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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Patanè, Di Quattro, Farina e Nobile

L'origine dei cognomi Patanè, Di Quattro, Farina e Nobile.

Patanè

(come Giuseppe Patanè, direttore d’orchestra napoletano)

Patanè è un cognome epanghelmatico (cioè significante mestiere) e deriva dal greco moderno μπατανία – πατανία (patanìa) con il significato di “coperta grezza”; probabilmente si riferisce al mestiere del capostipite, che confezionava coperte. Questo cognome potrebbe derivare anche da denominazione dialettale dei toponimi Aci Platani (CT), Acquaviva Platani (CL), San Biagio Platani (Ag).

Il cognome è diffuso in poco più di trecento comuni in gran parte siciliani; presenze meno numerose sono in Lombardia, Lazio, Liguria, Piemonte, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna, e nelle altre regioni italiane. In Sicilia è molto frequente nella fascia orientale, nel catanese (Catania, Giarre, Acireale, Santa Venerina, Aci Castello, Mascali, Riposto, Aci Catena, Fiumefreddo di Sicilia, Aci Sant’Antonio, Paternò, Zafferana Etnea, Misterbianco, ecc.), nel messinese (Messina, Giardini Naxos, Gaggi, Taormina, Milazzo, Roccalumera, Francavilla di Sicilia, Graniti, Leni, Alì Terme, Letoianni, ecc.), nel siracusano (Avola, Siracusa, Augusta, Noto, Carlentini, ecc.), ma è presente anche nelle rimanenti province, nel palermitano (Palermo, Bagheria, Santa Flavia, Misilmeri, Monreale, ecc.)nel trapanese (Pantelleria, Mazara del Vallo, ecc.), nell’ennese (Agira, Regalbuto, ecc.). Ha come variante Patane (senza accento finale), forma sicuramente originata da un errore di trascrizione della prima.

Riferimenti storici e personaggi – La famiglia Patanè di Messina, con Carlo e suo fratello Francesco, nel 1905 ebbe riconosciuto il titolo di barone di San Martino e venne iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana. Mons. CARMELO PATANE’ di Giarre (XIX-XX secolo) – arcivescovo di Otranto e poi di Catania (dal 7 luglio 1930 al 3 aprile del 1952). GIUSEPPE PATANE’ (Napoli 1/1/1932-Monaco di Baviera 29/5/1989) – Noto direttore d’orchestra italiano, proveniva da una famiglia con tradizioni musicali illustri: il padre era stato direttore d’orchestra di rango internazionale, il nonno materno leggendario direttore della banda musicale di Napoli. Giuseppe Patané a 19 anni esordì come direttore con una “Traviata” in cui il protagonista maschile era Beniamino Gigli, poi la sua carriera prese il volo, negli anni sessanta, con rapporti di collaborazione fissa con la Deutsche Oper Berlin e con la Wiener Stratsoper, poi con tutti i grandi palcoscenici lirici internazionali dove era considerato uno dei direttori più esperti e apprezzati della sua epoca. Morì fulminato da un infarto sul podio del Nationaltheater di Monaco, mentre si accingeva ad iniziare una recita de “Il Barbiere di Siviglia”. FRANCESCO PATANE’ (Acireale 1/6/1902 – 21/6/1960) – pittore, scultore, incisore; fu artista silenzioso e schivo, per oltre mezzo secolo la sua presenza fu attiva nel campo della pittura, scultura, restauro, sbalzo in rame d incisioni. Fu attivo nella città natale, dove lasciò alcuni lavori per la navata centrale della cattedrale e per la Basilica di San Sebastiano , a Piedimonte Etneo e ad Aci San Filippo. FRANCESCA PATANE’ (Dumenza, Varese 1960), soprano lirico; proviene da una illustre famiglia di musicisti: è figlia del maestro Giuseppe Patanè e nipote del maestro Franco Patanè. È cresciuta tra Berlino e New York; dopo aver lavorato come modella nel campo della moda è ritornata in Italia iniziando la sua carriera, come soprano lirico spinto, a Torino con l’opera Adriana Lecovreur sotto la direzione del maestro Oren. La duttilità della sua voce le permette di spaziare in un repertorio che comprende Macbeth e Turandot, ma anche Tosca, Manon Lescaut, La Forza del Destino, Tabarro, ecc. La soprano Patanè, ha eseguito diversi concerti nei più famosi teatri del mondo: Torino, Trieste, Catania, Genova, ma anche Chicago, Stoccarda, Tokio, Bilbao, Atene, Berlino, New York ecc...

