Bar e centri scommesse per riciclare i soldi della mafia, la regia del "cassiere" Corona

I retroscena dell'operazione Delirio che ha portato a 28 arresti. Sigilli alla Caffetteria Aurora, di fronte al porto, dove Giuseppe Corona sedeva alla cassa. Altri 19 tra imprenditori e professionisti indagati in qualità di prestanome

Le intercettazioni ambientali della guardia di finanza

Sigilli alla Caffetteria Aurora davanti al porto, in alcuni locali del centro, sale betting, compro oro e anche ad alcune quote societarie della precedente gestione del Bar Alba, detenute dal presunto prestanome Giuseppe Tarantino. Queste le attività sequestrate per un valore complessivo di 6 milioni di euro dal Nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza che all’alba di oggi ha eseguito un provvedimento, emesso dal gip del tribunale di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, con cui è stato disposto l’arresto di 28 persone (quattro delle quali ai domiciliari) con le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione, usura ed estorsione aggravata. Altri 19 gli indagati, tra cui professionisti e imprenditori che avrebbero fatto parte della rete criminale nella veste di prestanome.

I nomi degli arrestati e la lista dei beni sequestrati

L’attività d’indagine tra origine da alcune delle risultanze investigative dell’operazione Apocalisse del 2014. “Grazie ad un’attenta analisi documentale - spiega il tenente colonnello Saverio Angiulli, del quarto nucleo speciale - siamo riusciti a ricostruire il filo che collegava il mandamento di Porta Nuova a quello di Resuttana. E’ emerso che tramite due uomini dell’organizzazione, Giuseppe Corona e Raffaele Favaloro, sarebbero stati reinvestiti capitali in bar, centri scommesse e compro oro per riciclare i proventi di altre attività criminali”. Secondo gli investigatori i due avrebbero messo lo zampino nella vendita di oro e diamanti, in qualche circostanza provenienti da furti commissionati dalla stessa mafia, che venivano rivenduti al Monte dei pegni”.

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Questo passaggio serviva a garantire loro il riciclaggio della refurtiva che, a quel punto, veniva accompagnata da una certificazione e dunque poteva essere rivenduta senza troppi rischi nei compro oro. “I soldi poi sarebbero serviti - prosegue il tenente colonnello Angiulli - per sostenere le famiglie dei detenuti e più in generale l’organizzazione criminale”. Prima dell'arresto la gente poteva vedere Corona seduto nella sedia cassiere della Caffetteria Aurora. In queste ore sta circolando la foto di suo cognato all'interno di quel bar al fianco di alcuni dei vertici del Movimento 5 Stelle come Giancarlo Cancelleri e Luigi Di Maio, foto che lo stesso Corona postò sulla fan page della caffetteria.

L’altro personaggio di spicco è Raffaele Favaloro che avrebbe “esercitato” nell'interesse della famiglia Galatolo che gli avrebbe garantito una sorta di protezione. Era lui, secondo la guardia di finanza, a tenere la cassa delle famiglie mafiose che erano state affidate a lui dal padre Marco, poi passato tra le fila dei collaboratori di giustizia già negli anni ’90.

operazione delirio arresti sequestri guardia di finanza-2

Un altro nome saltato fuori dalle pieghe dell’indagine è quello di Giuseppe Tarantino, detentore di alcune quote societarie della vecchia gestione del Bar Alba, con sede in piazza Don Bosco e a Mondello, “allora tenuto in vita anche con i soldi del clan” spiegano i militari della finanza. "Oggi la gestione è passata alla Apr srl - spiega in una nota la nuova società - che non ha nulla alcun legame e alcuna continuità economica o giuridica". “Non si può permettere alla criminalità - spiega il comandante Giovanni Padula, del nucleo speciale della guardia di finanza di Roma - di controllare attività economiche, esigere il pizzo o reinvestire somme in altre attività gonfiando quelli che sono i serbatoi delle risorse. Sono compagini criminali che hanno uno spessore storico tradizionale ed è per questo motivo che - nonostante una precedente operazione - non ci siamo fermati e abbiamo voluto portare avanti quest’azione di controllo fino ad arrivare alle nuove leve, ai nuovi sistemi d’investimento, ripercorrendo a ritroso quanto fatto in questo lasso di tempo dalla criminalità”.

La nuova gestione del Bar Alba: "Noi estranei alla vicenda"

Tramite una nota stampa, la società Apr srl (che gestisce il Bar Alba di piazza Don Bosco e Caflish-Bar Alba di viale Regina Margherita), ha voluto precisare di "non aver alcun legame e alcuna continuità economica o giuridica tanto che la predetta Apr srl ha dovuto ricominciare da zero ogni attività, richiedere ex novo autorizzazioni e licenze, e persino stipulare nuovi contratti per la locazione degli immobili e nuovi contratti per tutte le utenze, nonché comprare ai pubblici incanti buona parte delle attrezzature e degli arredi".

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