgenza di prendere una decisione per il benessere psicofisico e la tutela di S.. Questo lasso di tempo è finalizzato alla verifica, fatta dal Dipartimento di salute mentale, della compatibilità delle condizioni di salute di S. e il trattenimento dello stesso presso il Cpr”.  “Spero che il prefetto e la commissione stessa prendano atto della situazione e adottino provvedimenti idonei a risolvere la situazione. Deve essere portato in una clinica, in un centro adatto per le cure psichiatriche”, dichiara la responsabile dell’ufficio migranti della Cgil Palermo Bijou Nzirirane.

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