Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Si insedia il nuovo questore Cortese: “Palermo è cambiata, ma anche Cosa nostra” | VIDEO

Nell’incontro con la stampa ha manifestato la sua gioia per essere tornato dopo anni nella “sua” città. Tra gli obiettivi primari la cattura dell’ultimo grande latitante Matteo Messina Denaro, la lotta alla criminalità organizzata e la sicurezza in strada.

 

Torna nella “sua” Palermo dopo dieci anni trascorsi nell'elite della polizia, contribuendo attivamente all’arresto di latitanti e mafiosi del calibro di Bernardo Provenzano, Salvatore Grigoli e Gaspare Spatuzza. "Cosa nostra è un'organizzazione particolare che vive di messaggi e dinamiche particolari. Alcuni personaggi di un certo calibro che sono stati scarcerati, ma al momento non abbiamo rischi concreti”. Nell’incontro con la stampa, dopo i saluti al questore uscente Guido Longo (diventato nel frattempo prefetto a Vibo Valentia), ha lanciato un appello alla collettività: “La città è cambiata, ma anche la mafia lo ha fatto. Abbiamo bisogno dei cittadini e della loro collaborazione”.

La sua carriera inizia nel 1991 quando, dopo aver conseguito una laurea in Giurisprudenza a “La Sapienza” di Roma, entra in polizia e viene assegnato proprio alla questura di Palermo. Dopo alcuni arresti eclatanti, come quello di Giovanni Brusca (indicato come esecutore della strage di Capaci) e di Salvatore Grigoli (il killer di don Pino Puglisi), nel 2003 passa allo Sco (il servizio centrale operativo della polizia). Nel 2006 l'arresto di Provenzano. Dopo 43 anni di latitanza "Binnu" viene catturato all'interno di un casolare in aperta campagna: “Non sapete cosa state facendo”, disse il boss proprio a Cortese. Dopo cinque anni passati alla Squadra Mobile di Reggio Calabria, Cortese diventa nel 2012 il capo della analoga sezione romana. Il 30 marzo 2015 diventa il direttore dello Sco, coordinando le attività di tutte le squadre mobili d’Italia.

Renato-Cortese-questore-2Da oggi inizia la sua nuova esperienza a Palermo, dove dovrà occuparsi insieme ai colleghi di ordine pubblico, immigrazione, terrorismo e altro ancora. “Cercheremo di contribuire ad aumentare la percezione di sicurezza nei confronti della collettività. Se prendiamo il superlatitante il cittadino sarà sicuramente contento, ma vuole anche pulizia, polizia presente e attiva sul territorio, nelle strade. La questione terrorismo? Non trascuriamo assolutamente nulla. Anche perché Palermo - ha detto il neo questore - é approdo di migliaia di migranti che arrivano”. Uno dei “chiodi fissi”, però, resta la lotta alla criminalità organizzata: “Vi sono personaggi importanti che sono stati scarcerati, dinamiche e fenomeni che stiamo studiando complessivamente, senza trascurare il mondo carcerario”.

Potrebbe Interessarti

Torna su
PalermoToday è in caricamento