"Buco da 61 milioni al Civico", dopo l'allarme dei sindacati arriva l'ispezione in ospedale

I componenti della commissione Sanità hanno passato cinque ore tra Civico e Di Cristina, incontrando anche il manager Roberto Colletti, alle prese anche con la nomina di direttori sanitari e amministrativi. Il sindacato Cimo: "Serve discontinuità rispetto ai responsabili del disavanzo"

L'ispezione della commissione Sanità all'Ars

Gli ispetori negli ospedali Civico e Di Cristina. Dopo le audizioni di sindacati e medici la VII commissione regionale Sanità, guidata da Margherita La Rocca Ruvolo, ha trascorso quasi cinque ore nelle due strutture ospedaliere per verificare problemi e criticità sollevate nel tempo e che, secondo l’assessorato alla Salute, avrebbero contribuito a creare un disavanzo per l’azienda Arnas Civico di 61 milioni di euro. Come certificato dalla Regione nel decreto assessoriale 786/2019 dall’Agenzia ministeriale per i servizi sanitari.

Dopo i sopralluoghi nei due ospedali i componenti della commissione hanno incontrato il direttore generale Roberto Colletti per fare il punto della situazione, chiedendogli successivamente di predisporre un piano di rientro per contenere le perdite e riportare al centro di attenzioni e sforzi l’erogazione di prestazioni che, diversamente, rischiano di avvantaggiare il settore privato. In poche parole bisogna invertire il trend e per farlo si dovrà intervenire su un altro tasto dolente.

Sono scaduti infatti i 15 giorni concessi dall’assessore Ruggero Razza (dalla firma dei contratti dei supermanager) per nominare i direttori amministrativi e sanitari, fondamentali per mandare avanti la baracca. Un ritardo condizionato dalla politica e dal concomitante appuntamento elettorale delle europee. Per i sindacalisti del Cimo il disavanzo da 61 milioni, “pari al 40% dell’intero deficit di tutte le aziende ospedaliere, è ascrivibile per intero alla passata gestione affidata a Giovanni Migliore e Lia Murè” e proprio per questo - nel pieno delle toto nomine - chiedono un “chiaro segnale di discontinuità”.

“Da due audizioni dei sindacati - ha spiega Margherita La Rocca Ruvolo, deputata regionale eletta alle regionali in quota Udc - sono emerse diverse criticità, quindi abbiamo assunto l’impegno di verificare per vederci chiaro e per tentare di risolvere, in sinergia con il governo regionale, i problemi riscontrati. La commissione ha invitato il direttore generale a procedere celermente verso una soluzione delle questioni aperte, attendiamo adesso una sua relazione per capire quali iniziative saranno messe in campo, la nostra attenzione sarà massima”.

"Attrezzature comprate e mai usate", ecco il dossier

Numerosi i problemi segnalati, già un anno fa, dal sindacato Cimo: “Sprechi per finanziare corsi di formazione per implementare i modelli organizzativi mai concretamente applicati, l’annuncio della creazione della Cardiochirurgia pediatrica che avrebbe dovuto essere unica struttura regionale al servizio dei cardiopatici congeniti e che in questo momento non trovano altro riferimento a livello regionale. Ad oggi
nonostante una spesa di 1,3 milioni e nonostante la struttura sia completa, non è stata ancora attivata; il mancato trasferimento all’Ospedale dei bambini dell’oncoematologia pediatrica; problemi nel funzionamento del pronto soccorso; l’assenza di una risonanza magnetica funzionante; la presenza di condizioni di lavoro infermieristiche pessime; la carenza del laboratorio durante le ore notturne”.

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