Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi Friscia, Borruso, Zambuto, Sciarrone

Sergio Friscia

L'origine dei cognomi Friscia, Borruso, Zambuto e Sciarrone. 

Friscia

(come Sergio Friscia, attore comico, conduttore, cabarettista palermitano)

Cognome deverbale derivato dal verbo onomatopeico siciliano “frisciari” tradotto in italiano con strofinare, fregare, sfiorare, toccare di striscio; onomatopeico perché “formato dal suono medesimo che ne viene fuori” (Mortillaro). Friscia ha diversi significati: piccola striscia di terreno lavorato, punta della trottola, pappafico (uccello rigogolo), tavola di pino che copre gli scalmi delle navi: deriva da soprannome del capostipite. Si tratta di un cognome tipico siciliano diffuso in particolare nell’agrigentino (Sciacca, Menfi, Ribera, Sambuca di Sicilia, Caltabellotta, Villafranca di Sicilia, Santa Margherita Belice, Santo Stefano di Quisquina, Siculiana, ecc.), nel palermitano (Palermo, Cinisi, Carini, Ustica, Cefalù, Trappeto, ecc.), nel catanese (Catania, San Giovanni La Punta, Acireale, Aci Catena), nel trapanese (Trapani, Marsala), nell’ennese (Gagliano Castelferrato, Villarosa). Con piccoli nuclei Friscia è presente anche in Campania, Lazio, Calabria, Lombardia, Piemonte, ecc.
Riferimenti storici e personaggi. SAVERIO FRISCIA (Sciacca 1813-1886), medico, patriota, sociologo. Di idee mazziniane, nel 1847 fu tra gli organizzatori della rivolta antiborbonica a Sciacca e, l’anno successivo, venne eletto deputato al Parlamento generale di Sicilia. Dopo l’Unità d’Italia fu eletto al Parlamento nazionale e promosse lo sviluppo economico della sua città. Nel 1867 con Giuseppe Fanelli fondò a Napoli l’Associazione Democratico-sociale e, nel 1868, fu il primo parlamentare siciliano ad entrare nell’Internazionale Socialista. A metà degli anni Settanta si ritirò dall’Internazionale e si convertì alla pratica del riformismo parlamentare; sostenne l’avvento al potere della Sinistra e appoggiò il primo governo Depretis. FRANCESCO FRISCIA (Siculiana 5/9/1920 – Rimitello di Monte Covello 31/10/1977), generale dei Carabinieri, partecipò al secondo conflitto mondiale e si distinse nella lotta contro il banditismo; fu insignito di medaglia d’oro al valore militare, croce al merito e diversi encomi. Comandante della legione carabinieri di Catanzaro perse la vita il 31 ottobre del 1977 in una sciagura aerea: l’elicottero su cui viaggiava insieme ad altri colleghi e al comandante generale dell’arma dei carabinieri Generale Enrico Minio, colpito da un fulmine, cadde in località Rimitello di Monte Covello in Calabria; i militari erano in ricognizione per valutare di persona i luoghi in cui si muovevano le cosche della ‘ndrangheta. SERGIO FRISCIA (Palermo 27/4/1971), attore, conduttore televisivo e showman; ha iniziato come disc jochey e animatore nei villaggi turistici. Nel 2011 partecipa a Striscia la notizia, imitando Beppe Grillo, poi recita in alcune fiction di successo: “La narcotici”, “Il segreto dell’acqua”, “Il capo dei capi”, “Il bello delle donne”, “Squadra antimafia. Palermo oggi”, serie TV in 11 episodi (2009/2010), ecc. Dal 2009 al 2019 partecipa a “Mezzogiorno in famiglia” su Rai2 e, il venerdì sera, è impegnato nel programma TV “Si può fare” di Raiuno condotto da Carlo Conti. È un karateka: nel 1996 ha conseguito il grado di cintura nera di karate e la qualifica di insegnante tecnico e allenatore di karate shotokan rilasciato dalla FIJLKAM.

