La vendetta degli "scappati", la Dia: "Il nuovo Riina sarà palermitano, bocciato Messina Denaro"

Occhio al ritorno dal Nord America dei sopravvissuti di mafia. Lo rivela la relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia: "Il comportamento del super boss di Castelvetrano, troppo attento a gestire alla sua latitanza, non era piaciuto a Riina"

La mappa della mafia a Palermo

"La scomparsa di Totò Riina costituisce un elemento da tenere in debita considerazione perché foriero di sviluppi ancora non ben delineabili". A stabilirlo è la relazione semestrale della Dia sulle organizzazioni criminali in Italia, che dedica una parte consistente alle nuove evoluzioni di Cosa nostra. L’esistenza in vita di un capo carismatico anche se anziano e ammalato - sostitene la Direzione investigativa antimafia - ha  infatti, ostacolato la riattivazione dell’organismo decisionale centrale di Cosa nostra e, conseguentemente, l’esercizio di strategie comuni di lungo periodo.

Insomma tutto è cambiato dopo il 17 novembre. "E' quasi automaticamente iniziata una nuova fase di riassetto degli equilibri, nel cui ambito è ragionevole supporre che possa persistere la tendenza, sedimentatasi negli ultimi decenni nella parte occidentale dell’Isola, che ha finora visto cosa nostra trapanese e agrigentina agire in sostanziale sintonia con le famiglie palermitane, le cui dialettiche interne potrebbero così continuare ad influenzare l’intera struttura, sia sotto il profilo della gestione degli affari illeciti più remunerativi, sia con riferimento alla guida dell’organizzazione. Una situazione che, evidentemente, non può prescindere dal ruolo del latitante Matteo Messina Denaro". 

E la mafia palermitana? "Continua ad attraversare una fase di transizione e di rimodulazione, sforzandosi di conservare una struttura unitaria e verticistica, anche per massimizzare, per quanto possibile, i profitti derivanti da un “paniere” di investimenti certamente meno rilevante rispetto al passato - spiega la Dia -. Non è escluso che il riassetto in atto possa, nel medio-lungo termine, produrre riflessi sull’esatta competenza territoriale delle famiglie e, soprattutto, dei mandamenti, ora improntati a schemi meno rigidi rispetto al passato".

Riina - a detta della Dia - anche se molto anziano e in precarie condizioni di salute, ha continuato fino alla fine a essere il capo di Cosa nostra fino alla morte. "A differenza di altre organizzazioni criminali - si legge nella relazione - Cosa nostra non può rinunciare a dotarsi di un nuovo capo. La sua forza ha sempre risieduto nell’essere un modello strutturato gerarchicamente, unitario e verticistico. E’ assai improbabile che a succedergli sia Messina Denaro, pure essendo egli l’esponente di maggior caratura tra quelli non detenuti, ed in grado di costituire un potenziale riferimento, anche in termini di consenso, a livello provinciale. In primo luogo, perché i boss dei sodalizi mafiosi palermitani, storicamente ai vertici dell’intera organizzazione, non accetterebbero di buon grado un capo proveniente da un’altra provincia. Inoltre, negli ultimi anni, si sarebbe disinteressato delle questioni più generali attinenti Cosa nostra, per poter meglio gestire la latitanza e, semmai, gli interessi relativi al proprio mandamento ed alla correlata provincia. Lo stesso Riina, intercettato in carcere, si era lamentato di questo comportamento".

D’altro canto, pare sussistere un generale senso d’insofferenza verso la leadership corleonese, ormai provata e decimata, la cui maggioranza è costituita da boss anziani, detenuti con pene definitive all’ergastolo. Insomma c'è una diffusa volontà di trasformazione e di superare la governance corleonese. Non può escludersi, peraltro, che giovani capi emergenti ed in via di affermazione approfittino della situazione e cerchino spazi per imporsi, entrando in conflitto con anziani uomini d’onore.

"Ci sono le contraddizioni di un’organizzazione chiamata oggi a misurarsi anche con i discendenti degli “scappati”, i perdenti sopravvissuti alla “guerra di mafia” vinta dai corleonesi - avverte la Dia -. Si tratta di coloro che per salvarsi furono costretti a trovare rifugio all’estero, in particolar modo in Nordamerica, dove potevano contare su storici legami, rafforzati dal narcotraffico internazionale di eroina, all’epoca gestito da cosa nostra. Ora molti di loro, da qualche tempo tornati a Palermo, potrebbero pensare di consumare le proprie vendette contro i corleonesi". Un altro dato significativo: nell’ultimo anno ci sono state oltre 300 scarcerazioni di mafiosi “eccellenti”, già condannati per associazione mafiosa e relativi alla Sicilia occidentale. Segno che qualcosa sta cambiando. E il futuro di Cosa nostra è già presente.

