Lunedì, 14 Giugno 2021
Cognomen omen

Opinioni

Cognomen omen

A cura di Francesco Miranda

L'origine dei cognomi Grimaldi, Nicolini, Santagati e Giuffrè

Giusi Nicolini

L'origine dei cognomi Grimaldi, Nicolini, Santagati, Giuffrè di Francesco Miranda.

Grimaldi

(come Aurelio Grimaldi, regista) Il cognome Grimaldi ha alla base il nome di origine germanica “Grimaldo”, attestato nel 666 per il re longobardo Grimoald(us) e comune dall’VIII secolo anche nella forma Grimaldus e Grimoldus, e formato da “grima(n)” ( = elmo con celata, maschera da combattimento) e “waldaz”( = potente), quindi, principe, potente con l’elmo, colui che comanda, che domina”. Il toponimo Grimaldi, comune in provincia di Cosenza, trae il suo nome dal re longobardo Grimoaldo (Cividale del Friuli 600 circa-671), già duca di Benevento e re d’Italia dal 662 al 671, che alcuni ipotizzano come il capostipite della famiglia. Grimaldi è diffuso in tutt’Italia con ceppi molto consistenti in Campania (nelle zone del Napoletano, Salernitano, Casertano, Avellinese), in Sicilia, Puglia, Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, ecc. Nella nostra regione i gruppi più numerosi si trovano nel Catanese (Catania, Caltagirone, Aci Castello, Gravina di Catania, Misterbianco, Giarre, Valverde, Mascali, Adrano, Aci Castello, San Pietro Clarenza, San Gregorio di Catania, ecc.), nel Trapanese (Trapani, Erice, Santa Ninfa, Valderice, Castelvetrano, Custonaci, Salemi, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Giuliana, Ciminna, Campofiorito, Monreale, Carini, Termini Imerese, Cefalù, Trabia, ecc.), nel Messinese (Messina, Lipari, Venetico, Milazzo, San Pier Niceto, Roccavaldina, Torregrotta, Letojanni, ecc.), nell’Agrigentino (Cattolica Eraclea, Racalmuto, Cianciana, Casteltermini, Sciacca, Agrigento, ecc.), nel Siracusano (Siracusa, Augusta, Lentini, Palazzolo Acreide, ecc.)
Riferimenti storici e personaggi. Molti considerano vero capostipite della casata dei Grimaldi il console Ottone Canella, padre di Grimaldo Canella, uomo di Stato genovese vissuto all’epoca delle crociate. La casata, divenuta una delle quattro grandi famiglie genovesi, oltre ai Doria, Spinola e Fieschi, fra i secoli XIII e XV si estese oltre i confini nazionali e generò rami celebri come quello dei Grimaldi, Signori e Principi di Monaco. Oggi parecchi portano il cognome Grimaldi senza avere alcun legame di parentela con la casata nobile originaria: nel passato era uso frequente che ai famigli si attribuisse il patronimico della casata che servivano. Aurelio Grimaldi (Modica 22/11/1957), scrittore, regista, sceneggiatore. Maestro elementare, negli anni ottanta iniziò a scrivere opere letterarie come “Mery per sempre” (da cui Marco Risi trasse l’omonimo film), “Ragazzi fuori” (diretto dallo stesso Risi). Esordì come regista con “La discesa di Aclà a Floristella” e continuò con “La ribelle” ed altri noti film: “Le buttane” (1994), premio della critica al Festival di Rotterdam, “Nerolio” (1995), “Il macellaio” (1998), “La donna lupo” (1999), “Rosa Funzeca” (2002), “Un mondo d’amore” (2003). Le sue ultime fatiche cinematografiche sono: “L’educazione sentimentale di Eugénie (2005), “L’ultimo re” e “Figli di chi si amava” (2010). Giovanni Grimaldi (Catania 14/11/1917-Roma 25/2/2001), laureato in giurisprudenza, giornalista, sceneggiatore, regista e autore di film commedie e comici. Collaborò a varie testate giornalistiche e, nel 1946, con Ruggero Maccari, fondò il giornale satirico “Pinco Pallino”, che poi assunse il nome di “Marc’Antonio”. Nel cinema esordì nel 1952 sceneggiando “Io, Amleto”, innocua parodia della tragedia di Shakespeare con Erminio Macario; a questa sceneggiatura ne seguirono altre, tutte di genere “leggero”, dalla commedia satirica, al musicarello (film su cantanti e loro canzoni più note), dai classici di Totò ai peplum (film storici in costume). Firmò la prima regia nel 1964 dirigendo Gianni Morandi in “In ginocchio da te”. Molti film di Franco e Ciccio e di Lando Buzzanca sono stati diretti da lui.

