Mafia, la moglie del boss Madonia reggeva il clan di San Lorenzo: 25 arresti

Oltre 200 i carabinieri entrati in azione all'alba tra Resuttana, San Lorenzo, Zen e Tommaso Natale. In manette è finita Maria Angela Di Trapani: secondo gli investigatori stava riorganizzando Cosa nostra. In progetto l'uccisione di un mafioso "colpevole" di aver patteggiato una pena

L'uscita di Maria Angela Di Trapani - foto Ansa

Blitz antimafia nel mandamento di San Lorenzo, colpita la "famiglia" di Resuttana. Sono oltre 200 i carabinieri entrati in azione all’alba di oggi per eseguire l’arresto di 25 persone accusate a vario titolo associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento personale e ricettazione. Tra questi c’è anche Maria Angela Di Trapani, figlia di un capomafia e moglie dello storico boss Salvino Madonia.

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Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Dda, dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Salvo De Luca, sono servite a ricostruire gli assetti e le dinamiche criminali delle famiglie mafiose di San Lorenzo, Partanna-Mondello, Tommaso Natale e "Pallavicino/Zen" (tutte appartenenti al mandamento di San Lorenzo) e della famiglia mafiosa di Resuttana.

I nomi degli arrestati

Le investigazioni e gli arresti di oggi, per i quali hanno preso parte anche i militari del 9° Elinucleo di Boccadifalco, le unità cinofile di Palermo Villagrazia, gli uomini del 12° Reggimento e dello squadrone dei “Cacciatori Sicilia”,  dimostrano "ancora la perdurante capacità dell'organizzazione - spiegano dal Comando provinciale - di avvalersi della forza di intimidazione e del vincolo associativo per costringere i commercianti ad accettare l’imposizione del pizzo".

I pentiti hanno già in passato parlato del ruolo di Mariangela Di Trapani, tanto che la donna venne arrestata nel 2008. Per gli inquirenti reggeva le sorti del clan mentre il marito, pluriergastolano, era detenuto al 41 bis, riuscendo a portare all'esterno gli ordini che il boss mandava ai suoi dal carcere. Condannata a 8 anni, ha scontato la pena. Per l'accusa sfruttava i colloqui in carcere col marito e i cognati Nino e Giuseppe, entrambi capimafia ergastolani, per mantenere i contatti dei familiari col mandamento di Resuttana, guidato dai Madonia dai tempi in cui a comandare era il suocero di Mariangela, Francesco.

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Tra le decisioni veicolate all'esterno grazie al contributo della Di Trapani, secondo gli inquirenti che l'arrestarono nel 2008, ci sarebbe stata quella di eliminare l'allora reggente di San Lorenzo Giovanni Bonanno, che, oltre a a fare la cresta sulle casse del clan, avrebbe messo in giro la voce che il figlio di Mariangela e Salvino Madonia, Francesco, fosse frutto di un tradimento e non di un concepimento in provetta. Un affronto che non poteva restare impunito.

Uno dei retroscena emersi è quello del progetto di uccisione di un mafioso. La sua colpa? Aver patteggiato una pena. La vittima designata da Cosa nostra, come emerge dall'inchiesta coordinata dalla Dda di Palermo, era Giovanni Niosi. A salvargli la vita, come emerge dall'indagine, è stata solo la mediazione di alcuni boss del clan di Porta Nuova.

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