Venerdì, 22 Ottobre 2021

"Santa Rosalia è tornata nel suo Palazzo per salvarci": mostra con opere di tutto il mondo | VIDEO

Apre un percorso finora "proibito" al pubblico. Ben 38 quadri più vari documenti d'archivio per celebrare il "ritorno" della Santuzza a Palazzo dei Normanni, in occasione della mostra "Rosalia eris in peste patrona" che sarà visitabile fino al 5 maggio. Previste due aperture serali e videomapping

Una mostra, un percorso inedito, uno spettacolo, due aperture serali straordinarie, un mercato della frutta e un racconto animato: tutto per Santa Rosalia, nel luogo in cui ha vissuto parte della propria vita. "Torna e salvaci dal razzismo", è l'appello del presidente dell'Ars e della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccichè, in occasione della presentazione alla stampa della mostra "Rosalia Eris in peste patrona", che sarà visitabile dalle 18 di oggi pomeriggio, martedì 4 settembre, fino al 5 maggio a Palazzo Reale. Dopo il ritrovamento dei resti mortali di Santa Rosalia, avvenuto nel luglio del 1624, in una grotta di Monte Pellegrino, si assiste a Palermo alla nascita di un fervido e operoso momento artistico-culturale che si traduce in opere, realizzate nei più svariati materiali, dedicate alla romita Rosalia Sinibaldi. La Fondazione Federico II, in sinergia con l’Assemblea regionale siciliana, il dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, la soprintendenza per i Beni Culturali e l’Arcidiocesi di Palermo, ha scelto di dedicare a questo tema artistico, culturale e antropologico la mostra. 

L’esposizione, trentotto opere più disegni preparatori e materiali a stampa e d’archivio, ripercorre uno dei momenti più critici della storia di Palermo: il lasso di tempo di cinquant’anni che vede la città colpita da due terribili pestilenze, nel 1575-76 e nel 1624; la popolazione inerme e decimata cerca conforto e protezione nei tradizionali Patroni, le Sante cinque Vergini Palermitane, i Santi Rocco e Sebastiano cui subito si aggiunge in quegli stessi anni anche San Carlo Borromeo, grazie al culto introdotto in città dalla ricca “Nazione” mercantile dei Lombardi. Ma nel 1624, allo scoppio di una pestilenza ancor più devastante, il ritrovamento dei sacri resti sul Monte Pellegrino di Rosalia, romita palermitana vissuta nel Medioevo, e la contemporanea immediata cessazione del morbo, fanno sì che a lei vengano riconosciuti speciali poteri taumaturgici, da farla acclamare unica patrona contro il terribile morbo.

Non solo una mostra ma anche un nuovo percorso, finora celato al pubblico. Per festeggiare insieme ai turisti e ai cittadini l'apertura del nuovo percorso con ingresso dal portone monumentale di piazza del Parlamento, saranno organizzate anche due aperture serali straordinarie, in programma il 6 e il 7 settembre. Dalle 20.15 alle 24 si potranno visitare la mostra, i Giardini Reali e il nuovo bookshop. Il biglietto per l'occasione sarà scontato al prezzo di 3 euro. Dalle 21 alle 24 uno spettacolare videomapping sulla facciata di Palazzo Reale che narrerà la storia di Rosalia che qui abitava da giovane donna, cui si potrà assistere gratuitamente da piazza del Parlamento. Il racconto animato narrerà la storia del castello, la colonizzazione fenicia e le porte aperte sulla Galca araba, la fortificazione normanna e il trionfo dei mosaici. Questa sera alle 21 Salvo Piparo delizierà il suo pubblico con "R, LoSpettacolo" dedicato alla santa patrona. A seguire l'apertura del portone monumentale vice regio. Per l'occasione, per celebrare il ritorno di Rosalia, all'interno del Palazzo sarà allestito un mercato con frutta, verdura e tutte le prelibatezze nostrane. 

Tornando alla mostra, il trionfo del culto, immediatamente diffusosi grazie ai Gesuiti e ai Francescani in tutta Europa, ma non solo, impone subito scelte precise sull’iconografia della Santa, cui darà contributo particolare Anton Van Dyck, il grande pittore fiammingo trovatosi a Palermo in quei tristi frangenti. Su tali presupposti, la mostra si snoda attraverso un percorso che partendo dalla devozione ai Santi Patroni tradizionali, esemplificata da una serie di importanti dipinti e sculture cinquecentesche realizzate in quegli anni, arriva sino al trionfo del culto di Rosalia quale unica patrona, configurato da altrettante opere, soprattutto pale d’altare, commissionate ad artisti famosi, come Anton Van Dyck, Pietro Novelli, Vincenzo La Barbera e Mattia Preti.

Spiccano, nel percorso espositivo, le opere di Mattia Preti provenienti dal Museo di Capodimonte e quelle di Pietro Novelli che giungono da Como relative al culto della Santa in Lombardia. La devozione a Santa Rosalia non è, fatto esclusivo, della storia e delle tradizioni siciliane. La Fondazione Federico II con questa mostra ne sottolinea, dopo attente e dettagliate ricerche, quell’elemento che la vede travalicare i confini dell’Isola. È nel rapporto con la “Nazione” dei lombardi che se ne trova una delle massime espressioni. L’Alta Lombardia, tra il XV e il XIX secolo, fu caratterizzata da un processo emigratorio verso la città di Palermo. Un flusso che si sviluppò, principalmente, nel Seicento. Ciò che ne venne fuori fu una collaborazione volta alla raccolta di offerte in danaro destinate all’acquisto di beni materiali da inviare alle comunità ecclesiali di origine. Fra i doni, si annoverano varie suppellettili sacre in argento, ancor oggi conservate nelle chiese lombarde. Riappropriarsi della figura di Santa Rosalia rappresenta un’urgenza  per stimolare la ricerca, la Fondazione Federico II se ne è intestata la paternità, anche delle radici storiche e culturali di Palazzo Reale. La donna nobile prima di essere riconosciuta Santa Patrona della città di Palermo dalla Chiesa Cattolica, viveva a Palazzo dei Normanni.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al sabato dalle 8.15 alle 17.40 (ultimo biglietto ore 16.00). Domenica e festivi dalle ore 8.15 alle ore 13.00 (ultimo biglietto ore 12.15). Costi: intero 6 euro. Ridotto: ragazzi di età compresa tra 14/17 anni € 3, studenti in visita didattica scolastica 1 euro. 

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