Nicolini

(come Renato Nicolini, architetto, politico, drammaturgo, deputato nazionale per diverse legislature) Il cognome Nicolini dovrebbe derivare, attraverso modificazioni ipocoristiche o patronimiche, dal nome medioevale NICOLAUS o NICOLAO e dei suoi derivati come Nicola – Nicolò: si tratta di una cognominizzazione del nome greco Νικóλαος (Nikolaos), composto da “νικη”(nike = vittoria) e “λαος” (laos = popolo, folla ), “vittoria del popolo, vincitore fra il popolo”. Nicolini è  moltodiffuso nelle regioni centro- settentrionali della penisola, in particolare in Emilia-Romagna (Rimini, Modena, Piacenza, Reggio Emilia, ecc.), in Lombardia (Brescia, Milano, Varese, Como), nelle Marche, nella Liguria, Trentino-Alto  Adige, Veneto,Piemonte, Lazio, Toscana, ecc. In Sicilia è presente nel Palermitano (Palermo, Monreale, Capaci, Trabia, Petralia Sottana) ecc.), nel Catanese (Catania, Gravina di Catania, Aci Sant’Antonio, Misterbianco, Valverde, Riposto, Acireale, Trecastagni, ecc.), nel Ragusano (Ragusa, Santa Croce Camerina), nell’Agrigentino (Grotte, Lampedusa), nel Messinese (Messina), nel Nisseno (Caltanissetta).
Riferimenti storici e personaggi – Nicolini è un’antica famiglia lucchese ammessa alla nobiltà cittadina nel 1527, detta anticamente Vernareccia; fra i suoi esponenti vengono ricordati: Angelo Nicolini (Firenze 1505 – Siena 1/8/1567), cardinale e arcivescovo cattolico. Nel 1564 fu nominato arcivescovo di Pisa e, l’anno seguente fu proclamato cardinale presbitero col “titolo di San Callisto”. Partecipò al conclave che elesse papa Pio V; morto a Siena, è sepolto nella basilica di Sante Croce a Firenze. Giuseppe Nicolini (Brescia 1788/1855), letterato e scrittore, fu docente a Brescia e a Verona; ritenuto cospiratore fu espulso dall’insegnamento nel 1821; collaborò al Conciliatore e tradusse poemetti di Byron e il Macbeth di Shakespeare. Giovanni Battista Nicolini (Collamato di Fabriano, Ancona 23/10/1905 – Sanremo 6/11/1877), patriota, aderì alla Carboneria e fu protagonista di tanti episodi di storia regionale e nazionale dal 1848 al 1861 ed oltre, ad Ancona, Firenze, Roma; fu esule in Francia e in Inghilterra, scrisse libri ed opuscoli di propaganda patriottica; fu in rapporto di collaborazione e amicizia con Mazzini, Garibaldi ed altri esponenti del Risorgimento nazionale; autore di numerosi scritti ed opere. Maria Giuseppina (Giusi) Nicolini (Lampedusa 5/3/1961), sindaco di Lampedusa dal 2012 al 2017; prima dell’elezione a sindaco aveva diretto la Riserva Naturale di Lampedusa gestita da Legambiente Sicilia-Lampedusa. Nel dicembre 2012, contro l’indifferenza degli Stat europei per i morti del Mediterraneo, inviò una lettera-appello alle autorità italiane e all’Europa con cui denunciava la realtà tragica degli sbarchi clandestini e invocava convergenza di intenti per far fronte all’emergenza immigratoria. Per il prezioso lavoro sull’accoglienza ai migranti, tutela del territorio e salvaguardia dell’ambiente, nel 2017 le è stato conferito il premio Unesco per la pace. Giovanni Nicolini (Palermo 14/4/1872 – Roma 1956), scultore, figlio di un decoratore e nipote di uno scultore. Studiò a Palermo ed esordì all’Esposizione nazionale di Palermo di 1891 dove espose una serie di bronzi. Vincitore di una borsa di studio, si trasferì a Roma dove divenne allievo di Giulio Monterverde. Autore di molte opere celebri realizzate a Palermo, a Roma ed anche in America Latina, Brasile, Cuba. Partecipò a numerose mostre, in Italia e all’estero riscuotendo sempre ampi consensi. Rosario Nicolini (Roma 1/3/1942 – 4/8/2012), architetto, politico, drammaturgo, docente universitario. Deputato della Repubblica Italiana per tre legislature (IX-X-XI), gruppo PCI, poi Partito Democratico della Sinistra, diventò noto per il suo ruolo di assessore alla Cultura del comune di Roma durante le giunte di sinistra di Giulio Argan e Luigi Petroselli, e per aver organizzato l’Estate Romana, celebre manifestazione culturale promossa a Roma e nota anche all’estero.

