Quando L'Ora sfidava Luciano Liggio e la mafia si ribellò con 5 chili di tritolo

Per ricordare Vittorio Nisticò, l'ex direttore del quotidiano, il "Comitato ex giornalisti de L'Ora", presieduto da Marcello Sorgi, ha promosso a Palermo una giornata di celebrazioni per domenica 29 settembre

Per ricordare Vittorio Nisticò, l'ex direttore del quotidiano l'Ora di Palermo, maestro di tre generazioni di cronisti, il "Comitato ex giornalisti de L'Ora", presieduto da Marcello Sorgi, ha promosso a Palermo una giornata di celebrazioni, domenica 29 settembre. Si comincia alle 10,30, in piazzetta Francesco Napoli, con lo scoprimento d'una targa commemorativa, da parte del sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

"Le iniziative per il centenario di Vittorio Nisticò, storico, e per certi versi epico direttore de L'Ora, sono l'occasione per una riflessione sull'importanza del rispetto e della sfida del tempo come condizione irrinunciabile del cambiamento e come rifiuto della soffocante palude dell'eterno presente - dice Orlando -. Sono passati sessant'anni dalla prima inchiesta con la quale L'Ora di Nisticò osò sfidare la Mafia di Luciano Liggio, subendone per conseguenza un attentato alla tipografia, fatta saltare in aria con cinque chili di tritolo. Sono passati 25 anni da quel 9 maggio 1992, giorno in cui le rotative di quella tipografia si fermarono per sempre, nonostante l'evocativo "Arrivederci" stampato in prima pagina. Solo dieci giorni prima dall'inizio della mattanza mafiosa che, in virtù della indignata e ferma reazione dei cittadini e dello Stato, segnò un punto di non ritorno. La Palermo di oggi non è più la capitale della mafia di cui L'Ora, quotidianamente, svelava con grande mestiere, oltre che con coraggio e sacrificio di vite, gli aspetti più cupi ed inquietanti".

E ancora: "La Palermo di oggi è capitale delle Culture e dei diritti, grazie al fatto che abbiamo appreso l'importanza del rispetto che si deve al tempo per affrontare le sfide quotidiane e per contrastare populismo, radicalizzazioni e perversioni identitarie. A Palermo abbiamo imparato ad avere rispetto del tempo, coltivando la memoria del passato e promuovendo la speranza ed il progetto del futuro. Così facendo abbiamo compreso che occorre accettare la sconfitta di oggi, non come morte ma come conseguenza di una vittoria di ieri o come premessa di una vittoria di domani. Senza violenza, senza incoerenza, senza scorciatoie". E conclude: "Tutto questo per dire che L'Ora - mai titolo di giornale poteva essere più emblematico - e la scuola giornalistica di cui fu mentore Vittorio Nisticò, hanno contribuito significativamente alla realizzazione del cambiamento di Palermo, pur nella consapevolezza che solo il tempo ne avrebbe potuto far maturare i frutti migliori".

Il secondo appuntamento della giornata, alle 18,30, al Teatro Santa Cecilia (via Piccola del Teatro Santa Cecilia 5, ingresso libero fino ad esaurimento posti), è organizzato in collaborazione con il Brass Group e con la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, che in ottobre pubblicherà il libro "L'Ora - Edizione straordinaria. Il romanzo di un giornale raccontato dai suoi cronisti".

Sarà un reading di brani di editoriali e di testi di Nisticò pubblicati su "Accadeva in Sicilia" (Sellerio Editore, 2001). Sullo schermo interviste a Nisticò ed altri giornalisti dell'Ora, realizzate dalla Rai negli anni 1974-90. Gli intermezzi musicali saranno curati dal Brass Group (sul palco il Trio formato da Vito Giordano, flicorno, Diego Spitaleri, piano e Giuseppe Costa, contrabbasso), con tre canzoni de "I Travaglini" che si intersecano con la storia de L'Ora, interpretate da Costanza Licata, accompagnata al piano da Ignazio Garsia (testi di Mauro De Mauro e Salvo Licata, musica di Garsia). Durante la serata sarà proiettato un video di immagini relative a L'Ora, con particolare riferimento alle figure di Vittorio Nisticò, Mauro De Mauro, Salvo Licata e Nino Sofia e saranno anticipate copertina e pagine del libro "L'Ora - Edizione straordinaria"

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