Di Quattro

(come Costanza di Quattro, scrittrice, giornalista, direttrice artistica del Teatro Donnafugata)

Di Quattro ha alla base un soprannome formato, non con chiara motivazione, dal numero quattro: potrebbe essere riferito a capostipite, quarto nato in una famiglia numerosa. La preposizione semplice che precede “Quattro” sta ad indicare che si tratta di un cognome patronimico, corrispondente a il figlio/la figlia di…Quattro. Si tratta di un cognome molto raro, diffuso soprattutto in Sicilia, nel ragusano (Ragusa, Comiso, Vittoria, Santa Croce Camerina, Modica, Acate, Scicli, Giarratana), nel catanese (Mazzarrone, Raddusa, Catania, Caltagirone, Gravina di Catania), nel messinese (Messina, Giardini Naxos,) nel siracusano (Canicattini Bagni). Alcune famiglie Di Quattro sono censite in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana). Meno nota è la variante Quattro (in Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle D’Aosta, Sardegna, Calabria, Sicilia).

Riferimenti storici e personaggi. CORRADO DI QUATTRO (Ragusa 1/4/1938), dottore commercialista, deputato regionale nella X Legislatura, gruppo Democrazia Cristiana. Già componente della Direzione regionale della DC, fu assessore al comune di Ragusa, consigliere e assessore provinciale. È stato uno dei più convinti sostenitori della Legge su Ibla. Il comune di Ragusa gli ha intitolato una strada all’ingresso della zona artigianale di contrada Mugno. COSTANZA DI QUATTRO (Ragusa 1986), scrittrice, giornalista, laureata in lettere moderne: dal 2008 si occupa del Teatro Donnafugata e, dal 2010, ne ha assunto la Direzione artistica. Qui organizza le stagioni di prosa, di musica classica, teatro per bambini, festival e mostre. Ha collaborato con “Il Foglio” e con alcune testate giornalistiche on line. I suoi scritti spaziano dalla critica sociale al costume, dal mondo della cultura al teatro; tra le sue più recenti pubblicazioni si ricordano: “Giuditta e il monsù”,2021, “Donnafugata”,2020, “La mia casa di Montalbano. La storia da romanzo della villa di Puntasecca, da Bufalino a Camilleri”, 2019. VERONICA DI QUATTRO (Bologna 1984), amministratore delegato di DAZN, secondo la classifica di Inspiring Fifty “una delle 50 donne più influenti in Italia” nel mondo della tecnologia. Ha rivestito ruoli importanti, uno dei quali l’ha vista responsabile di Spotify Italia. Ha una laurea in marketing all’Università di Bologna e una specializzazione in International Management alla Bocconi di Milano. In DAZN dal 2018, con il ruolo di chief customer & innovation officer, gestisce un team di 500 persone distribuite in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone. GIAMBATTISTA DIQUATTRO (Bologna 18/3/1954), arcivescovo e diplomatico vaticano. Ordinato sacerdote per la diocesi di Ragusa nel 1981, dopo aver frequentato la Pontificia Accademia Ecclesiastica, era entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede prestando servizio in missione diplomatica nelle rappresentanze pontificie nella Repubblica Centrafricana, nel Congo e nel Ciad, nelle Nazioni Unite a New York, nella Segreteria Vaticana di Stato, e nella Nunziatura Apostolica in Italia. Nel 2005, nominato da papa Giovanni Paolo II, è stato Nunzio Apostolico a Panama; nel 2008 Nunzio Apostolico in Bolivia (nominato da papa Benedetto XVI); nel 2017 Nunzio Apostolico in India e Nepal (nominato da papa Francesco).  Attualmente è Nunzio Apostolico in Brasile. ANGELO DIQUATTRO, pittore autodidatta ragusano.