Santagati

(come Federica Maria Chiara Santagati, docente di Museologia presso l’Università di Catania) Santagàti è variante di Santagata, cognome molto frequente nell’Italia meridionale, formato dal toponimo Sant’Agata, comune, con varie determinazioni, in tutta l’Italia (Sant’Agata Li Battiati, Sant’Agata Militello, Sant’Agata dei Goti, Sant’Agata del Bianco, Sant’Agata di Puglia, Sant’Agata Bolognese, ecc.). Alla base dei due cognomi e delle numerose varianti da essi formatesi è il nome Agata, santa martire a Catania nel III secolo, proveniente dal latino Agatha o Agathe, adattamento del nome greco Agathē, formato dall’aggettivo agathós, agathē (buono, buona). Santagàti è diffuso soprattutto in Sicilia, nel Catanese (Misterbianco, Catania, Motta Sant’Anastasia, Ramacca, Mirabella Imbaccari, Gravina di Catania, Tremestieri Etnea, Sant’Agata Li Battiati, Nicolosi, San Gregorio di Catania, Biancavilla, Aci Castello, Paternò, Mineo, Valverde, Belpasso, ecc.), nel Messinese (Messina, Letojanni, San Filippo del Mela, Nizza di Sicilia, Taormina, ecc.), nel Nisseno (Mazzarino, Caltanissetta, Gela, ecc.), nell’Ennese (Pietraperzia, Agira, Piazza Armerina), nel Siracusano (Siracusa, Lentini, Priolo Gargallo, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Palazzo Adriano).
Riferimenti storici e personaggi. Una famiglia Santagati, ricca e nobile, originaria di Napoli, arrivò a Catania nel secolo XIV con Petruccio ed il fratello Guglielmo al seguito di re Martino, questi poi passarono a Messina e lì fondarono la famiglia che “diede alla città moltissimi distinti gentiluomini”. Un altro ramo della famiglia si stanziò in Veneto. Alessandro Santagati (Catania 1987), maestro di scacchi, istruttore aderente alla FIDE (Federazione Mondiale Giocatori di Scacchi): la Federazione lo ha inserito fra i sessante giocatori di scacchi più bravi d’Italia. Nel 2020 Alessandro Santagati ha vestito i panni del “secchione” all’interno del programma “La Pupa e il Secchione”, trasmesso su Italia Uno e condotto da Paolo Ruffini. Orazio Santagati (Catania 25/5/1923 – 28/3/1983), politico e avvocato, pubblicista. Fu deputato nazionale per cinque legislature, dal 1963 al 1983 (dalla IV alla VIII legislatura) – gruppo M.S.I (Movimento Sociale Italiano), poi MSI-DN (Destra Nazionale). Era stato assistente volontario all’Università di Catania e nella 2^ legislatura, deputato all’Assemblea Regionale Siciliana. Federica Maria Chiara Santagati (Catania), docente di Museologia presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Responsabile scientifico del Museo della Fabbrica dell’Università degli Studi di Catania. Ha anche insegnato presso altre Università italiane. Ha pubblicato vari saggi di museologia in riviste nazionali e internazionali, in atti di convegni, in volumi collettanei. Si è occupata della formazione degli artisti, della storia del collezionismo, nonché dell’organizzazione e dell’allestimento dei musei e delle esposizioni fra Ottocento e Novecento. Fra le sue monografie si segnalano “Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia”, Roma 2004, “Gli operai e l’arte del disegno. La politica per un’educazione al gusto dell’arte nella Catania dopo l’Unità”, Roma 2016. 

