Scuola, da Palermo un appello al governo che verrà: "Riconoscere autonomia ai collaboratori del dirigente"

Il punto di vista del presidente di Ancodis Palermo Rosolino Cicero

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Leggiamo in queste ore dell’apertura di 6 tavoli tecnici nei quali il Pd ed il Movimento 5 Stelle si confronteranno per realizzare una piattaforma programmatica finalizzata a far partire una possibile nuova esperienza di governo. Tra i temi, in particolare, quello della scuola suscita la nostra attenzione e, dunque, riteniamo di intervenire in merito alla tema della governance delle autonome istituzioni scolastiche. Se l’Autonomia scolastica – ai sensi del DPR 275/1999 - resta nella visione comune alle due forze politiche allora non può non essere aperto il tema della vera autonomia oggi ferita e indebolita da scelte politiche di questo ventennio che di fatto hanno consentito soltanto una parziale attuazione. Ed, in particolare, ci riferiamo all’Autonomia organizzativa – l’art. 5 – (e finanziario-gestionale) che di fatto non ha messo i dirigenti scolastici nelle condizioni di attuare pienamente e coerentemente al Ptof quanto programmato e definito negli OO.CC..

Le scuole oggi sono bloccatte in una visione organizzativa e gestionale arcaica e inadatta a rispondere pienamente ai bisogni ed agli obiettivi dell’autonomia scolastica. O si prende atto che la qualità dell’offerta formativa di una scuola è strettamente dipendente dalla qualità della sua governance oppure continuiamo a vivere una condizione spesso confliggente se non avversa a quanto si vuol realizzare per il bene dei nostri alunni. Ecco, dunque, la necessità di porre attenzione al tema della moderna governance che, fondata sulla figura del dirigente scolastico coadiuvato dal Dsga, preveda giuridicamente e contrattualmente la presenza di figure intermedie di sistema – Collaboratori/Middle management – che contribuiscono con la loro esperienza e professionalità a portare avanti il progetto educativo e formativo di ciascuna scuola. Forse è il caso di ricordare che una moderna governance sostiene l’autonomia scolastica migliorando l’offerta formativa e garantendo qualità ed efficienza nelle attività didattiche e nei servizi ad alunni e famiglie. Desideriamo far notare, dal nostro punto di vista, che l’aspetto gestionale-organizzativo sta alla base del funzionamento e che i dirigenti scolastici - senza il nostro apporto professionale ed il quotidiano lavoro - difficilmente potrebbero “governare” un sistema che in questi ultimi anni è divenuto sempre più complesso e gravato da numerose incombenze che vanno dalla didattica alla sicurezza!

Ancodis condivide l’importanza di investire in istruzione e cultura portando tutti i parametri agli standard europei. Suscita “ovvio interesse” la volontà di adeguare gli stipendi dei docenti alla media europea: vogliamo però evidenziare alle due principali forze politiche in campo che guardare alla scuola europea significa anche guardare al funzionamento dei sistemi scolastici europei che tanta attenzione pongono alla governance ed all’autonomia, con presidi/dirigenti coadiuvati da figure intermedie (Middle management) che godono di un riconoscimento giuridico in una carriera autonoma o integrata. Riteniamo ormai ineludibile il tema del riconoscimento delle nostre professionalità che da anni si sono formate con grande impegno e spirito di servizio, con competenze professionali spese quotidianamente nella gestione e nella organizzazione delle comunità scolastiche!

I collaboratori del DS (si ricordino i tanti collaboratori che si trovano in istituzioni affidate a DS reggenti senza nemmeno poter fruire di un esonero dalle attività didattiche!) non sono semplici esecutori: infatti, – nella specificità delle diverse funzioni delegate – godono di una posizione di autonomia e di osservatorio privilegiato che consentono loro in tempo reale di suggerire possibili cambiamenti organizzativi e gestionali. Ecco, dunque, la posizione di ANCoDiS: se si guarda alla scuola italiana del prossimo decennio, non si può escludere dagli obiettivi prioritari una innovazione legislativa e contrattuale (in primis culturale!) che porti al riconoscimento dei collaboratori dei dirigenti in una nuova struttura organizzativa della scuola autonoma, con figure che abbiano specifiche competenze e funzioni riconducibili al middle management anglosassone (per favore smettiamola di parlare di aggravi di spesa perché si tratta di investire nelle professionalità presenti in ciascuna scuola!). Possiamo leggere e ascoltare anche queste “novità” tra quelle che si vogliono portare avanti nella prossima esperienza di governo e che darebbero il segno di una volontà politica davvero innovativa e moderna? ANCoDiS è pronta a dare il proprio concreto contributo con proposte che ritiene ragionevoli, moderne e sostenibili. Attende soltanto di essere ascoltata.

Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo

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