Domenica, 25 Luglio 2021

Il Principe cerca... le origini, Alberto di Monaco a Palermo dottore in Ecologia Marina | VIDEO

Laurea "honoris causa" per lui, la cerimonia si è svolta all'interno dell'aula magna della Scuola Politecnica in viale delle Scienze.

Da Palermo il principe Alberto e la moglie Charlène Wittstock si sposteranno a Mazzarino, in terra nissena e nel Ragusano, a Modica, alla ricerca delle origini della famiglia Grimaldi. Vuole conoscere i legami della sua dinastia con la Sicilia. Il principe Alberto II di Monaco seguirà le tracce dei Grimaldi. "Sapevamo che il principe fosse a conoscenza della sua relazione con il territorio, così ne abbiamo approfittato per mandargli dei documenti, tramite l'ambasciatore in Italia, che provassero la presenza del casato nobiliare nella contea di Modica", racconta Innocenzo Pluchino, modicano, ambasciatore per il turismo di affari del Principato, assieme a Filippo Castellet e Sandro Spadola.

La laurea invece è stata concessa "per il profilo personale del Principe, attento osservatore e studioso delle tematiche ambientali. Soprattutto quelle che attengono alle ragioni di un impegno per lo sviluppo sostenibile, per lo studio e la salvaguardia dell'ambiente marino".

In secondo luogo "si incardina su quanto sta facendo con la fondazione Principe Alberto II di Monaco, istituita nel 2006, per il bacino mediterraneo, per le regioni polari, per i paesi in via di sviluppo, con obiettivi ben definiti in campo ambientale e cioè governare i cambiamenti, dare valore alla biodiversità, gestire in modo sostenibile ed equo le risorse naturali, in particolare la risorsa acqua, e contrastare la desertificazione". A conferire il riconoscimento, il pro rettore Fabio Mazzola, dopo la laudatio del professor Antonio Mazzola, ordinario di Ecologia. Titolo della lectio magistralis del rampollo di casa Grimaldi ""La mer et l'homme, des menaces aux promesses".

"Il Mediterraneo è emblematico per la sua storia recente e per quella passata che lungo le sue rive ha visto nascere le più grandi civiltà, ma anche per le sue problematiche attuali, fatte di inquietudini e di disuguaglianze. E per le sue prospettive future, nel quale si mescolano inesorabilmente sfide antropiche e ambientali, scientifiche e politiche". Questo invece uno dei passaggi della "lectio magistralis" tenuta dal principe Alberto. Arrivato alla Scuola Politecnica di viale delle scienze, il principe si è detto molto emozionato e ha sottolineato quanto sia "facile assecondare gli istinti degli esseri umani e le loro paure, facendo leva su evidenze presunte, sull'ironia del dubbio, per mettere da parte tali osservazioni e interrogativi".

Poi ha ricordato come "gli oceani oggi siano la nostra sfida". E come, in un mare chiuso come il Mediterraneo, "vengono sversate ogni anno 60.000 tonnellate di detergenti, 100 tonnellate di mercurio e 12.000 tonnellate di fenoli. Qui transita la metà del traffico petroliero mondiale, con la pulizia delle cisterne e le tante forme di inquinamento provocate da un intenso traffico marittimo". Le soluzioni, secondo il principe monegasco che con la sua fondazione dal 2006 si dedica alla protezione dell'ambiente, "sono le aree marine protette, per le quali mi batto da anni e che si dimostrano sempre più efficaci. Certo, il primo passo obbligato è la lotta ai cambiamenti climatici, che comporta la dismissione delle energie fossili". Poi un invito a raccogliere le sfide del futuro e un omaggio alle parole di Umberto Eco che ha scritto: "La gente è stanca della banalità, ha voglia di cose difficili, cerca le sfide". La lectio, intitolata "la mer et l'homme, des menaces aux promesses" (Il mare e l'uomo, dalle minacce alle promesse) è stata introdotta dai saluti del prorettore vicario Fabio Mazzola e dal professore Antonio Mazzola, ordinario di Ecologia, che ha letto la laudatio.

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