Box alla Marinella pieno di moto rubate, due persone incastrate dal gps e denunciate

Nei guai un ottantenne e un ventunenne. Insospettiti dai loro movimenti i poliziotti le hanno seguite in un seminterrato di via Calcante trovando sei moto integre, varie parti meccaniche e accessori pronti per essere rivenduti sul mercato nero

Alcune delle moto recuperate dalla polizia in via Calcante

Grazie al segnale di un sistema satellitare sono stati sorpresi dentro un box alla Marinella con quattro moto e varie parti meccaniche rubate da altri mezzi. La polizia ha denunciato per ricettazione in concorso P.V., ottantenne dello Zen, e S.A.R., 21enne del quartiere San Lorenzo. Ad attirare l’attenzione dei poliziotti due persone sospette che si trovavano in via Calcante.

“All’arrivo della pattuglia - spiegano dalla Questura - si sono immediatamente allontanati e sono scesi nel seminterrato di un immobile, sperando probabilmente di non essere stati notati. Agli agenti invece non sono sfuggiti i loro movimenti furtivi e così li hanno seguiti nel seminterrato. Qui la sorpresa: alcune moto di grossa cilindrata e un’ innumerevole quantità di parti meccaniche smontate di motocicli, poi risultate rubate”.

Alle domande dei poliziotti i due l’ottantenne e il giovane non hanno potuto far altro che ammettere le proprie responsabilità e confessare la natura furtiva di quanto trovato nel box: parti meccaniche e accessori di moto che poi avrebbero probabilmente rivenduto sul mercato nero o anche attraverso annunci sui vari siti internet. I poliziotti hanno trovato inoltre un mazzo di chiavi appese al muro che, da ulteriori verifiche ed accertamenti hanno appurato essere quelle di accesso ad un box attiguo.

“Una volta aperto - aggiungono dalla Questura - al suo interno hanno così rinvenuto ulteriore refurtiva della stessa natura come accessori e altre moto di grossa cilindrata di prestigiose case produttrici, tutte risultate recentemente rubate, tra cui anche quella segnalata dal localizzatore satellitare, rivelatasi di fatto, un’inconsapevole esca per i ricettatori”.

Recuperate sei motociclette e altre due parzialmente smontate, oltre a telai, un organo motore e una lunga serie di parti meccaniche, carenature, accessori e caschi, nonché materiale per l’imballaggio e la spedizione, chiara traccia della vendita online della merce. Addosso ai due indagati sono stati trovati 2.250 euro in contanti dei quali non sono stati in grado di fornire alcuna giustificazione. Il denaro è stato sequestrato in quanto ritenuto probabile provento dell’attività di vendita illecita di ricambi.

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Le motociclette, dopo gli accertamenti di rito, sono state riconsegnate ai legittimi proprietari, mentre il restante materiale è stato posto in custodia giudiziale. I cittadini tornati in possesso dei propri beni hanno ringraziato gli agenti, congratulandosi per l’efficacia e la tempestività del loro intervento. Da una prima stima il valore della refurtiva rinvenuta ammonterebbe a circa 150 mila euro.

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