 

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Commenti (12)

  • Il nuovo capo Palermitano? LA mafia fallisce in 1 mese e siemu apposto

  • troppi film si sono visti

  • Io vorrei capire com'è possibile che Riina, seppellito da oltre due decenni al 41bis e in regime durissimo di carcerazione, fosse ancora il "capo". Il "capo" de che, in che senso, in che modo? Forse dal punto di vista meramente onorifico, una sorta di punto di riferimento ideale.ma dal punto di vista concreto, operativo, non poteva essere capo di alcunché. Ho la sgradevole impressione che certa magistratura inquirente tenda talora ad assecondare una nota narrazione mediatica, anziché tener conto dei fatti.

    • Bravo, hai detto cose giuste... La magistratura, Dia, Dda, etc.. Creano allarmismi per così giustificare gli stanziamenti per l'antimafia altrimenti u panuzzu finiu. Loro sperano che la mafia non finisca mai.. Sentenze pilotate, pentiti imbeccati, confische inventate le motivazione le sperequazione dei redditi... Tutto per creare allarmismo.

  • Avatar anonimo di Biondo
    Biondo

    È  veramente facile dire sono mafiosi, sono un cranco sociale chiedere pene di morte ecc.  il problema di questa nostra isola è che i signori che stanno a Roma e si definiscono nostri rappresentanti non frega niente di noi, puntano il dito e  giudicano invece dovrebbero iniziare pensare a quanti compromessi hanno fatto con le varie mafie, poi questi signori che fanno lavorare i loro amici noi tutti lì cerchiamo per nostra convenienza è sono bravi se noi lavoriamo viceversa sono collusi.  PRIMA DI CHIEDERE  A QUESTE PERSONE DI CAMBIARE, FACCIAMO NOI LA DIFFERENZA RIMANENDO FEDELI AI NOSTRI PRINCIPI NON AI NOSTRI COMODI

    • Giustissimo quello che dici...

  • Avatar anonimo di claudio
    claudio

    in tutto ce un inizio e una fine,ma su questo non ci sara' mai fine troppo inreressi sia dalla mafia e' dello stato, troppo combinazione unita,favori a vicenda come mai lo stato non dice la verita sulla strage di Borsellino e'che fine abbia fatto la borsa percio'la mafia dove sta e' con chi sta facile con lo stato,nel film Toto Riina diceva lo stato sono io ed e la verita

  • Avatar anonimo di Senzapaura
    Senzapaura

    Limput della DIA il nuovo cretino sarà palermitano. 

  • Lasciate stare i telefilm...

  • Avatar anonimo di Sergio
    Sergio

    Beh direi che siamo proprio in Italia, perché certe cose non succedono in altre nazioni, non si spendono soldi tempo e fatica per avere un modo per rinchiudere chi se lo meriterebbe a vita nelle carceri per poi scarcerarli, questo si che vuol dire "stupidità del governo"; ingenuità o conseguenza di un losco macchinoso lavoro ingiusto di governo al fine di favorire la mafia? Io indagherei su chi ha stabilito nel codice penale gli anni da scontare per chi commette omici o chi ha stabilito che si può diminuire la pena a certe condizioni, chi uccide meriterebbe la morte stessa, il carcere a vita è già una grazia infinta se si considera il desiderio di qualsiasi uomo di vendetta verso chi gli ha sottratto dalla vita i suoi amati parenti che facevano parte del loro cuore.

    • Non si puó non concordare. C’é un solo modo per eliminare questo cancro sociale, solo UNO e definitivo. Il cancro va estirpato: la banda Baader Meinhof insegna.

      • Se lo estirperebbero chi ci guadagnerebbe più dall'antimafia? Finché alcuni dell'antimafia scialaqueranno con i beni confiscati a sbafo mangiandosi pure i chiodi, facendo lavorare amici e parenti, prenderanno soldi stanziati dallo stato... Non ci sarà mai la volontà di estirpare, ma anzi sperano che 10 ne arrestano e 100 già siano già pronti a prendere i posti vacanti. Non facciamoci prendere in giro dallo stato

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