"Cortile pubblico trasformato in privato": l'assessore Catania denunciato con altre 13 persone

Secondo l'accusa i proprietari di un condominio di via del Celso hanno trasformato un vecchio cortile comunale del centro storico in uno spazio privato grazie a un cancello. La replica: "Ho acquistato nel 2009 su una concessione del 2002 in cui il cancello era autorizzato"

L'assessore Giusto Catania

Spazio comunale diventa privato dopo la costruzione di un cancello. L'assessore all'Urbanistica Giusto Catania, insieme ad altre tredici persone, è stato indagato e denunciato in Procura per il reato di "invasione di terreni o edifici". Secondo l'accusa i proprietari di un condominio di via del Celso che si trova a pochi passi dalla sinagoga di piazza Gran Cancelliere, hanno trasformato un vecchio cortile pubblico del centro storico in uno spazio privato appannaggio di pochi. Tra gli indagati c'è anche la moglie di Catania. "Ho acquistato nel 2009 sulla scorta di una concessione del 2002 che prevedeva il cancello. Dalle carte in mio possesso - dichiara l'assessore a PalermoToday - questo cancello che divideva il cortile in due era autorizzato. Ad ogni modo non ho ricevuto ancora alcuna comunicazione in merito a questa vicenda. Sarà la Procura a fare chiarezza".

A dare il via alle indagini della polizia municipale è stato un esposto fatto alla fine dell’anno scorso in cui veniva segnalato il potenziale crollo di alcune parti di una palazzina pericolante vicina a quella dei 14 indagati. Una segnalazione che ha messo in moto tutte le procedure burocratiche per la messa in sicurezza dell’immobile. "La segnalazione per l'edificio pericolante l'abbiamo fatta noi condomini! Figuriamoci se avevamo qualcosa da nascondere", aggiunge l'assessore Catania. Uno dei comproprietari dell’immobile a rischio ha trovato chiuso il cancello di un vicolo che porta al cortile degli Schiavi, trovandosi costretto a scrivere al Comune per chiederne l’apertura e consentire l’ingresso del carrello elevatore della ditta incaricata dei lavori.

cortile pubblico privato via del celso-2

Cercando tra carte, progetti e concessioni, quel cancelletto nero - uguale a quelli utilizzati per i lavori di ristrutturazione delle case dei 14 indagati - non risultava. Come di fatto avrebbe poi confermato il Comune stesso chiarendo che "l'ufficio Città storica - si legge nell'informativa arrivata in Procura - non ha autorizzato né concesso l’uso di cortile degli Schiavi, come si evince dagli elaborati grafici di rilievo e di progetto (piante) che non riportano alcun cancello su via del Celso, ancorché nel prospetto, venga riportato un cancello presumibilmente preesistente". Quando ormai era diventato chiaro a tutti che presto si sarebbe scatenata una tempesta, qualcuno negli ultimi mesi avrebbe fatto sparire nottetempo due cancelletti rendendo nuovamente accessibile (sebbene solo da un lato) cortile degli Schiavi.

Nel corso degli accertamenti, ancora al vaglio della Procura, sono state inoltre sequestrate 20 basole in pietra di billiemi che qualcuno - evidentemente impegnato nella ristrutturazione di una delle palazzine in questione - aveva lasciato accatastate nello spazio "privatizzato". Venti basole (utilizzate in passato per le strade cittadine) che sarebbero sparite dal cortile per essere rimpiazzate con dei mattoni in cemento e di cui gli indagati non hanno saputo fornire alcuna spiegazione.

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