Farina

(come Salvatore Farina, scrittore e giornalista, narratore di fama internazionale)

Farina dovrebbe derivare da soprannome attribuito nel medioevo a tutti coloro che lavoravano direttamente il grano ed i suoi derivati per la macinazione e la vendita come panettieri; il termine deriva, a sua volta, dal latino medioevale “farinarius”(mugnaio). Da lì derivano le varianti come La Farina, Farinacci, Farinaccio, Farinari, Farinelli, Farinetti, ecc. Farina è molto diffuso in tutta la penisola, frequente soprattutto in Lombardia, Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana, Puglia, Liguria, Calabria, ma anche nelle isole di Sardegna e Sicilia. In quest’ultima è noto un po’ ovunque con occorrenze maggiori, in particolare, nel palermitano (Palermo, Santa Flavia, Bagheria, Castronovo di Sicilia, Monreale, Altavilla Milicia, Misilmeri, Ficarazzi, Sclafani Bagni, Trabia, Carini, Vicari, Campofiorito, Gangi, Roccapalumba, ecc.), nel catanese (Catania, Randazzo, Giarre, Paternò, Misterbianco, San Giovanni La Punta, Castiglione di Sicilia, Pedara, Aci Catena, San Gregorio di Catania, Aci Castello, Mascali, ecc.), nel messinese (Santo Stefano di Camastra, Messina, San Piero Niceto, Patti, Barcellona Pozzo di Gotto, Sant’Agata Militello, Torregrotta, Acquedolci, Casalvecchio Siculo, Capri Leone, Furci Siculo, Santa Teresa Riva, ecc.), nel trapanese (Mazara del Vallo, Pantelleria, Marsala, Trapani, Petrosino, Partanna, ecc.), nell’agrigentino (Caltabellotta, Santo Stefano di Quisquina, Sciacca, Porto Empedocle, Canicattì, ecc.), nel siracusano (Palazzolo Acreide, Siracusa, Augusta, ecc.), nel ragusano (Monterosso Almo, Acate, Giarratana ecc...).

Riferimenti storici e personaggi - Farina fu antica e nobile famiglia di Rivarolo Canavese (To) di chiara virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni italiane. Il primo personaggio di cui si ha memoria è un Cristoforo Farina, morto nel 1645; suo figlio, Bartolomeo Farina, morto nel 1677, era maresciallo d’alloggio nelle guardie del principe Tommaso. Un altro Bartolomeo, nipote del primo, morto nel 1749, fu chirurgo maggiore del reggimento di Saluzzo. GIANNI FARINA (Caiolo, Sondrio 10/1/1941) ingegnere civile, deputato della Repubblica italiana dalla XV alla XVII legislatura, eletto nella circoscrizione Estero A (Europa), nella lista del PDI (Partito Democratico Italiano). DANIELE FARINA (Milano 23/9/1964), attivista e politico, promotore delle battaglie e delle attività sociali e culturali del Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito di Milano. È stato deputato della Repubblica Italiana nelle XV e XVII legislature, eletto da indipendente nelle liste della Sinistra Europea – Rifondazione Comunista. SALVATORE FARINA (Sorso, Sassari 10/1/1946 – Milano 15/12/1908)), scrittore e giornalista, narratore di fama internazionale, scrisse romanzi che per il loro carattere sentimentale sono stati accostati a quelli di Charles Dickens. La sua carriera di scrittore fu assai prolifica, la sua bibliografia, ricca di circa 70 titoli, comprende alcune opere che ebbero grande successo di pubblico e di critica e una grande fortuna all’estero, soprattutto in Germania. Fu traduttore, consulente e adattatore di libretti d’opera, insieme ad Enrico Boito e Vittorio Imbriani. Collaborò come redattore con diverse pubblicazioni periodiche (“Nuova Antologia”, “Rivista Italiana”, “Gazzetta Letteraria”, ecc.). Fra i La Farina vengono ricordati: CARMELO LA FARINA (Messina 1786/1852), politico, archeologo, erudito, matematico, una delle figure più interessanti del panorama messinese dei primi decenni del secolo XIX. Fu strenuo sostenitore della realizzazione di un museo civico messinese e descrisse e raccolse le antichità di Messina, sia quelle ritrovate casualmente tra le macerie scampate ai terremoti, sia i manufatti archeologici esito delle campagne di scavo. Fu padre di GIUSEPPE LA FARINA (Messina 1815 – Torino 1863), politico, storico, patriota, di idee repubblicane. Partecipò ai moti del 1837 e alla rivoluzione del 1848 in Sicilia; fu in esilio in Francia e poi a Torino dove, nel 1856 appoggiò la monarchia e collaborò con Cavour. Inviato nel 1860 in Sicilia con l’incarico di affrettarne l’annessione al Piemonte, fu espulso da Garibaldi. Tornato in Sicilia qualche mese dopo e scontratosi con la violenta ostilità delle fazioni autonomista e repubblicana, fu costretto a lasciare l’isola ancora una volta. Deputato nel 1860, consigliere di Stato e ministro della pubblica istruzione, passò all’opposizione dopo la morte di Cavour.

