Mafia, Dell’Utri resta in carcere: rigettata la richiesta di revisione

I legali dell'ex senatore palermitano chiedevano l'applicazione della sentenza della Corte Europea per i diritti dell'uomo che ha fatto cadere il reato di concorso esterno

Marcello Dell'Utri

La corte d'appello di Caltanissetta ha rigettato la richiesta di revisione presentata dall'ex senatore di Fi Marcello Dell'Utri condannato a 7 anni per concorso in associazione mafiosa con sentenza ormai definitiva. 

La Corte, presieduta dal giudice Andreina Occhipinti, da ieri era riunita in camera di consiglio per esprimersi sulla richiesta di revisione presentata dagli avvocati Francesco Centonze e Tullio Padovani. I giudici hanno deciso anche sulla istanza di sospensione della pena per Dell’Utri presentata dalla Procura generale per gravi motivi di salute: anche questa richiesta è stata respinta.

L'istanza di revisione del processo che ha portato alla condanna dell'ex senatore poggiava sulla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo (Cedu) che, tre anni fa, condannò l'Italia per avere processato ingiustamente l'ex numero due del Sisde Bruno Contrada, condannato come Dell'Utri per concorso in associazione mafiosa. "Evidentemente - dicono i legali al sito dell'agenzia Ansa - la pronuncia della Cedu, che ha stabilito che il reato di concorso esterno in associazione mafiosa esiste nel nostro ordinamento solo dal 1994, non ha valore per Marcello Dell'Utri".

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