Dopo l'aggressione all'autista si corre ai ripari: sui bus vetri antisfondamento e telecamere

Lo ha deciso il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto De Miro. L'Amat dovrà adottare "con urgenza" un piano di adeguamento dei mezzi. Sistemi di videosorveglianza anche nei capolinea e nelle fermate "critiche"

Un bus dell'Amat

Vetri antisfondamento a protezione della cabina di guida, telecamere interne ed esterne, sistemi d'allarme che consentano un contatto diretto con le sale operative delle forze di polizia. Sono queste alcune delle contromisure che l'Amat dovrà adottare a salvaguardia degli autisti, su input del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

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L'organismo, presieduto dal prefetto Antonella De Mirio, ha dedicato un focus sulla sicurezza dei trasporti pubblici urbani dopo l'aggressione subita domenica scorsa da un autista dell'Amat a opera di un branco di giovani alla fermata di Villa Adriana della linea 628. 

Al tavolo erano presenti, oltre ai vertici locali delle forze di polizia, l'amministratore unico dell'Amat, Michele Cimino, e l'assessore comunale alla Mobilità, Iolanda Riolo. Il prefetto ha raccomandato che l'azienda predisponga "con carattere di urgenza" un piano di adeguamento dei mezzi e di acquisizione di nuove tecnologie, al fine di "assicurare la massima protezione al proprio personale dipendente".

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Oltre ai vetri divisori antisfondamento a protezione della cabina di guida, gli autisti dovranno essere muniti di telefoni cellulari per eventuali chiamate dirette ai numeri di emergenza. I sistemi di videosorveglianza dovranno essere installati anche nei capolinea e nelle fermate che presentano situazioni di maggiore criticità. Infine, il prefetto De Miro ha spinto l'Amat ad avviare programmi di formazione del personale "allo scopo di fornire ogni utile elemento di conoscenza sulle procedure operative di sicurezza".

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