Sabato, 24 Luglio 2021

Marco, il calvario, i viaggi della speranza: "Mio figlio morto per un tumore diagnosticato in ritardo" | VIDEO

Ogni anno in Italia, secondo i dati del Censis, sono 750 mila i ricoveri fuori dalla regione di appartenenza. Molti vengono dalla Sicilia e si dirigono verso gli ospedali del Nord per affrontare un percorso di cure. E a volte spostarsi non basta.

Luigi Esposito, palermitano, nonostante i trasferimenti al Nord ha visto morire il figlio Marco a soli dodici anni: “Mio figlio è morto perché non gli è stata diagnosticato in tempo il tumore che lo ha portato via”. A spingere alla partenza sono le lunghe liste d’attesa in Sicilia anche per interventi gravi, oppure si cerca al Nord rimedio per una operazione andata male, spiega Davide Brocco, patrocinatore stragiudiziale che segue casi di risarcimento per malasanità: “Spesso il paziente cerca punti di riferimento specialistici, non li trova in territorio siciliano ed è costretto ad andare al Nord. E anche se il punto di riferimento c’è, magari si preferisce rivolgersi a una struttura del nord per una questione di fiducia”.

Luigi Esposito si è impegnato in una battaglia giudiziaria per ottenere risarcimenti dopo il calvario di Marco; malato fin dalla nascita, inviato a Pisa in reparto neonatale, poi due ricoveri a Padova, dimesso con la rassicurazione che non c’erano malattie metaboliche: “Siamo stati anche a Roma, al Bambino Gesù, due ricoveri senza nulla di fatto. L’anno prima che mio figlio morisse sono stati fatti nove day hospital; e nessuno ha mai rilevato la forma tumorale che cresceva nel suo addome”.

Oggi Luigi Esposito fa anche consulenza ai genitori di altri bambini malati, e li invita a non avere timori reverenziali:“Ai genitori dico sempre di stare con gli occhi aperti, di non pendere dalle labbra dei medici ma studiare quello che gli dicono, quello che fanno sui loro figli”.

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