Giuffrè

(come Aldo e Carlo Giuffrè, attori) Il cognome Giuffrè e le sue varianti, Gioffrè, Giofrè, Giuffrida, Gioffredi, Juffrida, ecc., derivano dal nome  proprio di persona “Goffredo”, di origine germanica documentato sin dall’Alto Medioevo, e composto da GUDHA (Dio) e FRITHU (pace, amicizia), con il significato originario, quindi, di “in pace, in amicizia con Dio”. Giuffrè, in particolare, nasce come apocope gergale di Goffredo, sul calco del francese medioevale “Jaufrè”. La fama del nome Goffredo è collegata anche alla figura di Goffredo di Buglione, il conquistatore di Gerusalemme; per la variante Gioffrè, al poeta provenzale Jaufrè Rudel, che Giosuè Carducci chiama Giaufrè. Giuffrè è ben radicato in Sicilia, ma ha nuclei familiari consistenti anche in Calabria (nel  Reggino), in Lombardia, Lazio, e in altre regioni italiane (Piemonte, Campania, Toscana, ecc.). Nell’Isola Giuffrè è diffuso in tutte le province, in particolare nel Messinese (in 38 comuni, fra cui Messina, Capo d’Orlando, Lipari, Brolo, Naso, Santa Marina Salina, Sant’Angelo di Brolo, Barcellona Pozzo di Gotto, Villafranca Tirrena, San Fratello, Capri Leone, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Caltavuturo, Termini Imerese, Trabia, Caccamo, Castellana Sicula, Cefalù, Sciara, Bagheria, Misilmeri, Capaci, Ficarazzi, ecc.), nel Trapanese (Erice, Trapani, Partanna, ecc.), nel Catanese (Catania, Castiglione di Sicilia, Riposto, Gravina di Catania, Fiumefreddo, ecc.), nel Nisseno (Resuttano, Santa Caterina Villarmosa, Marianopoli, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. Gianna Giuffrè (Reggio Calabria 19/9/1916 – Roma 18/2/1998), attrice, cantante, soubrette del teatro di rivista negli anni trenta e quaranta. Lavorò con Titina De Filippo e Nino Taranto, poi con Wanda Osiris, Carlo Dapporto, il Trio Lescano. Nel 1944 fece compagnia con Renato Rascel a Napoli e a Roma lavorò con Carlo Dapporto. Partecipò alle prime trasmissioni televisive sperimentali dell’Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche). Si ritirò dalle scene nel 1945. Aldo Giuffrè (Napoli 10/4/1924 -. Roma 26/6/2010), attore, doppiatore, regista, scrittore. Nel 1945 venne assunto dalla Rai come annunciatore radiofonico: sua è la voce che il 25 aprile del 1945 da via Asiago annunciava agli Italiani la fine della seconda guerra mondiale. Nel 1946 entrò nella compagnia di Edoardo De Filippo. Nel corso delle quattro stagioni passate a contatto con il grande maestro assimilò la spontaneità nella recitazione e la versatilità che lo accompagneranno in tutta la sua carriera. Nel teatro spaziò dal teatro alla commedia e fu diretto da grandi registi come Luchino Visconti, Giorgio Strehler, Virginio Puecher ed altri e calcò grandi teatri: il Teatro di Roma, il Piccolo di Milano, lo Stabile di Palermo. E’ noto al grande pubblico anche per il suo sodalizio con il fratello Carlo Giuffrè (Napoli 3/12/1928 – Napoli 1/11/2018), attore di cinema, teatro, televisione, impegnato soprattutto nelle commedie napoletane del grande Eduardo De Filippo, nelle quali, insieme al fratello Aldo prima, e da solo dopo, ha manifestato le sue doti di attore dalla vocazione comica e grottesca.

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