Nobile

(come Umberto Nobile, esploratore, ingegnere, accademico, inventore)

Nobile nasce probabilmente come cognominizzazione del soprannome “nobile”, attribuito in passato a chi apparteneva ad un casato nobile ma anche a chi si mostrava tale per portamento, modi, azioni, sentimenti. Non è da escludere che l’uso fosse anche scherzoso. Il cognome ha varianti in Nobili, De Nobili, Nobilini, ecc. Il cognome nobile è assolutamente panitaliano, presente soprattutto in Sicilia, Lombardia, Puglia, Piemonte, e, quindi, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Calabria, Toscana, ecc. É molto diffuso in Sicilia, in tutte le province, in particolare nel palermitano (Palermo, Partanna, Valledolmo, Trabia, Montelepre, Santa Flavia, Bagheria, Borgetto, Aliminusa, Villalba, Cefalà Diana, Balestrate, ecc.), nell’agrigentino (Favara, Agrigento, Ravanusa, Naro, Ribera, Casteltermini, Canicattì, Campobello di Licata, ecc.), nel catanese (Caltagirone, Catania, Mirabella Imbaccari, Gravina di Catania, Licodia Eubea, Grammichele, San Pietro Clarenza, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Rosolini, Carlentini, Pachino, Noto, Floridia, ecc.), nel messinese (Barcellona Pozzo di Gotto, Castel di Lucio, Messina, Milazzo, ecc.), nel ragusano (Ragusa, Ispica, Vittoria, Chiaramonte Gulfi, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi. UMBERTO NOBILE (Lauro, Avellino 21/1/1885 – Roma 30/7/1978), generale, esploratore, ingegnere, accademico, divenne famoso al grande pubblico per le sue due trasvolate in dirigibile del polo Nord. Fu deputato dell’Assemblea costituente, come indipendente, della lista del Partito Comunista Italiano. È stato uno dei più importanti inventori e progettisti del secolo XX; le sue invenzioni e i suoi numerosi testi scientifici hanno dato un grandissimo contributo alla ricerca scientifica. Viene ricordato, inoltre, per la drammatica tragedia del dirigibile “Italia” che, tra maggio e luglio del 1928, tenne in apprensione milioni di italiani per la sorte del comandante e del suo equipaggio sui ghiacci al Circolo Polare Artico. CARLOTTA NOBILE (Roma 20/12/1988 – Benevento 16/9/2013), storica dell’arte, violinista, scrittrice e blogger. Dal 2010 e fino alla morte fu direttore artistico dell’Orchestra da camera dell’Accademia di Santa Sofia di Benevento; fu fra i più apprezzati violinisti del suo tempo. È nota anche per la sua testimonianza di coraggio contro il cancro e per la sua profonda esperienza di Fede raggiunta negli ultimi anni della sua vita, conclusasi a soli 24 anni. Nel febbraio del 2018 Carlotta è stata inserita fra i “Giovani Testimoni” del Sinodo dei Vescovi. FRANCESCO NOBILE (Palermo 8/10/1824 – Roma 2/6/1892), politico, fu senatore del Regno d’Italia nella XVII legislatura. Fu consigliere della Corte d’Appello di Palermo (1862), Primo presidente della Corte d’Appello di Messina (1881), presidente di sezione della Corte di Cassazione di Palermo (1884), presidente di sezione della Corte di Cassazione di Roma (1889). ETTORE NOBILE (Palermo 23/2/1907 – 23/3/1991), magistrato; come pubblico ministero a Palermo celebrò notevoli ed interessanti processi: è sua la requisitoria nel processo per i fatti dell’insurrezione armata di Catania del 14 e 15 dicembre del 1944; è del 1950 la sua requisitoria del primo procedimento presso la Corte d’Assise di Trapani contro i giovani gregari della banda di Salvatore Giuliano; titolare della prima sezione della Corte d’Assise di Palermo, il 14 novembre del 1969, nel processo contro Di Maio ed altri, pronunciò la sentenza con cui per la prima volta la mafia è descritta e qualificata come "associazione a delinquere". (Dall’Archivio biografico del Comune di Palermo)

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