Borruso

(come Gigi Borruso, attore, regista, drammaturgo)

Borruso è un cognome di origine araba: deriva dal termine “abū’r-rū’ūs” di incerto significato.  Ha i suoi maggiori ceppi nel trapanese (Castellammare del Golfo, Poggioreale, Marsala, Trapani, Alcamo, Erice, Vita, Partanna, Salaparuta, Buseto Palizzolo, Campobello di Mazara, San Vito Lo Capo), e nel palermitano (Palermo, San Giuseppe Jato, Terrasini, Camporeale, Bagheria, San Cipirello, Contessa Entellina, Bisacquino, Alia, Termini Imerese); con qualche propaggine nel messinese (Messina), nel catanese (Catania), nel nisseno (Marianopoli). Famiglie Borruso sono inoltre attestate in Lombardia, Campania, Piemonte, Toscana e, qua e là, in Umbria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, ecc.).
Riferimenti storici e personaggi. La famiglia Borruso, di origine spagnola, esisteva già nel 1500 a Castellammare del Golfo, dalla metà del Settecento si divise in diversi rami: inizialmente erano pescatori, poi marittimi, contadini, proprietari, capitani di bastimenti, commercianti e, per ultimo, impiegati e professionisti. ANDREA BORRUSO (Milano 9/5/1936 – Milano 28/9/2018), laurea in scienze politiche, sociologo, politico, deputato della Repubblica per quattro legislature, dal 1976 al 1992, per la Democrazia Cristiana. È stato sottosegretario di Stato al Lavoro e alla Previdenza sociale nel primo e secondo Governo Craxi (1983-1987), e nel VI Governo Fanfani, sottosegretario agli Affari Esteri nel VII Governo Andreotti (1991/1992). GIGI BORRUSO (Palermo 22/11/1962), attore, regista, drammaturgo. Dopo gli anni di formazione alla scuola teatrale Teatés di Michele Perreira, collabora con la RAI come attore, doppiatore e programmista regista, per oltre dieci anni. È doppiatore e voce fuori campo del programma “Mediterraneo” su Raitre. Poi fonda la “Compagnia dell’Elica” e, nel 2005 “La scuola di teatro di Gibellina”: inizia a lavorare tra Parigi, Palermo e altri teatri nazionali; collabora con il Teatro Massimo di Palermo, scrive alcuni libretti e cura la regia di alcune opere. I suoi lavori indagano la realtà politica e sociale della nostra società, il suo teatro attenziona la realtà siciliana. Dal novembre del 2018 è direttore di DanisinniLab, laboratorio teatrale di comunità ideato dal Museo Sociale Danisinni e promosso dal Teatro Biondo di Palermo. Ricca la sua filmografia, per il cinema e per la TV, come attore, autore, regista. È del 2017 il suo primo romanzo “Il suono della notte”. Molti i riconoscimenti alla sua attività: l’ultimo, nel 2015 il Premio Fersen alla drammaturgia per il testo “Un errore umano”. MARINA BORRUSO (Siena), maestra spirituale, architetto per formazione, viaggiatrice per passione. Insegna da più di 30 anni in tutta l’Europa; ha tradotto in italiano tutti i libri di Eckhart Tolle (1948), scrittore e oratore tedesco, sua guida e amico. Fra i suoi libri di astrologia ed esoterismo figurano: “Essere nel presente” (2009, “L’insegnamento di Eckhart Tolle”, 2011, “Il presente è adesso”, 2012, “Il risveglio della nuova consapevolezza”, 2016.

Zambuto

(come Mauro Zambuto, doppiatore, docente di ingegneria elettronica)

Zambuto, secondo un’antica tradizione, sarebbe cognome italiano di origine araba, proveniente dal termine “samūt” con il significato di “taciturno, silenzioso. Tale cognominizzazione, secondo autorevoli genealogisti, andrebbe invece ricercata nell’antico monte giordano Zambut o, secondo altri, direttamente nel nome del fondatore di Sambuca, l’emiro Al-Zabut. Il cognome Zambuto è diffuso soprattutto in Sicilia, nell’agrigentino (Agrigento, Ribera, Sant’Angelo Muxaro, Favara, Porto Empedocle, Calamonaci, Realmonte), nel ragusano (Acate, Vittoria, Ragusa), nel trapanese (Mazara del Vallo, Marsala), nel palermitano (Palermo), nell’ennese (Villarosa), nel nisseno (Caltanissetta). Alcune famiglie Zambuto sono, inoltre, attestate qua e là in alcune regioni italiane, come Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria.
Riferimenti storici e personaggi. Il fondatore di Sambuca, l’emiro Al-Zabut, seguace dell’ascetico conquistatore maghrebino Ibn Mankud, fu signore indipendente delle kabyle di Trapani, Marsala e Sciacca, guidò le truppe d’assalto alla conquista di Castrogiovanni, Val di Noto e, dopo un lungo assalto, alla presa di Siracusa, allora capitale bizantina dell’isola. L’emiro, giovane guerriero alla conquista della testa di ponte di Mazara, per il suo valore si guadagnò l’appellativo di Al-Chabut, lo splendido, che trasmise alle terre da lui conquistate. Fra i Zambuto attuali ricordiamo: MARCO ZAMBUTO (Agrigento 10/4/1973), avvocato, politico, assessore regionale alle Autonomie locali e alla Funzione Pubblica, recentemente nominato dal presidente della Regione Nello Musumeci. Ha militato nella DC (fino al 1994), nel CDU (Centro Democratici Uniti, dal 1995 al 2002), nell’UDC, nel PDL, nel PD, in Forza Italia. È stato sindaco di Agrigento dal 2007 al 2014. MAURO ZAMBUTO (Sant’Ambrogio di Torino 16/8/1918 – Sarasota, Florida 1/9/2011), docente, doppiatore, figlio dell’attore e regista Gero Zambuto. Grazie alla sua dimestichezza nel parlare diverse lingue, fu chiamato a dare la voce a diversi grandi attori del cinema; nel 1939, doppiava, Stan Laurel insieme ad un giovanissimo Alberto Sordi, voce di Holiver Hardy. Nel dopoguerra, dopo aver insegnato fisica elettronica presso l’Università di Padova, Zambuto prestava la voce a numerosi attori come Mickey Rooney, Martin Milner, Marshall Thompson, Donald O’Connor ed altri, e a personaggi di animazione Disney, come la cicogna e il clown in “Dumbo”, comare volpe in “I racconti dello zio Tom”. Nel 1952, trasferitosi negli Stati Uniti, lavorò presso gli studi della Paramount ad Hollywood. Nel 1962 si ritirò dal mondo del cinema per dedicarsi all’insegnamento e alla ricerca scientifica: insegnò ingegneria elettronica e del computer presso il New Jersey Institute of Technology. È morto in Florida all’età di 93 anni.
GERO (Gerardo, Calogero, Lucrezio) ZAMBUTO (Grotte 14/4/1887 – Bassano del Grappa 11/1/1944), attore, doppiatore, regista. Diede la voce ad attori stranieri di grosso calibro e svolse un importante ruolo nel doppiaggio di film d’animazione. Fu il primo regista di Totò.

Sciarrone

(come Antonella Sciarrone Alibrandi, docente di diritto dell’economia)

Il cognome Sciarrone potrebbe derivare da un soprannome legato al termine arcaico regionale “sciarra” (lite, rissa clamorosa e violenta), proveniente probabilmente dall’arabo “sárra (h)”, molto vicino al siciliano “scerra” e attribuito probabilmente ad un capostipite noto per il suo carattere molto litigioso. Sciarrone ha ceppi consistenti in Calabria (Reggio Calabria, Catanzaro) e in Sicilia, nel messinese (Messina, Rometta, Pace del Mela, Savoca, Lipari, Malfa, Alì Terme, Gioiosa Marea, ecc.), nel catanese (Catania, Misterbianco, Trecastagni, Gravina di Catania, San Giovanni La Punta), nell’agrigentino (Licata, Porto Empedocle, Realmonte), nel palermitano (Palermo). Alcune famiglie Sciarrone si trovano, inoltre, in Piemonte, Lazio, Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Campania, Abruzzo, ecc.
Riferimenti storici e personaggi. Sciarrone è famiglia molto antica; compare in Puglia nel XIV secolo proveniente probabilmente dalla famiglia Colonna di Roma per via di Giacomo detto Sciarra che ebbe un figlio non riconosciuto che fu affidato ad un suo soldato e che fu chiamato Sciarrone per la sua statura e la sua origine. ANTONELLA SCIARRONE ALIBRANDI (Milano 2/5/1965), professore ordinario di Diritto dell’Economia presso la Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, prorettrice vicaria dello stesso Ateneo. Nel giugno del 2020 papa Francesco l’ha nominata, per un quinquennio, componente del Consiglio direttivo dell’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF), istituzione competente della Santa Sede per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Antonella Sciarrone, nello stesso Ateneo milanese ricopre, fra l’altro, il ruolo sia di presidente del Consiglio di amministrazione dell’EDUCatt, ente per il diritto allo studio dell’Ateneo, sia di presidente di Alumni Cattolica, associazione Ludovico Necchi, la community che raccoglie i laureati dell’Università Cattolica; è autrice di numerose pubblicazioni ed articoli vari contenuti nella rivista dell’Università cattolica Vita e pensiero; tra i più recenti vanno ricordati: “Tecnologia etica, fede, una vita trasformata dal Covid”, coautrice, 2020; “Sovraindebitamento, emergenza da affrontare”, 2019, unica autrice; “Prevenire la corruzione: ecco come è possibile”, 2018, coautrice; “Il falso mito della tutela del consumatore”,2013, autrice. DINO SCIARRONE (Misterbianco 1969), cantante ed attore.

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
PalermoToday è in caricamento